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CONGO-ISIRO Prima di Pasqua ci sono rumori che i ribelli, cacciati dopo Natale da Lumbala e i suoi, a nome del capo ribelle Bemba, vogliono ritornare a Isiro per riprendere il potere. Attraverso la fonia si viene a sapere di movimenti di soldati da Dungu e da altre strade nella nostra direzione e da Isiro verso Dungu e altre zone per fermare l’avanzata. Questo comporta sempre saccheggi, fuggi-fuggi della povera gente, feriti e morti... Un pomeriggio si presenta una mamma-soldato, con il suo bimbo di 2 anni, frutto di questa guerra che si trascina ormai da quasi 4 lunghi anni. Viene da lontano, ha combattuto a lungo in diversi fronti, ma a Isiro non ha famiglia e deve partire verso Dungu per fermare questa nuova offensiva dei rivali. Ha chiesto a qualcuno di prendersi cura del suo bambino, ma inutilmente: purtroppo non parla ancora ed è anche troppo vivace. Me ne accorgo perché, in pochi minuti, mi mette a soqquadro tutto l’ufficio. È proprio il figlio di una soldatessa! Ascolto le pene di questa mamma, cerco di farle comprendere che il nostro Centro Nutrizionale può venirle incontro assicurando il cibo al bimbo, ma non abbiamo un casa per accogliere bambini e poi, vista la sua vivacità, solo lei è in grado di tenerlo a bada. Ma non sembra intendere ragioni: vuole partire con il suo battaglione perché avrà un salario sicuro e poi, rubacchiando lungo la strada si arricchirà... La invito a riflettere e a chiedere ai suoi superiori di lasciarla come soldato a Isiro, accanto al figlio. Noi daremo da mangiare al bimbo… e in più le offriremo la possibilità di arrotondare il salario con qualche offerta in denaro, purché stia qui. Molti sì, sì, ma non è più ritornata da me. Sarà partita per fronte con il bimbo? La guerra, oltre a distruggere un Paese, crea problemi nuovi, impossibili da risolvere nella prospettiva dei soldati sbandati... Speriamo che la pace arrivi in fretta e con la pace le mamme-soldato abbiano un marito e i figli un papà e una famiglia! P. Rinaldo Do ARGENTINA Parrocchia missionaria È già passato un anno da quando i Missionari della Consolata hanno assunto la cura pastorale della parrocchia Nuestra Señora de la Consolata, nella capitale federale, nel quartiere Paternal. L’équipe responsabile è formata da p. Ermenegildo Crespi, parroco, Guillermo Guerrero, vice parroco e i pp. Sisto Karrau e Alejandro Béjar, incaricati dell’animazione missionaria e vocazionale. Il quartiere Paternal, in passato, ospitava grandi depositi e un gran numero di fabbriche e laboratori. La grave crisi odierna si fa sentire anche qui, ma la sua gente continua a dare una bella testimonianza di fede e di impegno cristiano. La parrocchia è nata, 75 anni fa, col nome di Consolata, ed è cresciuta, animata da un profondo spirito missionario. Consolare è stata la sua missione fino ad oggi. Retta sempre dai padri Clarettiani, la notizia dell’arrivo di altri responsabili aveva creato una certa preoccupazione nei fedeli. Ma ben presto si è dimostrata infondata. In aprile abbiamo compiuto un anno in questa comunità anche se, sei mesi prima, tre confratelli avevano cominciato a vivere qui per preparare il terreno. Per noi, l’assunzione di questa parrocchia significa l’inserimento dell’animazione missionaria nella pastorale della diocesi di Buenos Aires e la creazione di un centro di animazione missionaria e vocazionale la cui azione si irradia a tutto il Paese. Il nostro impegno è di introdurre la dimensione ad gentes in tutte le attività della parrocchia e diventare fermento missionario per tutta la diocesi. La comunità di Paternal PORTOGALLO Il 22 maggio è nata ed è stata presentata ufficialmente la nuova “Associazione Donne Missionarie della Consolata”, nella parrocchia di Cristo Re di Portela. All’atto erano presenti alcune centinaia di persone oltre al parroco, a p. Luís Tomás, superiore regionale, p. Elísio Assunção e altri confratelli. Amici Missionari della Consolata Nei giorni 1 e 2 giugno si è svolto, a Fatima, il 1° congresso dell’ “Associazione Amici Missionari della Consolata” (AMC). Vi hanno partecipato circa 150 persone espressione dei numerosi gruppi di amici sparsi in varie parti del Paese. Sono stati due giorni di comunione e amicizia nello spirito di famiglia caro al beato Allamano. Si tratta di un’iniziativa che si propone di unire tutte “le buone volontà” in un gruppo unito e coeso identificato con la missione, l’Istituto e la Chiesa. Attualmente il gruppo AMC è formato da Giovani Missionari della Consolata, Laici Missionari della Consolata, Coppie di sposati e altri gruppi. Padre Luís Tomás, superiore regionale, ha esortato i partecipanti ad impegnarsi in un rinnovato servizio nella linea della consolazione e della missione. Secondo la testimonianza degli stessi partecipanti, il congresso è servito per rianimare la coscienza missionaria dei vari gruppi e il senso di appartenenza alla famiglia del beato Giuseppe Allamano. Lucília Oliveira TANZANIA Sabato, 8 giugno, fu annunciata la nomina del nuovo vescovo di Njombe. Nomina attesa da lungo tempo. È p. Alfred Maluma, che ha studiato teologia morale a Roma e ha insegnato nel seminario maggiore di Peramiho. Appartiene al clero della diocesi di Njombe. Oriundo della ceduta missione di Igwachanya e avendo vissuto per alcuni anni al “boarding” della missione di Makambako, anche questo vescovo è un po’ un frutto dei Missionari della Consolata, ai quali si sente molto legato. Riceverà la consacrazione episcopale in settembre. Nei giorni 8-9 giugno, assieme alle Missionarie della Consolata, abbiamo organizzato un incontro per laici a cui hanno partecipato 39 persone. Si tratta del secondo incontro del genere. Al precedente avevano partecipato 57 laici che desiderano conoscere di più il carisma e la spiritualità del beato Allamano. Le conferenze, accompagnate da lunghi momenti di condivisione, hanno riguardato le dimensioni portanti della nostra identità: la personalità dell’Allamano, la Consolata, l’eucaristia e la missione. Questa attività mira alla formazione di un gruppo di laici che condividano un cammino, ancora un po’ tutto da tracciare, ma dove i protagonisti devono essere loro stessi. Per realizzare effettivamente questo cammino i partecipanti hanno scelto ciò che intendono fare ogni giorno, ogni mese e ogni anno. P. Giuseppe Inverardi
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