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Domenica 23 giugno i fedeli di Westlands e dintorni si sono radunati nel Santuario della Consolata per celebrare solennemente la festa della loro Patrona e il Centenario dell'arrivo dei Missionari della Consolata in Kenya. Centenario di evangelizzazione, di fede, di promozione umana e soprattutto di testimonianza dell'amore di Dio per il popolo del Kenya. I canti e le danze hanno contribuito a creare una atmosfera di sentita partecipazione e grande gioia. Padre Luigi Brambilla, nuovo superiore regionale, ha presieduto la celebrazione. Nell'omelia, per fare risaltare l'amore della Consolata per noi, raccontò un episodio: "Visitando un carcere vidi una madre che era venuta a trovare il figlio rinchiuso in prigione alcuni giorni prima. Aveva portato del cibo in una scodella, ma il figlio con un calcio la scaraventò a terra. Il carceriere, indignato per quel gesto, lo percosse facendolo cadere a terra. A quella vista la madre si precipitò a sollevare il figlio e rimproverò il carceriere per quanto aveva fatto". E il padre Luigi concludeva facendo il parallelo con la Consolata la quale, come madre amorevole, fa ancora di più per noi, nell'aiutarci nelle nostre difficoltà spirituali e materiali. Seguirono altri discorsi, magnificando il Signore e la Consolata per le cose fatte in questi 100 anni di attività missionaria. In particolare, il signor George Mwicigi ripercorse le tappe principali dell'arrivo dei Missionari della Consolata in Kenya. Ricordò come il tutto ebbe inizio dall'opera del canonico Giuseppe Allamano, ora Beato; menzionò, poi, la spedizione dei primi quattro pionieri, le loro peripezie per giungere fino a Tuthu, l'accoglienza riservata loro da Karuri che permise una feconda e rapida opera di evangelizzazione. Un'opera accompagnata da un grande sforzo di promozione umana come l'educazione scolastica, la cura dei malati e la formazione dei giovani nelle arti e mestieri. Lo sforzo di quel lavoro di evangelizzazione ha generato una grande Chiesa, divisa in sette diocesi, con oltre due milioni di cattolici. L'oratore ha quindi ringraziato il beato Allamano e i suoi missionari per aver portato loro il dono della fede e ha concluso affermando che "adesso è il nostro turno di portare il vangelo alle genti che non lo conoscono. Abbiamo già dei giovani africani che hanno scelto la vita missionaria: ci auguriamo che il loro numero possa aumentare sempre più".
Charles Gachigiri - George Mwicigi e p. Marino Gemma
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