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TUTHU: LA NUOVA CAPPELLA DEL CENTENARIO PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Francesco Pavese   

Nel luogo esatto dove il 29 giugno 1902 fu celebrata la prima S. Messa a Tuthu, ora sorge la nuova “Cappella del Centenario” (Centenary Memorial Chapel). L’iniziativa di costruire questo piccolo tempio, al posto dell’edicola precedente, è stata presa dalla Direzione Regionale, dietro richiesta di quella Generale, per fare riconoscente memoria delle nostre radici missionarie in Kenya. Si tratta di un’originale costruzione a forma di cilindro tronco, con pianta ovale di m 14x8,35 e con tetto obliquo di m 8,82 nella parte più elevata.
Interessante è la ricca simbologia che la costruzione esprime, come spiegano il fr. Giuseppe Argese e l’economo regionale p. Raffaello Lombardo, rispettivamente ideatore ed esecutore dell’opera.
Le grandi colline che circondano Tuthu, disposte ad anfiteatro proteso dalla foresta dell’Aberdare verso il territorio kikuyu, hanno suggerito appunto la forma a pianta ovale, per collocare in modo spontaneo la cappella nell’ambiente che la circonda. È proprio per poter contemplare il verde fresco e riposante di questo ambiente, quasi ampliando lo spazio ideale del luogo sacro, che la porta e le pareti sono come spalancate in un’unica vetrata trasparente.
La forma del cilindro mozzato intende richiamare il tronco tagliato del mugumo, il famoso albero sacro sotto il quale si celebravano i sacrifici di ringraziamento o di propiziazione a Dio e agli spiriti degli antenati, sostituiti ora dall’unico e universale sacrificio di Cristo. C’è infatti una seria tradizione orale, dalle parti di Tuthu, che ricorda come i nostri missionari, nei primi tempi, celebravano la messa sul verde spiazzo dove si elevava un maestoso mugumo. Che poi in questo luogo ci fossero alberi sacri sembra confermato dal vecchio mugumo che si erge appena fuori del nostro territorio. Già molti anni fa, in uno dei pannelli dell’artistica porta della chiesa parrocchiale di Tuthu, il fr. Filippo Abatti ha voluto raffigurare un ariete sgozzato sopra una catasta di rami, ai piedi dell’albero sacro.
Il tetto a taglio obliquo è un invito a sollevare lo sguardo verso l’alto. Mentre uno si avvicina alla cappella, per poter contemplare la figura della Consolata, che gradatamente gli appare, viene obbligato a sollevare gli occhi verso l’alto e così guardare il cielo. La funzione di Maria, fin dalle origini delle nostre missioni, è sempre stata quella di portare a Gesù, che è la vera consolazione donata dal Padre a tutti gli uomini.
Nell’interno, la cappella è molto semplice. Lo spazio è suddiviso armonicamente in due sezioni. Da quella inferiore quattro gradini portano ad un piano sopraelevato, dove è eretto un elegante altare, costituito da una spessa tavola di legno appoggiata su una grossa pietra di basalto. Accanto all’altare sorge l’ambone di legno. Intorno alle pareti, a destra ed a sinistra della cattedra del celebrante, scorre un sedile, pure in legno massiccio. Basalto e legno arrivano dalla foresta del Nyambene, prelevati e trasportati personalmente dal fr. Argese. Questo gesto intende esprimere un delicato sentimento: come da Tuthu è partita la nostra avventura missionaria, che ha portato la fede fino al remoto territorio del Nyambene e oltre, così ora, dopo 100 anni, in segno di sincera gratitudine, la comunità cristiana del Nyambene dona a quella di Tuthu la cattedra da cui proclamare la Buona Novella e il tavolo su cui celebrare il vero e unico sacrificio del Signo-re. È una comunione nella fede e nella carità, che abbraccia anche tutte le altre comunità ecclesiali collegate a quelle radici originali.
In alto, sulla parete dietro all’altare, proprio di fronte a chi entra, troneggia una grande e magnifica effigie della Consolata, dai colori vivaci, che danno un tono allegro a tutto l’ambiente. Questa vetrata è opera pregevole dell’artista tedesco Bernard Vieh-weber. Manca ancora l’effigie dell’Allama-no, che sarà posta appena pronta, perché il Fondatore a Tuthu è di casa. La Consolata e il suo fedele “Tesoriere” sono lì ad accogliere quanti intendono rivivere da vicino la freschezza delle origini.
All’esterno, a lato della cappella, dalla parte verso la foresta, si eleva una croce di acciaio inossidabile, alta m 5 e dal peso di kg 85, dono di un gruppo di amici di Ancona. Il piedistallo di m 1, su cui è sistemata la croce, è costruito con pietre locali e porta sul lato frontale una lapide con questa scritta in inglese: «Tuthu 1902-2002 – They shall proclaim my Glory among the Nations (Is 66,19) – Consolata Missionaries Fr. Fi. Perlo, Fr. To. Gays, Br. Lu. Falda, Br. Ce. Lusso, Jo. Karuri (Chief)».
Sugli altri tre lati, in sei lingue diverse, si legge: «Qui l’Eucarestia fu celebrata per la prima volta il 29.6.1902 dai primi Missionari della Consolata». Mancano ancora le cinque fotografie in ceramica, che verranno sistemate o sullo stesso piedistallo e, più probabilmente, all’interno della cappella.
Non c’è dubbio che la “Cappella del Cen-tenario” è un’opera indovinata. Vedendola felicemente realizzata, sembra proprio che non poteva mancare. Qui si respira un’aria speciale, oltre a quella pulita e fresca delle montagne circostanti, che sa di casa nostra. Si intravede, inoltre, come un filo d’oro che lega il passato al presente. Si sente un forte incoraggiamento a continuare, con l’entusiasmo delle origini, per rispondere alle nuove sfide che la missione propone. È sicuramente di buon auspicio che la cappella sia stata benedetta congiuntamente dai nostri confratelli mons. Peter Kihara Kariuki, vescovo di Murang’a e mons. Virgilio Pante, vescovo di Maralal, durante la solenne celebrazione del 15 agosto 2002, con la quale si è conclusa la marcia dei giovani, che hanno voluto ripercorrere lo stesso itinerario dei primi missionari, attraverso la foresta.
Il presente sulle orme del passato. Due vescovi, uno del Kenya e uno dell’Italia, entrambi Missionari della Consolata. Giovani di sette nazioni e di due continenti, accolti da una folla festosa del luogo. Tutto sotto lo sguardo amorevole e compiaciuto della Consolata e del Beato Allamano.

P. Francesco Pavese

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