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AL SERVIZIO DELL'UOMO PDF Stampa E-mail
Scritto da A cura di Sergio Frassetto   

Padre Franco Cellana racconta il lavoro pastorale che, assieme ai pp. Eugenio Ferrari, Marino Gemma e Stephen Mugo, realizza tra i baraccati alla periferia di Nairobi.

Iª PUNTATA
L’intensa evangelizzazione realizzata dai Missionari della Consolata, da oltre cent’anni, fra i kikuyu, gli wameru e altre tribù del Kenya ha portato alla nascita di numerose e fiorenti comunità cristiane.
L’Istituto continua a collaborare con questa Chiesa anche attraverso l’opera del Santuario della Consolata in Nairobi. Westlands, la zona dove sorge, non è proprio al centro della città, tuttavia sta acquistando importanza dal punto di vista economico, commerciale e culturale. La parrocchia della Consolata opera in questo contesto, ampliando ogni giorno di più il suo raggio d’azione fino a diventare punto di riferimento per l’intera diocesi quanto a modello di evangelizzazione, presenza pastorale e servizio ai poveri.

L’impegno della santità
Quest’anno, seguendo la programmazione degli anni scorsi, abbiamo focalizzato la nostra attenzione sul documento del Papa, “Tertio millennio ineunte”, da cui abbiamo ricavato alcuni spunti interessanti per il nostro programma pastorale. Il primo, sottolineato con forza da Giovanni Paolo II, è la santità. L’impegno per la santità è entrato a livello di programmazione ed è stato assunto da ogni comitato parrocchiale secondo le sue caratteristiche e finalità. Per esempio, il comitato liturgico si è chiesto quale santità comunica attraverso l’azione liturgica. Il comitato per l’educazione ha studiato come veicolare quest’impegno attraverso l’organizzazione dell’educazione cristiana. A sua volta, il comitato di sviluppo e mantenimento si è chiesto se il santuario è veramente un luogo di preghiera che favorisce la santità personale.
Così, ogni comitato, durante l’anno ha studiato e promosso attività tese alla santificazione personale e comunitaria. Oggi, dopo dieci mesi dall’inizio del programma, debbo dire che non pensavamo che questo tema riscuotesse così grande interesse e incidesse così profondamente nella vita dei nostri cristiani.
Tale impegno si è espresso soprattutto attraverso l’adorazione eucaristica perpetua e le celebrazioni liturgiche alla cui preparazione abbiamo dato una particolare importanza. Grazie alla collaborazione di p. Eugenio Ferrari, che si è veramente immerso in questa attività, abbiamo preparato una sorta di calendario, prima per l’Avvento e poi per la Quaresima, con una citazione breve della Parola di Dio del giorno e un programmino per l’intera giornata. Insomma uno strumento per aiutare le persone, i comitati, le piccole comunità cristiane e i gruppi a vivere intensamente questi tempi forti dell’anno.

Essere segno di unità e di pace
Il secondo impegno che ci siamo assunti è quello di “essere segno di unità e di pace”. Quest’anno, in Kenya sono previsti due grandi avvenimenti: la revisione della costituzione e l’elezione del presidente. Ed allora ci siamo chiesti: «Come comunità cristiana che cosa offriamo al Kenya?». Il tribalismo è ancora fortissimo, gli interessi economici in gioco sono notevoli e, a causa di ciò, anche le divisioni sono esacerbate. Nel momento in cui la nazione sta vivendo questo delicato momento della sua storia, come parrocchia della Consolata, vogliamo offrire alla diocesi e alle altre entità con cui siamo in contatto una testimonianza di unità e di pace.

Il ruolo apostolico delle piccole comunità
Le comunità cristiane della parrocchia hanno registrato uno sviluppo notevole: all’inizio erano solo cinque e oggi ne contiamo 17. Là dove si diceva che, in una città come Nairobi, era impossibile formare piccole comunità cristiane, perché la gente è molto dispersa, in realtà le comunità stanno crescendo come numero e come impegno. Ogni uno-due mesi nasce una nuova comunità e non siamo ancora al limite, quindi andremo avanti.
Il processo di sviluppo comprende una serie di incontri con la gente di un luogo determinato, poi, quando il gruppo ha una certa consistenza e dà affidabilità viene “battezzato” col nome di un santo e assume il piano pastorale che anche le altre comunità stanno portando avanti. Si tratta di un piano basato sullo schema del LUMKO, l’Istituto per la pastorale del Sud Africa. In esso viene data grande importanza alla preghiera, la riflessione e l’annuncio della Parola di Dio e l’impegno sociale verso i poveri.
Il terzo impegno importante è rappresentato, allora, dall’approfondimento del ruolo apostolico delle piccole comunità. Alcune di esse, le prime, si sono un po’ chiuse in se stesse, facendo “gruppetto”. La moltitudine di “lontani” da raggiungere è enorme, per cui abbiamo aiutato queste comunità ad aprirsi e ad uscire per far germogliare altre comunità. Così, negli slums (baraccopoli), da una comunità iniziale, ora ne sono nate altre sei, in diverse zone. Anche a Kileleswa, la nuova chiesa, da cinque comunità, siamo passati a otto. Si tratta di una crescita graduale che significa l’espandersi del vangelo a quelle aree dove eravamo ancora assenti.

Il servizio ai poveri
L’ultimo punto di impegno è rappresentato dall’attenzione ai poveri. La parrocchia si apre ai poveri facendosi presente con la sua opera negli slums. Sono tre piccole baraccopoli, ma molto significative a livello dei grandi slums di Nairobi. Andare in queste aree di emarginazione significa entrare in contatto con la povertà estrema. Da qui è nato un programma di evangelizzazione, attraverso le piccole comunità, che comprende l’eucaristia domenicale, la celebrazione dei sacramenti, attività di catechesi e formazione che, poco a poco, hanno riunito la gente. Il compito è molto difficile per il tribalismo fortissimo che crea divisione e poi per la stessa durezza di vita negli slums, che genera la non speranza di avere un lavoro, una casa, una medicina, la possibilità della scuola per i figli… problemi enormi!

Acqua e servizi igienici
Questo programma di evangelizzazione è accompagnato da un segno: il segno della condivisione, che si è concretizzato nell’acqua portata in tre slums e, ultimamente, nella costruzione di servizi igienici in due di essi. Sono servizi igienici abbinati a docce, inaugurati con una festa di tutta la comunità, che ha celebrato la realizzazione come un avvenimento di progresso. La stessa comunità si è impegnata a mantenere la pulizia di questi servizi attraverso una persona incaricata, che viene pagata con un piccolo contributo offerto da ogni famiglia. La persona incaricata della pulizia è la novità, che anche gli altri slums di Nairobi ci stanno copiando, per assicurare l’igiene e il mantenimento di queste opere.

La scuola
L’attività sociale della parrocchia viene realizzata attraverso COYREP (Consolata youth rehabilitation program) una ONG parrocchiale, approvata dal governo, che si occupa di educazione, lavoro e salute. A livello di educazione, attraverso una serie di sponsorizzazioni, aiutiamo le famiglie indigenti a mandare i loro bambini all’asilo e alla scuola primaria. I bambini che frequentano l’asilo parrocchiale sono una settantina. La retta mensile è notevolmente inferiore rispetto a quanto si paga in altre istituzioni simili. Dall’asilo, poi, sono passati alla scuola primaria 90 ragazzi. Alcuni di questi li avviamo alle scuole secondarie e professionali, con risultati lusinghieri.

Auto - sostentamento economico
Da sempre la parrocchia, tramite i comitati di Giustizia e Pace e Caritas, si fa referente presso il municipio, le aziende e altre istituzioni per trovare lavoro a favore dei nostri giovani. Molti di essi oggi si guadagnano da vivere lavorando come netturbini, lavapiatti nei ristoranti o con lavori saltuari di giardinaggio. Normalmente scegliamo i giovani che sono usciti un poco dalla droga e dall’alcoolismo e che ci danno più affidamento; per loro abbiamo preparato una carta di identità speciale che serve come un lasciapassare con le autorità e la polizia.
In uno dei nostri slums abbiamo aperto un laboratorio per offrire lavoro. Costruito totalmente con lastre zincate ondulate, perché il municipio non permette la costruzione di strutture in mattoni, è suddiviso in due unità: la fabbricazione di sandali e artigianato locale e l’atelier di moda africana.
Nella prima unità, ragazzi e ragazze fabbricano sandali ed altri articoli di artigianato locale con i colori tipici dei samburu, masai ecc. Durante due mesi, un maestro ha insegnato il mestiere a una quindicina di giovani che ora lavorano in cooperativa. Il lavoro procede bene ed ora vogliamo estendere questa attività ad altri in modo che possano lavorare anche stando a casa.
Nella seconda unità una quindicina di donne sta imparando a cucire sotto la guida di una signora esperta di moda. Lo scopo non è di produrre vestiti comuni, ma di creare una vera e propria moda africana. Alcune aziende del settore, di Nairobi, aiutano con idee e incentivi il loro lavoro.
Queste iniziative hanno l’unico scopo di creare lavoro. E con il lavoro cambia la vita delle persone, aprendole alla speranza. Due anni fa moltissima gente chiedeva soldi per il cibo, per i figli, per le medicine; adesso, invece, chiede lavoro, quindi c’è stato un cambiamento di mentalità.
È migliorata anche la risposta a livello pastorale, infatti non ammettiamo nessuno in queste attività se non partecipa alle attività formative della piccola comunità, dove si impara il valore del lavoro non solo come mezzo di guadagno, ma soprattutto come strumento per essere persone.

La salute
Il problema della salute, soprattutto negli slums è molto grave. Lo hanno messo in evidenza i medici venuti da Roma e da Trento, che hanno lavorato tra noi, per un certo tempo, facendo rilevazioni sul campo. I prezzi praticati dagli ospedali di Nairobi, anche cattolici, sono proibitivi per cui la gente non va più all’ospedale, non può farsi curare, non può avere un figlio, non può morire...
Ci siamo chiesti che cosa potevamo fare al riguardo ed è nata l’idea di aprire un dispensario. Si cercava un terreno e una casa, ma i prezzi erano impossibili. Attraverso il comitato di Giustizia e Pace, ci siamo impegnati a trovare una soluzione e questa è giunta grazie ad alcuni medici della parrocchia che condividono le nostre preoccupazioni sulla salute. In particolare, una dottoressa, coordinatrice della salute di tutto il Kenya, ci ha fatto una proposta bellissima su cui stiamo lavorando: aprire una clinica a Westlands, che comprenda la maternità, il pronto soccorso e i principali servizi di laboratorio per l’AIDS e altre malattie.
Sarà in cogestione col governo ed è la prima esperienza di questo genere che viene tentata in Kenya. Allo scopo, il governo metterà a nostra disposizione una struttura di m 50x30, che dovrà essere rinnovata, però è bella, forte e sana. Si chiamerà Westlands He-alth Centre e sarà una clinica di appoggio a una zona che comprende circa 300 mila abitanti.
Rinnoveremo questa struttura con aiuti provenienti dalla Spagna, dal gruppo di sostegno di Trento, dall’ospedale San Raffaele di Milano e da altri enti. La clinica sarà aperta a tutti, ma sarà soprattutto per i poveri. Questi avranno una cartella speciale che assicurerà loro prestazioni mediche a tariffa ridotta, mentre gli altri pagheranno l’importo completo che servirà a coprire anche le spese dei poveri. Allo scopo faremo un censimento dei poveri della parrocchia, che riceveranno una particolare tessera di identità e che consentirà loro di accedere alla nostra clinica a prezzi ridotti.
Per i medici abbiamo trovato questa soluzione: essendo l’ospedale in cooperazione, il governo metterà del personale suo provvedendo anche al suo mantenimento, inoltre assicurerà la fornitura delle medicine, e anche noi metteremo del personale nostro, il cui salario sarà a carico del gruppo di sostegno creato in Italia, attraverso la ONG del COYREP. Questo gruppo si è impegnato anche a dare un medico.
Ci sembra che la clinica sia il miglior servizio che, in questo momento, possiamo offrire ai poveri della nostra parrocchia.

Trasporto per gli ammalati
Collegato al problema salute è quello del trasporto per gli ammalati. Così stiamo istituendo un servizio di trasporto ad hoc che colleghi la parrocchia, gli slums e alcuni ospedali della città. Sarà un servizio, a tariffa ridotta, per i poveri che non possono pagare il biglietto e permetterà di raggiungere i vari luoghi di cura senza dover cambiare tre o quattro bus. A questo scopo stiamo preparando un gruppo di giovani, ragazzi di strada, che guideranno due mini-bus facendo il percorso degli ospedali (Westlands Health Centre, Kenyatta Hospital e Pumuani, ritorno agli slums, poi Kasarani e ritorno a Westlands).

A cura di Sergio Frassetto

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