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Uno due tre cento anni della nostra prima missione in Kenya. Il 20 giugno abbiamo celebrato i 100 anni di missione in Kenya e i 30 anni della nostra presenza nella Repubblica Democratica del Congo. Si è trattato di un momento particolarmente significativo che ci ha fatto sentire come questi giubilei non sono un sogno, ma una bella realtà caratterizzata dalla consolazione del Signore, distribuita a piene mani dai nostri missionari alle popolazione tra le quali hanno evangelizzato. I nostri missionari pionieri sono andati e si sono fermati tra le comunità africane del Kenya. Hanno condiviso in tutto la vita di quei popoli, con culture, lingue e credenze completamente diverse dalle loro. Nonostante queste e altre difficoltà, non si sono mai scoraggiati e, con l'aiuto dello Spirito Santo, hanno continuato a lavorare indefessamente per quei loro fratelli, annunciando la buona notizia, curando le malattie, dando da mangiare agli affamati e sradicando l'analfabetismo. Il giubileo, pertanto, è stata l'occasione per rendere grazie al Signore per l'opera compiuta dai nostri missionari, vivi e defunti, in tutto il mondo. Per questa festa abbiamo invitato gente da tutte le parti; tra gli altri erano presenti i nostri parenti, gli amici e gli impiegati delle nostre case. L'eucaristia ha rappresentato il centro della giornata. La celebrazione fu presieduta da mons. Fedele, vescovo di Kisantu. Hanno concelebrato tutti i confratelli della Consolata ed altri sacerdoti amici. La chiesa era letteralmente zeppa di cristiani. Durante la celebrazione nove teologi hanno ricevuto i ministeri del lettorato e dell'accolitato, mentre p. André Bricky ha ricevuto il mandato missionario simbolizzato dal crocifisso e dai sandali. Egli eserciterà il suo apostolato missionario in Mozambico. La cerimonia fu caratterizzata da danze tradizionali, canti e preghiere. Il vescovo Fedele, nella sua ispirata esortazione, ha spiegato il significato del mandato missionario e ha chiesto a p. Andrè di essere un autentico messaggero di Cristo, in nome della Chiesa del Congo che rappresenterà dovunque andrà. Al termine dell'eucaristia, p. Andrè si è rivolto ai fedeli sostenendo la sua croce missionaria e ha promesso di onorare la Chiesa del Congo e anche noi suoi fratelli e sorelle, con l'aiuto della preghiera di tutti. Il nostro superiore delegato, p. Stefano Camerlengo, nel suo breve intervento, scherzando ha affermato che è difficile celebrare sovente "100 anni" e che perciò abbiamo tutte le ragioni per ringraziare il Signore e gioire per le meraviglie compiute dai nostri missionari in questo secolo. La festa è poi continuata con un pranzo delizioso, allietato dalla compagnia di confratelli, parenti e amici. Dio benedica i Missionari della Consolata di tutto il mondo affinché rimangano veri testimoni della sua consolazione. Felix Shitakha
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