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AL SERVIZIO DELL'UOMO PDF Stampa E-mail
Scritto da Da Casa Madre   

Padre Franco Cellana racconta il lavoro pastorale che, assieme ai pp. Eugenio Ferrari, Marino Gemma e Stephen Mugo, realizza tra i baraccati alla periferia di Nairobi.

II PARTE

L’unione degli slums
La novità che sta prendendo piede è la pastorale unitaria dei responsabili degli slums (baraccopoli). Otto parrocchie caratterizzate dalla presenza di slums nel loro territorio, come la nostra, si riuniscono per portare avanti una pastorale sociale e di evangelizzazione comune. Abbiamo formato un comitato che ha già realizzato tre incontri, durati giornate intere. Sono incontri molto intensi, dove ogni parrocchia partecipa con 4-5 persone e si discute sul come procedere nella nostra azione di Chiesa, negli slums di Nairobi, in questo preciso momento storico. Noi partecipiamo con i nostri più stretti collaboratori fra cui l’assistente sociale, il responsabile dei progetti e qualcuno del consiglio pastorale. La maggioranza dei partecipanti sono dei religiosi.
Ci appoggiamo, in questa nostra azione, a tre importanti realtà di Nairobi: l’ufficio per la difesa della terra (Pamoja trust), lo studio legale per la difesa dei diritti umani (Kituo cha sheria) e il comitato che riunisce tutti gli slums di Nairobi (Mungano wa vijiji).
Sommando gli apporti di queste istituzioni è possibile realizzare un’approfondita analisi della realtà degli slums e individuare le linee di azione più appropriate per trovare soluzioni adeguate ai loro innumerevoli problemi.
Riconoscimento, servizi, educazione
Da questi incontri è scaturita la richiesta, rivolta al Governo, di riconoscere ufficialmente questi agglomerati umani, chiamati slums, in modo che la gente possa costruire le sue case sul posto senza rischiare di essere cacciata via continuamente o di vedersele bruciare perché danno fastidio a qualcuno. La maratona di Nairobi, svoltasi il 14 di aprile, ha avuto lo scopo di attirare l’attenzione del governo su questo scottante problema.
In secondo luogo, abbiamo chiesto alle autorità di portare negli slums i servizi sociali fondamentali come: le toilettes, l’acqua, le strade, la nettezza urbana, una scuola, un dispensario, la polizia, ecc.
Infine abbiamo chiesto di poter diventare, come parrocchie, “civic education provider”, provveditori dell’educazione civica. La proposta è partita dalla nostra parrocchia della Consolata e gli altri l’hanno accettata molto bene.
Questo è un discorso che il comitato parrocchiale di giustizia e pace porta avanti da tempo. Abbiamo preso coscienza della necessità urgente di educare e formare la nostra gente a una responsabilità di vita, di lavoro, di pulizia, di igiene ecc. Non è possibile mettere nuove strutture senza una adeguata formazione. Una formazione che, se non la propone la Chiesa, nessuno offre.
E allora, dato che è in programma la revisione della costituzione, abbiamo pensato di farci registrare ufficialmente come “Civic education provider”. Anche gli altri, ora, stanno seguendo il nostro esempio.
La nostra parrocchia ha iniziato queste attività formative nel mese di maggio. Come primo obiettivo ci prefiggiamo la sensibilizzazione delle comunità sul problema della situazione civica del Kenya, in relazione alla prossima revisione della Costituzione, dove anche noi faremo certe proposte. Poi, in vista delle elezioni presidenziali di dicembre, si parlerà sulla scelta del Presidente e dei Ministri, che non devono essere votati per le loro promesse elettorali, ma per le qualità che li rendano atti a condurre il Paese.

Lavoro in équipe
Portiamo avanti questa mole non indifferente di lavoro nell’unità della nostra comunità IMC. La nostra équipe è formata dai pp. Eugenio Ferrari, che è anche responsabile nazionale delle POM, Marino Gemma, Stephen Mugo e il sottoscritto e ci troviamo ogni settimana per programmare il lavoro pastorale, liturgico e di servizio. Questi incontri sono “vita” per noi e da essi scaturisce la nostra forza.
Le nostre proposte vengono poi presentate al Consiglio Pastorale che, a sua volta, le distribuisce ai comitati di azione. La parrocchia è organizzata in nove comitati e ognuno di noi è responsabile di due o tre di essi. In ogni caso possiamo sempre partecipare a tutti.
L’aspetto eucaristico
Tre sono le linee di impegno che caratterizzano la parrocchia della Consolata: l’eucaristia, la Madonna e la missione.
L’eucaristia: diamo grande rilievo alla celebrazione eucaristica. Ci siamo impegnati a celebrare l’eucaristia quotidiana e soprattutto quella domenicale come fosse una solennità. Inoltre offriamo sempre l’omelia, che la gente mostra di comprendere e apprezzare. Abbiamo rinnovato i cori e istituito la scuola dei lettori: leggono la Parola di Dio in modo stupendo.
Questo rinnovamento della liturgia ha portato a un maggior afflusso di cristiani: vengono perché “sentono”, perché “colgono”, perché si sentono partecipi. Inoltre c’è l’adorazione eucaristica perpetua che sta portando grandi frutti: persone che ritornano a Dio, che si convertono proprio attraverso l’eucaristia. Ogni venerdì di quaresima abbiamo fatto la veglia notturna, con la messa a mezzanotte: un’iniziativa che certamente ripeteremo in altre occasioni speciali, perché vediamo che è fonte di un vero rinnovamento spirituale delle persone.

La veglia eucaristica nello slum
Quest’anno, per la prima volta, abbiamo portato la veglia eucaristica anche nello slum. Abbiamo montato una tenda, di quelle che si usano per le feste, con 150 sedie e preparato un bell’altare. La sera abbiamo portato il Santissimo ed è cominciata la veglia. La gente stessa ha preparato i canti, le preghiere e le testimonianze. Poi, alle tre di notte, accompagnati da canti soavi, siamo passati per le varie stradine a benedire col Santissimo. Ha partecipato moltissima gente e coloro che dormivano hanno avvertito come un’onda che passava. Dopo, è stato spiegato loro che siamo passati noi a benedire lo slum. È stata un’esperienza indimenticabile: nello slum, ricettacolo di rifiuti di ogni genere, ma debitamente ripulito e ricoperto di sabbia per l’occasione, il passaggio di Gesù eucaristia ha avuto il senso di una purificazione generale e di un’ondata di speranza che ha avvolto tutti gli abitanti del luogo.

La via crucis
Abbiamo ripetuto questa presenza liturgica attraverso la via crucis che quest’anno ha attraversato tutti e tre gli slums della parrocchia. L’abbiamo chiamata la “via crucis della riconciliazione”. In ogni slum, oltre alle singole stazioni, abbiamo spiegato il significato della riconciliazione, che deve portare al superamento del tribalismo, causa di divisioni e violenze molto gravi. La gente che ci ascoltava ha apprezzato l’iniziativa e poi si è unita alla preghiera accompagnando la processione fino all’altro slum. Infine, attraversando anche le vie principali, intasate di traffico, la via crucis si è conclusa nella chiesa parrocchiale. Sicuramente ripeteremo queste esperienze perché diventano momenti forti di preghiera, di conversione e di pace.

L’aspetto Mariano
Come sempre, la parrocchia della Consolata si caratterizza per l’accentuazione dell’aspetto mariano. Cerchiamo di solennizzare tutte le feste della Madonna con qualche piccola iniziativa adatta alla circostanza. Nelle principali feste mariane, alla sera, è sempre prevista la processione. Si tratta di un segno, che attrae molta gente anche dalle parrocchie vicine. La nostra caratteristica mariana si esprime in modo vitale nella liturgia, nel proporre la figura di Maria come modello per la vita del cristiano e nel materiale che mettiamo a disposizione dei fedeli come libri, rosari, immaginette e preghiere.

L’aspetto missionario
Vogliamo comunicare lo spirito della missione attraverso l’apertura alle varie denominazioni cristiane. Per la seconda volta, abbiamo organizzato nel santuario un incontro di preghiera ecumenica, per crescere nella conoscenza reciproca fra le diverse denominazioni cristiane. Ognuno ha potuto annunciare la propria verità secondo le letture che avevamo letto. Vi ha partecipato anche l’arcivescovo della città il quale ha apprezzato l’iniziativa rimanendone profondamente impressionato. Il prossimo incontro sarà su “cristianesimo e giudaismo” allo scopo di conoscere meglio le radici della nostra fede nel Messia.
L’aspetto missionario si esprime anche nell’accoglienza verso i musulmani. Abbiamo avuto la visita di due scolaresche musulmane che hanno chiesto spiegazioni sulla struttura della chiesa, le immagini ecc. Le spiegazioni che abbiamo fornito loro su Dio, la Trinità, i sacramenti, la confessione e le icone sembrano averle soddisfatte.
Infine la missione si vive portando all’altare le diverse situazioni di necessità, di sofferenza e di morte che emergono ora qua ora là, nel mondo, diventando oggetto di preghiera per i nostri cristiani.

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