|
MESSAGGIO DELLE DIREZIONI GENERALI DEGLI ISTITUTI MISSIONARI Roma, 25 settembre 2002 Carissimi Missionari/e, È con tanta gioia che vi indirizziamo questo breve messaggio al termine degli Esercizi Spirituali che noi membri di sei Direzioni Generali di Istituti Missionari (Comboniani/e, Missionari/e del PIME, Missionari della Consolata e Saveriani) abbiamo appena terminato. Gli Esercizi, tenuti a Pesaro, nella casa dei Missionari Comboniani, dal 16 al 22 settembre, sono stati guidati da don Bruno Forte, teologo e docente nella Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e hanno avuto come tema: Nel mistero dell’amore: la Missione dalla Trinità alla Trinità. Siamo coscienti di non potervi comunicare ciò che gli Esercizi hanno prodotto in ciascuno di noi, o anche solo l’atmosfera di silenzio e di preghiera che vi regnava, la gioia di vivere assieme come missionari e missionarie. Oltre a dirvi che abbiamo pregato spesso per voi, desideriamo farvi pervenire almeno i nostri saluti e il nostro ricordo, mentre condividiamo con voi alcune convinzioni su quanto abbiamo riflettuto assieme nel corso dell’ultima mattina degli Esercizi. Lo facciamo con gioia perché siamo fiduciosi che la nostra esperienza possa avere un messaggio anche per tutti voi, Sorelle e Fratelli Missionari. Innanzi tutto vorremmo comunicarvi come gli Esercizi Spirituali stessi, fatti nel silenzio, nell’ascolto della Parola, senza distrazioni, lasciando il nostro lavoro sul tavolo dell’ufficio per essere soli con Dio, in Cristo, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo siano stati una grande ricchezza per tutti noi. La tentazione di riempire i tempi vuoti, di parlare con gli altri, l’abbiamo bandita da noi. E ciò ci ha aiutato grandemente! Quanto è augurabile che anche tutti i membri dei nostri Istituti potessero mettere da parte questo tempo ogni anno per Dio e per se stessi, con fedeltà e impegno. La nostra esperienza ha riconfermato ancora una volta l’importanza degli Esercizi fatti nel silenzio, aperti all’ascolto della Parola e in comunione profonda con Cristo. Questo clima ci dispone all’accoglienza dello Spirito Santo che ci mette in comunione profonda col Padre e noi possiamo veramente impegnarci ad un’autentica conversione di vita. Con l’aiuto e l’esempio che ci sono venuti dal Direttore degli Esercizi, abbiamo compreso in maniera forse “nuova” la necessità assoluta della santità per essere veri evangelizzatori e missionari. Il primato di Dio, la santità di vita, la sequela radicale di Gesù, la necessità della testimonianza di vita, ci sono stati riproposti, in modo vitale, come elementi portanti della nostra vocazione. I nostri santi Fondatori ci hanno trasmesso questo anelito alla santità che dobbiamo accogliere e concretizzare con rinnovato entusiasmo e impegno. Abbiamo rilevato quanto sia forte la nostra tendenza a realizzare una missione basata più sul fare che sull’essere. Anche il solo pensiero che questo scambio di priorità e di valori succeda in noi e nei membri dei nostri Istituti, desta non poca preoccupazione. Con forza e convinzione don Forte ci ha ripetuto che il primo modo di evangelizzare resta sempre la nostra testimonianza di santità, la risposta a un Dio che costantemente viene incontro a noi in Cristo Gesù. Essere incarnazione di questi valori è compito di ogni Superiore e un mezzo efficace per animare i nostri Istituti. L’unione e la comunione che abbiamo sperimentato durante gli Esercizi, non solo ci hanno fatto del bene, ma sono state anche viste come un piccolo, ma espressivo, segno di quell’unità di intenti che deve esistere tra noi e con la Chiesa affinché ne sia avvantaggiata la causa missionaria. Tutti siamo infatti chiamati a partecipare alla comune missione di collaborare con Dio alla costruzione del suo Regno. L’augurio che nasce spontaneo dal cuore è che fra gli agenti della missione, fra i nostri Istituti, fra noi e le Chiese locali prevalga l’intesa e la comunione al di sopra di ogni rivalità, contesa o gelosia. Quanto forte è il nostro anelito che una spiritualità di comunione possa radicarsi in profondità nei nostri Istituti, dove tutti come fratelli e sorelle collaborano allo stesso progetto, che è quello di Cristo Gesù per la salvezza del mondo. Abbiamo udito questa chiamata nella seconda lettura della liturgia della XXV domenica, in cui l’apostolo Paolo invitava a gioire sempre quando Cristo viene annunziato. Gli Esercizi ci hanno aiutato ad allargare il nostro orizzonte missionario e a capire l’importanza di un ecumenismo vero e del dialogo fraterno con le varie religioni. Per portare avanti la missione di Gesù sulla terra è necessario che tutti abbiano la massima apertura a dare e a ricevere, a insegnare e a imparare, aiutati dall’esempio di Maria, donna di fede, e dagli apostoli Pietro e Paolo i cui esempi ci hanno illuminato durante gli Esercizi. I semi del Verbo non possono cadere invano o essere da noi ignorati. Assieme, care sorelle e cari fratelli, vogliamo proseguire la nostra missione, perché questo nostro piccolo pianeta diventi veramente presenza del Regno di Dio e tutta l’umanità si trasformi nella sua famiglia. Mentre vi salutiamo fraternamente e vi auguriamo le benedizioni del Signore Gesù, vi assicuriamo la nostra preghiera perché la nostra missione possa essere accompagnata da una “misura alta” di santità, che si rinnova ogni anno alla scuola degli Esercizi Spirituali. Le Direzioni Generali: Suore Missionarie Comboniane, Missionarie dell’ Immacolata - PIME, Missionari Comboniani, Missionari della Consolata, Missionari del PIME, Missionari Saveriani
|