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COLEGIO JOSÉ ALLAMANO 40 ANNI DI ATTIVITÄ EDUCATIVA PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Luigi Duravia   

I Missionari della Consolata sono arrivati a Bogotá nel 1947. Dopo una decina di anni (1956) aprono un seminario nel settore del Vergel. Ci si dedica alla formazione e all’animazione, ma anche alle necessità pastorali della gente. Così nel 1960 sorge la Parrocchia dei XII Apostoli. Una cosa tira l’altra e, vista la necessità di dare ai bambini e ai giovani la possibilità di studiare, p. Giovanni Fiorina, parroco, insieme a p. Aldo Bona, superiore e amministratore e a p. Germano Dassie, rettore del seminario, decidono di costruire una scuola parrocchiale accanto alla chiesa. L’ingegnere costruttore è p. Ezio Sommadossi.
Si comincia il primo anno scolastico nel 1962, esattamente 40 anni fa! In seguito la scuola prenderà il nome del nostro Fondatore: “Colegio José Allamano”.
Padre A. Bona ricorda che le ragioni che hanno indotto a fondare il collegio erano l’assenza di scuole nel settore, la constatazione che in Colombia l’analfabetismo raggiungeva il 45 %, la speranza che il collegio diventasse una fonte di vocazioni per il vicino seminario e un senso di gratitudine per l’accoglienza affettuosa e ospitale con la quale la gente aveva ricevuto i missionari italiani.
In quel tempo la città raggiungeva appena i 600 mila abitanti e il quartiere Galán rimaneva alla periferia, in una zona completamente disabitata. Oggi la città raggiunge i 7-8 milioni di abitanti e si è estesa su tutta la savana circostante. Così il Galán si è trasformato in modo radicale venendo inglobato completamente dalla città.
L’aumento della popolazione (di controllo della nascite ancora non se ne parlava) ha favorito lo sviluppo del collegio, che è cresciuto nel fabbricato fino a raggiungere tre piani in altezza e nel numero di alunni che, qualche anno fa, arrivava a tre mila nei tre turni di lavoro: il mattino funzionava la scuola secondaria, il pomeriggio la primaria e la sera la scuola per adulti che, dopo un giorno di lavoro, si curvavano sui libri allo scopo di ottenere il diploma di secondaria.
In seguito, dovuto alla nuova legislazione governativa, primaria e secondaria sono state unite in un solo turno di lavoro e si è mantenuto il turno serale per gli adulti. Attualmente gli alunni sono circa 1500 nel turno diurno e 180 in quello serale. Molti Missionari della Consolata hanno lasciato la loro impronta in generazioni di giovani, inculcando disciplina, serietà accademica, formazione cristiana e missionaria. Gli alunni diplomati nel Colegio José Allamano fino ad oggi sono 5600.
Era giusto celebrare con solennità i 40 anni di fondazione. E per questo è stato indetto quasi un “anno giubilare”. Le celebrazioni sono cominciate a febbraio, in corrispondenza della festa del Beato Allamano, e sono terminate il 12 ottobre, ricordando i dodici anni della sua beatificazione. Durante tutto l’anno ogni attività del collegio ha avuto una particolare intonazione “allamaniana”, con la collaborazione entusiasta e riconoscente della direzione, dei professori e degli alunni.
Fra le varie attività realizzate è da ricordare la settimana vocazionale conclusa con una bella mostra sulla vocazione, sulla storia dell’Istituto e sulle nostre missioni nel mondo. Naturalmente non poteva mancare una grande celebrazione per la festa della Consolata. Abbiamo dato un tocco di missionarietà anche alle prime comunioni e alle cresime che sono state un momento di rinnovamento spirituale specialmente per i genitori, famigliari e padrini. Alla buona riuscita di questo giubileo hanno collaborato generosamente il seminario teologico con il formatore, p. Matthew Magak, i confratelli della Casa Regionale e anche le Suore della Consolata.
Il culmine dei festeggiamenti si è avuto nella settimana che va dal 7 al 12 ottobre, con un concorso di tipo culturale e artistico a cui sono stati invitati i collegi della città. Vi ha partecipato anche il collegio femminile delle Suore della Consolata. Sabato 12 ottobre, la settimana si è conclusa con le cresime amministrate da mons. José Luis Serna. Ad esse ha fatto seguito un atto culturale dove i nostri alunni hanno fatto sfoggio delle loro doti artistiche di cantanti, musici, poeti, danzatrici ecc. (da notare che nel collegio funziona un’orchestra, un gruppo rock, una “tuna” o gruppo folcloristico, vari gruppi di danza ecc.).
Infine, la festa si è conclusa con un elegante cocktail per gli invitati speciali, preceduto dal saluto del rettore e dal discorso del sottoscritto che ha presentato la figura dell’Alla-mano, i Missionari della Consolata nel mondo, qualche nota storica sul Collegio e la sua filosofia, che si ispira al carisma missionario del Beato Giuseppe Allamano.
È doveroso sottolineare l’intenso lavoro di molti professori che hanno fatto sfoggio della loro creatività e competenza nel preparare i gruppi e nell’organizzare le celebrazioni culturali, sportive e liturgiche; ed anche il lavoro di p. Edgar Gómez che, come amministratore del collegio, si è prodigato perché tutto riuscisse bene e non mancassero le necessarie risorse economiche
Lo stesso giorno, il più importante giornale della Colombia, El Tiempo, ha pubblicato un articolo sui 40 anni del collegio, con una bella foto panoramica dell’edificio, sottolineando il prezioso servizio prestato dai Missionari della Consolata e dal collegio nel campo educativo e formativo, ai giovani del luogo, e definendo la nostra scuola come una delle più qualificate della zona.
In questo momento il collegio con i suoi 70 impiegati fra direzione, professori, segretarie, ecc., gode di ottima fama presso il Ministero dell’Educazione, pur lavorando in un ambiente popolare e fra gente di scarse possibilità economiche.
Non soddisfatti dei risultati ottenuti finora, la direzione del collegio si sta preparando e proiettando verso il futuro con un programma che va dalla serietà accademica alla formazione integrale, avendo come base i valori cristiani, dall’ intensificazione dell’animazione vocazionale, all’apertura di un centro universitario per dare ai nostri alunni e a molta gente della zona la possibilità di continuare la propria formazione umana, cristiana, missionaria e accademica fino a raggiungere la laurea. Saranno forse sogni, ma ci stiamo lavorando con entusiasmo.

P. Luigi Duravia

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