VERSO IL MARTIRIOFin dall’inizio della sua vita carmelitana in Edith Stein c’è la consapevolezza di dover rendere la sua vocazione dono incondizionato per la salvezza dei suoi connazionali attraverso l’offerta di se stessa. In questa prospettiva Edith si unisce alle sofferenze di Cristo, pur non sapendo, al momento della sua entrata in convento, in che cosa sarebbe consistita la croce che il Signore le teneva preparata. Ma ben presto comincia a sentire che la sua vita carmelitana sarebbe stata diversa da quella delle altre consorelle. L’ostilità del nazismo verso gli ebrei, che cresce di giorno in giorno, viene da lei interpretata come un’espressione di odio tra fratelli e di disprezzo tra cittadini dello stesso popolo. Di qui si comprendono meglio le sue grandi aspirazioni di offrirsi in espiazione per il male che dilaga nella patria e prendere la croce sopra di sé per salvare gli ebrei perseguitati. Infine, negli ultimi anni le sue offerte s’ispirano sempre più alla dimensione religiosa, all’atteggiamento cristiano di chi ha compreso il senso pieno di una Legge che il Cristo è venuto a compiere, non ad abolire, ma a rendere nuova nel comandamento dell’amore per i fratelli, fino alla morte. Come tedesca-ebrea, cattolica, religiosa carmelitana e sposa di Cristo è chiamata ad una maternità soprannaturale che abbraccia tutto il piano della redenzione universale. Perciò vuol immolarsi con Cristo per ottenere grazie per le anime. Così avanza sicura, senza lasciarsi suggestionare da nulla, sul cammino della Croce, da lei conosciuto, vagliato e assunto come suo. Nel testamento redatto un anno prima della sua morte scrive: «Fin da ora accetto con gioia la morte che Dio mi ha riservato, sottomettendomi pienamente alla sua santa volontà. Prego il Signore che voglia accettare la mia anima e la mia morte a suo onore e gloria, secondo le intenzioni della Chiesa, e affinché il Signore sia accolto dal suo popolo e il suo regno venga con gloria, per la salvezza della Germania e per la pace nel mondo». Nel lasciare il monastero per essere portata al campo di sterminio, Edith dice a sua sorella Rosa: «Vieni, andiamo per il nostro popolo». Comunque si voglia interpretare la frase, Edith ha accettato consapevolmente il sacrificio della vita, alzando lo sguardo in alto, verso Dio, verso quel cielo dove abita l’eterna pace per tutti. Giovanna della Croce, Edith Stein. Santa Teresa Benedetta della Croce. Ediz. Mimep-Docete-Padri Carmelitani, Milano 1998. passim
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