|
A Florencia, dal 20 al 26 ottobre, nel contesto del mese missionario, si è svolta la celebrazione del centenario di evangelizzazione. Un’opera realizzata nei primi cinquant’anni dai Cappuccini e, dal 1951, dai Missionari della Consolata. Per l’occasione è stata preparata un’esposizione storico-vocazionale-missionaria. Quattro missionarie: sr. Ester Giraldo, sr. Pedrangela Alfonso, sr. Gesualdina Russo e sr. Elisanna Bono e tre padri: Paul Maina, Josaphat Wanyonyi e il sottoscritto abbiamo dato tempo ed entusiasmo nel montare l’esposizione, nel guidare i visitatori e nella proiezione dei video preparati per l’occasione. Ogni giorno, migliaia di studenti e adulti della città hanno visitato senza interruzione l’esposizione; i primi per conoscere i nomi dei protagonisti dello sviluppo sociale e religioso di questo pezzo di Amazzonia e i secondi per rivivere grati ricordi di felici momenti trascorsi al fianco dei Missionari e Missionarie della Consolata. Alcuni di questi sono ancora sulla breccia, altri sono a riposo in Italia e altri ancora, i più ricordati, godono già del premio eterno. La programmazione, opera del clero diocesano guidato dall’amministratore apostolico, mons. Francisco Múnera, prevedeva una celebrazione particolare ogni giorno. Domenica 20: nell’eucaristia solenne della Giornata Missionaria Mondiale, mons. Múnera ha aperto il calendario delle celebrazioni presentando gli invitati speciali: tre Frati Cappuccini e tre Missionari della Consolata. Lunedì 21: alle 19,30 ha avuto luogo l’inaugurazione dell’esposizione. Dopo i discorsi di occasione, il vescovo ha tagliato il nastro tricolore sostenuto da una Missionaria della Consolata e da un Frate Cappuccino. Quindi un ristretto gruppo di invitati (Frati Cappuccini, Missio-nari e Missionarie della Consolata, clero diocesano, il sindaco della città, il governatore del dipartimento, i direttori di scuole e collegi e vari professionisti di importanti istituzioni), hanno visitato l’esposizione fermandosi anche presso lo stend della Con-solata dove si è proiettato un video con un breve saluto, inviato dall’Italia, di mons. Angelo Cuniberti. Fu un momento davvero bello, che si concluse con un caloroso applauso, segno di quanto sia ancora vivo il ricordo di questo grande pastore fra la gente del Caquetá. Martedì 22: la giornata fu dedicata al ricordo dei defunti. Accolti fra gli applausi dei fedeli, il vescovo e i 35 concelebranti giunsero in processione fino all’altare, dove campeggiava una grande croce di foglie di palma, nel cui centro brillava un filo di luce. Nell’omelia, dopo una breve introduzione di mons. Múnera, si ricordarono alcuni evangelizzatori defunti. Furono pronunciati i nomi di tanti Frati Cappuccini, con una breve pausa su alcuni nomi più significativi: fra Gerónimo de Pupiales, a cui si attribuisce il nome e il primo tracciato urbanistico della città di Florencia; fra Jaime de Igualada, architetto della magnifica cattedrale nella quale stiamo celebrando e mons. Plácido Crous. Poi vennero nominati i Missionari della Consolata, alcuni sepolti nella cattedrale stessa, come mons. Antonio Torasso, p. Gian Battista Migani a cui è stato intitolato un grande collegio di Florencia, p. Giovanni Berloffa e p. Giuseppe Ravera canonizzato in tempo record dalla devozione popolare. Le Missionarie della Consolata ricordarono i nomi di sr. Gaetanina Mascagni, sr. Piera Golinelli, sr. Alfonsita Garavito, sr. Teresa Adele Brambilla, sr. Felicinda Muñoz e sr. Samuelina Apostolo. Anche altre congregazioni meno numerose hanno ricordato il loro contributo alla missione del Caquetà. Infine, fu ricordato Edolio Ramón, il laico che ha donato il terreno dove ora sorgono il seminario diocesano e il convento delle Clarisse. Egli rappresenta i numerosi laici senza i quali l’evangelizzazione non avrebbe potuto svilupparsi ai livelli di oggi. Mercoledì 23: nella cattedrale ebbe luogo la cerimonia ufficiale del centenario. Erano presenti tre vescovi: mons. Francisco Múnera, mons. Darío Molina, vescovo di Neiva e mons. Rafael Escudero, vescovo di Espinal. Alcuni dei prelati invitati si sono scusati per non poter partecipare: il Nunzio Apostolico per impegni assunti in precedenza, mons. José Luis Serna per malattia, il Vescovo di Garzón per minacce di morte, mons. Fabián Marulanda, precedente vescovo di Florencia, dovuto al suo nuovo incarico di segretario della Conferenza Episcopale e mons. Angelo Cuniberti le cui condizioni fisiche non gli permettono un viaggio dall’Italia alla Colombia. Erano presenti anche le più alte autorità civili e militari ben protette dalle loro guardie del corpo. I posti restanti furono occupati dai fedeli. La cerimonia iniziò con la proiezione di un video, dove mons. Cuniberti inviava saluti e auguri a tutti gli abitanti di Florencia e del Caquetá a motivo di questo anniversario. L’applauso scrosciò rumoroso in tutta la cattedrale. Per i Missionari della Consolata parlò p. Gaetano Mazzoleni. Egli, passando, a volo d’uccello, su tutti i paesi del Caquetà e Putumayo, ricordò i loro fondatori - in maggioranza Missionari della Consolata - e concluse evidenziando le caratteristiche più importanti del lavoro IMC: l’amore, il senso di appartenenza a quella terra e lo sforzo di identificazione con la gente. Suor Elisanna Bono presentò la testimonianza a nome delle Missionarie della Consolata ricordando il grande apporto delle suore nell’opera di evangelizzazione, soprattutto in campo educativo. Fra i numerosi interventi, a dire il vero, piuttosto lunghi e noiosi soprattutto per i fedeli che, poco a poco, se ne andavano a dormire a casa piuttosto che farlo sui banchi della chiesa, merita ricordare quello del sacerdote diocesano, p. Arnulfo Trujillo, che ha definito mons. Torasso “un bulldozer sociale e religioso” e fece l’elogio di tanti Missionari con i quali ha lavorato gomito a gomito, annotando anche le ombre che non mancano mai. Significative e applaudite furono anche le testimonianze di due laici nonagenari: Arcadio Trujillo e Vincenza Lizcano. Quest’ultima iniziò il suo lavoro di catechista quando aveva 15 anni e continua a farlo, con i limiti che le impone l’età, ma con una generosità ancora intatta. Giovedì 24: fu il giorno centrale. In mattinata giunse da Tunja mons. Luis Augusto Castro, vice presidente della Con-ferenza Episcopale. Alle ore 19, nella piazza San Fran-cesco, di fronte alla Cattedrale, ebbe luo-go una solenne concelebrazione a cui hanno partecipato quattro vescovi e 38 sacerdoti. Le misure di sicurezza erano impressionanti per la presenza sia dei vescovi, sia del sindaco e del governatore, dichiarati obiettivo militare dalla guerriglia. Inoltre, proprio in quei giorni si era sparsa la notizia della scoperta di un piano per sequestrare mons. Múnera, notizia che poi le stesse FARC hanno smentito. In ogni caso, l’atmosfera era piuttosto tesa. Ha presieduto la celebrazione mons. Castro il quale, nell’omelia, naturalmente ha parlato dei cent’anni dell’opera evangelizzatrice della regione. Fu un discorso accademico come lo richiedeva la circostanza, ma nello stesso tempo, col suo abituale stile parabolico, ameno e comprensibile dalla gente semplice, invitò la Chiesa locale, “anatre da cortile”, ad emulare il grande volo degli evangelizzatori pionieri, “anatre migratrici”. Venerdì 25: Alle ore 19 ebbe luogo la cerimonia di ringraziamento, da parte della diocesi, a tutti gli evangelizzatori. Dalle comunità più antiche e numerose, come i Cappuccini, fino ai più umili impiegati della diocesi, tutti hanno ricevuto un segno tangibile di ringraziamento per la loro partecipazione ai cent’anni di semina della buona notizia di Gesù. Gran parte di questi onori sono andati ai Missionari e Missionarie della Consolata. Sabato 26: a conclusione della settimana di celebrazioni, alla sera si è svolto un pellegrinaggio mariano, con flambeaux, dalle diverse parrocchie fino alla cattedrale, dove c’è stata la “serenata alla Madonna” nelle sue diverse invocazioni. Nella nostra parrocchia, “Santuario del Sacro Cuore di Maria”, costruito ai tempi di mons. Torasso e unica parrocchia della diocesi ancora in mano ai Missionari della Consolata, mons. Múnera, dopo aver dato lettura del corrispondente decreto, ha benedetto e posto sul capo della SS.ma Consolata e del bambin Gesù due preziose corone che il parroco, p. Giancarlo Guazzotti, aveva fatto fare a Bogotá. Durante il rito furono ricordati i cent’anni della coronazione del quadro della Consolata a Torino. Nella cappella dedicata al Beato Allamano, dello stesso Santuario, p. Guazzotti ha collocato alcune lastre di marmo con i nomi dei Missionari e delle Missionarie, vivi e defunti, che hanno speso la loro vita nel Caquetá e Putumayo favorendo al venuta del Regno di Dio, “ad perpetuam rei memoriam”. P. Orlando Hoyos Z.
|