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Provenienti dal Kenya, dal Tanzania, dalla Colombia e dal Brasile, i vescovi IMC, dal 2 al 6 settembre si sono ritrovati in Casa Madre per celebrare il Centenario della Missione dell’Istituto. Riuniti nella tavola grande del refettorio, formano una “bella fioritura di pastori” che la dice lunga sul contributo dell’Istituto alla Chiesa. Sono 13, uno (Mons. José Luis Serna Alzate) non ha potuto partecipare per motivi di salute. Ecco la loro lista: - Mons. Servilio Conti, vescovo emerito della Prelazia di Boa Vista – Roraima (Brasile). - Mons. Aldo Mongiano, vescovo emerito di Roraima (Brasile). - Mons. Walmir Alberto Valle, vescovo di Zé Doca (Brasile). - Mons. Carillo Gritti, vescovo della Prelazia di Itacoatiara (Brasile). - Mons. Angelo Cuniberti, vescovo emerito del Vicariato di Florencia (Colombia). - Mons. José Luis Serna Alzate, vescovo dimissionario di Líbano Honda. - Mons. Luis Augusto Castro Quiroga, arcivescovo di Tunja (Colombia). - Mons. Francisco J. Múnera Correa, vescovo di San Vincente - Puerto Leguí-zamo (Colombia). - Mons. Ambrogio Ravasi, vescovo di Marsabit (Kenya). - Mons. Peter Kariuki Kihara, vescovo di Murang’a (Kenya). - Mons. Anthony Ireri Mukobo, vescovo ausiliare di Nairobi (Kenya). - Mons. Virgilio Pante, vescovo di Maralal (Kenya). - Mons. Evaristo Chengula, vescovo di Mbeya (Tanzania). Statistiche alla mano, in cento anni di vita l’Istituto ha dato alla Chiesa 23 vescovi missionari, di cui 13 sono attivi e impegnati nell’ad gentes. Tenendo conto che i missionari sacerdoti dell’Istituto in questo secolo sono stati 1.412, si evince che, in proporzione, ogni 61 missionari uno è diventato vescovo. Si tratta di una media lusinghiera. Accompagnano i nostri vescovi il Padre Generale e p. Antonio Bellagam-ba, vice generale. Nel primo giorno del loro incontro, i vescovi condividono le diverse realtà del loro ministero, le sfide dell’evangelizzazione e della promozione umana, l’impegno per la giustizia e la pace. Al pomeriggio concelebrano nella chiesa del Beato Allamano, intrattenendosi su considerazioni e pensieri della sua dottrina spirituale. Il secondo giorno lo passano a Villa Allamano di Rivoli, dove si intrattengono nel ricordo del Beato Fondatore, celebrando su quell’altare in cui egli depose la lettera di fondazione dell’Istituto indirizzata al Cardinale Richelmy. Mons. Luis A. Castro presenta una relazione sul tema: “Come il carisma IMC aiuta il mio ministero di vescovo”. Padre Lino Zamuner fa da “cicerone” nella casa che conserva tanti ricordi del Fondatore. Alla sera, incontro con la comunità di Casa Madre a cui si aggiungono i missionari di passaggio e un folto gruppo di Missionarie della Consolata da Casa Pio X e da Grugliasco. Il Padre Generale dà il benvenuto ai vescovi, poi ognuno si presenta all’assemblea. Quindi mons. Anthony Mukobo e mons. Peter Kihara presentano i problemi inerenti alle diocesi e alla pastorale dell’Africa, mentre mons. Francisco Múnera fa lo stesso per l’America Latina. Segue un dialogo fatto di domande e risposte con l’assemblea. Il giorno dopo i porporati sono a Castel Nuovo don Bosco. Nella casa natale del Padre Fondatore, ascoltano p. Francesco Pavese che parla sul tema: “Cosa direbbe oggi il Fondatore ai vescovi, suoi missionari?”. Pregano e celebrano l’eucaristia. Ottima l’ospitalità da parte delle Missionarie della Consolata, che hanno la cura della casa natale del Fondatore. Giovedì mattina, incontro con l’arcivescovo di Torino, card. Severino Poletto. Egli condivide con i nostri vescovi, in modo semplice e informale, le sue esperienze episcopali a Torino e nei territori dove i suoi preti fidei donum lavorano. Segue uno scambio fraterno su esperienze, attitudini e attività di evangelizzazione. Quindi, i porporati si recano a far visita alla casa delle missionarie anziane di Venaria: un incontro toccante, pieno di nostalgia e dolci reminescenze che ha il suo culmine attorno all’altare per l’eucaristia. Il venerdì i vescovi si recano ad Alpignano, nella Casa Beato Giuseppe Allamano, dove i confratelli anziani, dopo aver speso le forze nel lavoro apostolico, trascorrono i loro giorni nel riposo e nella quiete. Alcuni di questi pionieri hanno lavorato, quasi dagli albori, alla fondazione e allo sviluppo di quelle missioni, come Nyeri, Meru, Muranga, Marsabit, Maralal, Caquetá…ecc, da cui sono fioriti sacerdoti, suore e vescovi. Missioni che oggi sono diventate le sedi delle rispettive diocesi. Padre Mario Bianchi, superiore generale emerito, presenta la figura di mons. Luigi Santa, già vescovo di Gimma (Etiopia) e poi di Rimini. Padre Lino Zamuner, dal canto suo, presenta la figura di mons. Carlo M. Cavallera, già vescovo di Nyeri e Marsabit. Le biografie dei due vescovi defunti vengono offerte ai porporati Il sabato mattina i vescovi si recano al Santuario della Consolata dove celebrano l’eucaristia ai piedi della Madre dell’Istituto. «Lei è la Fondatrice», diceva l’Allamano, che con filiale devozione ha sempre attribuito non solo l’idea della fondazione, ma anche tutto il successo apostolico nelle missioni alla sua materna protezione. Nei momenti difficili soleva ripetere: «L’opera è tua, pensaci tu». E questo è anche l’augurio che porgiamo ai nostri confratelli vescovi: la Consolata li sostenga e li guidi nel loro grave ministero a servizio della Chiesa. P. Antonio Giordano
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