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CARAPITA: PARROCCHIA MISSIONARIA PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Francis Njoroge   

I Missionari della Consolata sono presenti da circa due anni nella Parrocchia San Joaquín e Santa Ana di Carpita, che sorge in un barrio popolare di Caracas. La realtà del luogo rappresenta una vera sfida dal punto di vista economico, sociale e religioso. La popolazione è molto numerosa (più di 100 mila abitanti) e nello stesso tempo, molto eterogenea. La maggioranza è immigrata da altre regioni del Venezuela o addirittura da altri Paesi vicini.
La domanda che ci siamo fatti fin dal nostro arrivo è stata: "Come dovremmo organizzarci per raggiungere i diversi gruppi, senza dimenticare nessuno?".
Nella parrocchia ci sono cinque cappelle che rappresentato altrettanto comunità cristiane diverse. Il nostro impegno è di creare comunione fra i diversi gruppi e cerchiamo di approfittarne, in questo senso, quando si presenta l'occasione.
La Pentecoste 2002 fu una di queste occasioni. Sabato, 18 giugno, preceduta da un'intensa preparazione, abbiamo organizzato un grande celebrazione eucaristica nella chiesa di Carpita a cui abbiamo invitato tutti i gruppi della parrocchia. Il tema della celebrazione recitava: "Raffor-zaci, Signore, con il tuo Spirito". Per l'occasione ci hanno dato man forte anche i tre confratelli residenti nella casa regionale. Erano presenti anche tutte le religiose che lavorano nella parrocchia: le Missionarie della Carità (di Madre Teresa di Calcutta), le Figlie dei Sacri cuori di Gesù e Maria e le Missionarie di Cristo Gesù. La gente ha partecipato in massa.
La celebrazione iniziò con il canto, ritmato dalla danza, mentre i giovani formavano una croce al centro della chiesa, sollevando il simbolo dello Spirito Santo - una colomba -, e il mondo.
L'atto penitenziale fu sceneggiato dai giovani del gruppo teatrale; si chiese perdono per i saccheggi avvenuti nel mese di aprile, per la droga, la prostituzione e, si è detto "grazie" a Dio per il suo perdono con la danza del gloria, "kembo", in lingua lingala.
Il libro del vangelo fu portato processionalmente al leggio da un diacono circondato dai bambini del catechismo con in mano le candele accese. Dal libro partivano dei nastri che erano sostenuti a mo' di raggiera dai bambini tutt'intorno.
Seguì un'omelia partecipata sulla presenza dello Spirito nel Nuovo Testamento, nella Chiesa nascente e sulla sua importanza nella nostra vita. Gli animatori intercalavano le riflessioni con l'invocazione: "Rafforzaci, Signore, col tuo Spirito".
All'offertorio i doni furono portati all'altare al ritmo di una danza preceduta da due torce accese, simbolo dello Spirito. Il Padre Nostro fu recitato in diverse lingue e al momento della pace le persone si scambiarono dei distintivi rappresentanti i sette doni dello Spirito. La celebrazione si concluse con il canto allo Spirito e la "danza dei doni" realizzata dal gruppo dei carismatici.
Al di là di celebrazioni come queste, momenti forti per compattare il tessuto cristiano della parrocchia, il nostro lavoro è davvero missionario. Calcoliamo che solo il 10 % frequenti la chiesa mentre il restante 90 % non è praticante o segue altre confessioni e sette cristiane. La nostra preoccupazione è appunto di raggiungere questo 90 % con una pastorale davvero missionaria. Così, il nostro obiettivo, fin dall'inizio, è stato quello di convertire la parrocchia in una "comunità di comunità", promuovendo e organizzando comunità ecclesiali di base e decentralizzando i servizi del culto e dell'evangelizzazione per raggiungere il maggior numero possibile.
Si cerca, a questo scopo, di diffondere la coscienza missionaria tra i fedeli. Un primo frutto è stata la nascita del gruppo missionario che, con lo slogan "Cristo bussa alla tua porta", va di casa in casa, nel settori più lontani dalle cappelle, per evangelizzare le famiglie. Questo lavoro ha permesso la nascita di una nuova cappella, in un settore lontano, finora dimenticato dal lavoro pastorale. La cappella, intitolata alla Consolata, è stata benedetta il 15 giugno, da mons. Saúl Figueroa, vescovo ausiliare di Caracas, che si è complimentato con i Missionari della Consolata per il lavoro che stanno portando avanti nella Chiesa locale della capitale.
Il 22 giugno, nella chiesa parrocchiale, ha avuto luogo la celebrazione della festa della Consolata. I fedeli della parrocchia vi hanno partecipato numerosi. Ha presieduto la celebrazione p. Lisandro Rivas, vice superiore delegato, accompagnato dai confratelli della parrocchia: Ariel Hoyos, Francis Njoroge e Dominic Ndolla. Erano presenti anche i laici IMC che lavorano in Venezuela, convenuti a Caracas per un loro incontro.
Padre Lisandro, all'omelia, ha ricordato ai confratelli l'impegno che abbiamo di fronte a Dio e alla Consolata di portare la vera consolazione a tutti e in ogni luoghi dove c'è bisogno di speranza e di consolazione.
Nostra Madre, la Consolata e il Padre Fondatore ci accompagnino nella nostra missione.


P. Francis Njoroge

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