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Mecanhelas - Niassa Mentre studiavamo gli Atti dell’XI Capitolo Generale, nella nostra comunità di Mecanhelas, abbiamo letto nel capitolo sugli “Orientamenti per la missione”, concretamente al punto 8 del numero 67, di far conoscere il lavoro e la missione dei Laici Missionari della Consolata attraverso i media dell’Istituto.
Da molti anni, l’IMC ha potuto contare sulla collaborazione preziosa degli amici della Consolata e dei volontari che ponevano le loro capacità al servizio della missione. Si trattava soprattutto di persone interessate a dare un contributo professionale a certe missioni per un breve periodo di tempo (da 1 a 6 mesi), persone che lavoravano tutto l’anno nel loro Paese e approfittavano delle ferie per offrire ai missionari una valida collaborazione nelle cose concrete.
Negli ultimi anni l’animazione missionaria IMC e i nuovi venti dello Spirito hanno fatto sorgere giovani-adulti, appena laureati, che desiderano abbracciare la vocazione missionaria non come religiosi, ma come laici consacrati. In questi 10 anni è sorto un certo numero di laici, provenienti dai gruppi di animazione missionaria delle case IMC, identificati con il carisma del beato Allamano, disposti a legarsi alla missione, ad intra o ad exra, per tutta la vita.
In Mozambico questa collaborazione con carattere di complementarietà tra Missionari della Consolata e Laici Missionari è iniziata nel 1999. La Direzione Regionale di allora ha cominciato ad accogliere dei laici per rispondere a richieste concrete di alcuni missionari della Regione. All’inizio, questi laici, italiani, sono venuti senza un accordo di aggregazione che specificasse il loro lavoro professionale o l’area pastorale dove essi avrebbero potuto svolgere un compito più o meno definito, e che evitasse interpretazioni diverse da parte del superiore locale della missione. Tuttavia c’era già una condivisione nei pasti e nella preghiera quotidiana, aspetto fondamentale per un LMC che voglia condividere il carisma dei Missionari della Consolata.
Nel 2000, e dopo tre anni di formazione in patria, sono arrivati in Mozambico tre Laici della Consolata: uno dal Venezuela e una coppia dal Portogallo. Questi venivano già con un accordo di aggregazione, stabilito attraverso contatti tra Regione e Regione (anziché tra missionario e laico come in passato), in modo di far coincidere le professionalità del laico con le necessità della missione dove è destinato.
Così è successo anche nel 2001, quando un laico portoghese è venuto a lavorare nella scuola. Nel 2004 è arrivata una nuova coppia di laici per dare continuità ai progetti iniziati dai LMC precedenti. Si può dire, quindi, che il Consiglio Regionale e la stessa Regione del Mozambico si sono aperti definitivamente alla novità dei Laici Missionari della Consolata, che spesso genera attrito e diffidenza.
La realizzazione della vocazione del Laico Missionario, in missione o in patria, come chiamata di Dio alla santità, è il primo obiettivo della nostra vocazione. Dopo, viene la realizzazione di un lavoro professionale, pastorale, la vita familiare, ecc. nella missione o nella parrocchia, che devono complementare la propria testimonianza di vita.
È importante capire che il LMC, nel senso stretto della parola, non è un volontario che offre un servizio gratuito agli altri. È importante per i LMC condividere il carisma, la vocazione missionaria, l’impegno teso allo stesso fine di annunciare la Buona Notizia ai non cristiani, il ritrovarsi, giorno dopo giorno, alla stessa mensa, avere tempi di preghiera in comune d’accordo con le caratteristiche dei LMC e incontrarsi insieme per programmare le attività in modo che ognuno possa dare il meglio di se stesso.
Nella Regione del Mozambico oggi ci sono sei Laici della Consolata. Una coppia lavora nella scuola secondaria “Padre Gumiero” e nella piccola scuola infantile di Mapinhane; un laico è impegnato nell’ampliamento del seminario “Giuseppe Allamano” a Nampula; un’altra coppia lavora nella scuola secondaria, nel Centro nutrizionale e nella casa degli studenti di Mecanhelas. Infine un altro laico lavora nella Commissione della Carità a Majune.
Tutti questi LMC sono impegnati, nello stesso tempo, nella catechesi, nei gruppi giovanili, nell’animazione delle commissioni parrocchiali, ecc. Anche se non è sempre possibile, l’ideale del LMC in missione, è vivere in comunità miste con i Missionari della Consolata, in modo da condividere i progetti comuni e vivere lo spirito di famiglia che ci caratterizza come figli dell’Allamano. Ricardo ed Elizabeth Santos, LMC
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