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CRONACA DI UN'ODISSEA INFINITA PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Antonio Bellagamba   

Il 30 luglio è stato siglato l'accordo di pace tra il Congo e il Rwanda. La gioia per l'evento si è oscurata ben presto dato che quasi lo stesso giorno sono ripresi gli scontri armati tra due gruppi ribelli antagonisti: il gruppo di Bemba e il gruppo di Nyamwizi. Il primo, "padrone" della regione di Isiro dove sorgono le nostre missioni di Wamba, Bayenga, Pawa e Neisu è stato attaccato dal sud, dal secondo che, per qualche giorno è riuscito ad occupare Bayenga e Wamba. Le nostre missioni si sono trovate al centro del fuoco incrociato dei due eserciti e i nostri confratelli hanno vissuto giorni di pericolo e di angoscia.

Il 4 agosto p. Antonio Bellagamba, vice superiore generale, partiva da Roma alla volta del Congo-Isiro per andare a predicare gli esercizi spirituali ai confratelli di quella Regione. Lo accompagnavano sette volontari laici, che avrebbero offerto la loro opera per un mese nelle missioni di Neisu e di Bayenga.
Per le 11 del 5 agosto sono a Isiro, accolti da p. Rinaldo Do, superiore regionale. Dopo pranzo, tre laici partono subito per Neisu dove lavoreranno all'ospedale.
Ecco la cronaca di p. Bellagamba:

Martedì, 6 agosto: alle 9 si parte per Wamba con i volontari. La cittadina dista 120 km da Isiro. Arriviamo dopo sei ore di pista, pranziamo e poi i quattro laici proseguono per Bayenga dove hanno in progetto di montare una nuova pompa per l'acqua della missione.
Mercoledì, 7 agosto: visitiamo il centro catechistico, le opere della missione e incontriamo il vescovo, mons Janvier Kataka. Durante il pranzo, viene il comandante militare di Wamba, in tenuta da combattimento, e comunica a p. Baruffi che, forse Bayenga (che si trova a una ventina di km da Wamba) è caduta nelle mani dei militari di Nyamwizi. Ci coglie una grande apprensione per i nostri confratelli di Bayenga (i pp. Clément Balu Futi e Manca Pietro) e i laici che l'hanno raggiunta ieri.
La gente di Wamba, udita la notizia, per paura dell'arrivo dei soldati in città, si rifugia in foresta e nella missione.

Giovedì, 8 agosto: all'abituale appuntamento radio delle 7,15 i padri di Bayenga non rispondono, così p. Do decide di recarsi a Bayenga per vedere come stanno. Ottenuto il permesso dai militari, si fa dare una lettera di accompagnamento dal vescovo e parte in bicicletta. All'appuntamento radiofonico delle 14,45 lui stesso ci parla: i soldati l'hanno lasciato passare e nella missione stanno tutti bene; domani cercheranno di tornare a Wamba.

Venerdì, 9 agosto: da Bayenga padri e laici non possono partire perché l'auto della missione è stata requisita dai soldati. I confratelli di Wamba assieme al vescovo, mandano un automezzo per raccoglierli, ma i soldati di Bemba non lo lasciano passare.

Sabato, 10 agosto: in mattinata apprendiamo da p. Do che da Bayenga non possono muoversi e intuiamo che presto ci sarà la battaglia per la conquista di Wamba. Decidiamo di annullare gli esercizi spirituali e che ognuno rimanga nel posto dove si trova.
A mezzogiorno in punto inizia un'intensa sparatoria, con colpi di mortaio e mitragliatrice molto vicini a noi: è iniziata la battaglia. La preoccupazione è grande. Una pallottola raggiunge la stanza dove mi trovo conficcandosi sotto il davanzale della finestra: 10 cm più in sù e mi avrebbe trapassato. Un'altra attraversa la porta della camera di p. Alonso e va a conficcarsi nel materasso. Noi ci ritiriamo in una stanzetta interna, protetta da vari muri.
Vista la situazione, invito i confratelli a darci l'assoluzione a vicenda e a pregare. Poi, recitiamo il rosario. Alla fine del rosario la sparatoria cessa: Wamba è stata presa dai soldati di Nyamwezi!
Dopo circa mezz'ora i rifugiati iniziano ad uscire. P. Alonso va di casa in casa assicurando tutti e la vita ricomincia. Le persone si riuniscono con noi e raccontano ciò che hanno visto e sentito. Dopo le 15, p. Alonso convoca tutti i bambini, dà una caramella ciascuno e poi organizza una bella partita a pallone che allontana tutte le paure e rigenera pace ed energia.
Il vescovo, subito dopo il passaggio dei nuovi militari, senza dire niente a nessuno, è partito col suo autista alla volta di Bayenga per vedere i padri e i laici e li riporta a Wamba: che bel gesto! Padre Do è rimasto a custodia della missione.

Martedì, 12 agosto: alle 9 del mattino cominciano a sentirsi colpi in lontananza: i soldati di Bemba iniziano il contrattacco per riprendere Wamba. La gente torna a rifugiarsi nel centro pastorale. Verso mezzogiorno l'operazione è compiuta anche se i colpi di mortaio e di mitragliatrice si odono per tutto il pomeriggio.

Mercoledì, 13 agosto: la situazione, soprattutto per i laici è estremanebte difficile ed è necessario lasciare la città al più presto. Grazie ai buoni uffici dei confratelli di Isiro e del vescovo di Wamba, verso le 11 riusciamo a partire da Wamba con il benestare dei militari. Durante il viaggio veniamo fermati da due soldati, decisi a prenderci l'auto con le armi spianate, ma la diplomazia di p. Clément e di abbè André fa il miracolo e riusciamo a passare. Arriviamo a Isiro sani e salvi.

14-20 agosto: gestioni infinite per trovare un aereo che ci riporti a Kampala. Dapprima si attende un aereo militare che non arriva mai e poi, una volta atterrato, non si sa quando riparte. Qundi ci si affida a un privato che ci assicura un volo per Kampala il 18, ma all'ultimo momento cambia rotta e va a Beni.
Facciamo gestioni a Kampala per l'aereo che ci aveva portati a Isiro e il giorno dopo, finalmente, alle 10,05 si parte. Ci fermiamo nella capitale dell'Uganda per due giorni e venerdì, 23 agosto, alle 7,15 partiamo per Roma. Arriviamo alle 17,45. P. Giano ci attende e possiamo anche salutare p. Norberto Louro in partenza per la Corea. Poi ritorniamo alla Casa Generalizia accolti festosamente dai confratelli.

Per tutto Deo Gratias e un grande ringraziamento a padri e fratelli che hanno fatto l'impossibile per aiutarci e che ora speriamo di comprendere meglio nei loro travagli quotidiani e in quelli... straordinari.

P. Antonio Bellagamba

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