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TORINO - CASA MADRE PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Antonio Giordano   

CONSULTA INTERCAPITOLARE

Il 7 ottobre la comunità di Casa Madre ha il gradito onore di ospitare i 26 membri della Consulta, che si riuniscono a Torino per iniziare la loro assise chiudendo solennemente le celebrazioni dei Centenari della Fonda-zione e della Missione dell’Istituto. La data prescelta non è casuale, infatti oggi ricorre il dodicesimo anniversario della beatificazione del Padre Fondatore.
Il canto delle Lodi mattutine è un inno di ringraziamento al Signore e un’invocazione dello Spirito perché continui a guidare l’Istituto secondo il carisma della fondazione.
Alle 9.30, nella chiesa santuario del Beato G. Allamano, si svolge la solenne concelebrazione presieduta dal Padre Generale. All’omelia, prendendo spunto dalla Novo millennio ineunte di Giovanni Paolo II, commenta: «Come il Papa ha fatto un bilancio consuntivo delle attività della Chiesa durante l’Anno del Giubileo, così dobbiamo fare noi al termine di questi due anni centenari, di fondazione e di missione. Abbiamo anche noi tanti aspetti positivi di cui ringraziare il Signore, che ci fanno vedere un cammino percorso e una missione compiuta.
Come non ricordare il 29 gennaio quando, al Santuario della Consolata con il card. Severino Poletto, arcivescovo di Torino, abbiamo aperto l’anno centenario di nascita dell’Istituto? E ancora: come non ricordare la lunga processione che il 16 febbraio si snodò, tra preghiere e canti di ringraziamento, sul sagrato della Basilica di Fatima attorno alla capelinha delle apparizioni? Ed in ultimo: come non ricordare le migliaia di fedeli convenuti a Tuthu, il 20 giugno scorso, per celebrare il Centenario della Missione? Sono tappe recenti di un cammino che è durato cento anni e che ha portato a mete umanamente inimmaginabili.
Il Santo Padre – continua p. Trabucco - conclude la sua lettera apostolica con l’invito “duc in altum” per esortare la Chiesa ad una nuova era di evangelizzazione. Anche noi, con la Consulta, vogliamo guardare al futuro, al lavoro che ci aspetta, e vorrei proporre quattro atteggiamenti da seguire:
- Una grande fede in Dio che ha voluto il nostro Istituto: esso rimarrà opera sua e come tale continuerà nei secoli se noi rimarremo fedeli al carisma del nostro Fondatore.
- Nel nostro cammino dobbiamo stare attenti ai segni dei tempi ed essere aperti ai cambiamenti che segnano progresso e sviluppo.
- Dobbiamo sempre richiamare la nostra attenzione all’essere più che al fare. Si fa in quanto e come si è. Essere santi per fare i santi.
- Con le Missionarie della Consolata si è aperto un nuovo campo di missione in Mongolia: il nostro Istituto deve essere “segnato dal cammino”, pronto a lasciare campi in cui la Chiesa è impiantata per nuove missioni di evangelizzazione.
Tutto questo programma - conclude il Padre Generale -, possa avere la sua realizzazione sotto lo sguardo della SS. Consolata e nel carisma del Beato Padre Fondatore».
Il pranzo fraterno è un momento di gioia e di incontro tra confratelli che lavorano nei campi di missione più disparati: dalla Corea all’Argentina, dal Congo al Canadà, dal Sud Africa al Nord America, dall’America Latina all’Europa, dal Kenya alla Mongolia, prima e ultima, tra le nostre missioni, a nascere. Tutti portano la loro esperienza, i loro problemi, la loro gioia di essere missionari della Consolata ad gentes.
Al pomeriggio i Consultori si recano a pregare al Santuario della Consolata: una preghiera semplice, devota, fatta di lunghi silenzi e intenso ascolto, davanti a quell’effigie su cui il Padre Fondatore ha fissato il suo sguardo tante volte e da cui ha tratto l’ispirazione e la forza per fondare l’Istituto.
I Padri Consultori si recano, poi, ad Alpignano per fare visita ai missionari anziani di Casa Beato G. Allamano. Sono essi gli operai che, con il loro lavoro, hanno portato la vigna a produrre frutti abbondanti durante i cento anni di vita e di missione dell’Istituto.

P. Antonio Giordano
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