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CUAMBA - PRIMI FRUTTI DELL'UNIVERSITÀ CATTOLICA |
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Scritto da P. Carlo Biella
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L’Università Cattolica del Mozambico (UCM) nel 1998 ha aperto, a Cuamba (Niassa), la facoltà di Agricoltura e Sviluppo Rurale, cominciando con 30 studenti. Cinque di loro, il 28 agosto 2002, hanno completato il ciclo di studi raggiungendo il grado di baccelliere. Negli ambiti universitari di tradizione anglosassone, questo è considerato il primo grado accademico universitario; dopo viene il master (o dottorato). Alla cerimonia erano presenti Dom Luis Ferreira Gonçalves Da Silva, vescovo di Lichinga, le autorità locali e il rettore magnifico dell’UCM, p. Filipe Couto. «Questo evento – disse p. Couto - segna il raggiungimento della piena maturità di questa facoltà, che oggi conta 210 studenti e 21 docenti. D’ora in avanti produrrà leaders competenti per guidare la vita delle comunità rurali, nonché occupare posti di responsabilità nelle istituzioni dello Stato e private. D’ora in poi si formeranno ogni anno circa 20 baccellieri. La stessa UCM consiglia loro di dedicare almeno due anni ad un’esperienza di lavoro prima di decidere se continuare la specializzazione per scopi universitari». La cerimonia è iniziata con una celebrazione eucaristica in onore di S. Agostino, patrono dell’UCM, presieduta dal vescovo di Lichinga; ad essa è seguita la consegna dei diplomi ai neo-graduati. L’UCM ha oggi sei facoltà: Economia e Commercio e Medicina a Beira, nel centro del Mozambico; Diritto e Scienze dell’Educazione a Nampula, al centro nord del Paese; Agricoltura e Sviluppo Rurale, a Cuamba, nel Niassa; Turismo e Informatica a Pemba, sul litorale nord confinante col Tanzania. Gli studenti in totale sono oltre 2300, (48% donne) e 230 professori (di cui il 50% è personale mozambicano). Il Mozambico è inserito nel Commonwealth britannico: nell’UCM il portoghese e l’inglese sono lingue di insegnamento. Fino ad oggi l’UCM ha graduato un totale di 252 baccellieri distribuiti nelle varie facoltà. Di questi il 50% sono donne. I primi medici otterranno il titolo nel 2008. P. Carlo Biella
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