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Padre João Monteiro da Felicia, da poco tempo destinato alla parrocchia di Jaguarari, scrive le sue impressioni sul suo nuovo campo di apostolato. Dopo sette anni trascorsi nella parrocchia di S. Brás, alla periferia di Salvador, nella regione del Nordest brasiliano, sono stato destinato alla regione semi arida del Sertão. Mi trovo a circa 400 km da Salvador, sulla strada che da Feira de Santana porta al nord-est, in direzione del grande fiume S. Francesco, polo di attrazione e sviluppo, dove si trovano due grandi città: Juazeiro e Petrolina. Jaguarari, “piccolo giaguaro”, è un paese di 5 mila abitanti e appartiene alla diocesi di Senhor do Bonfim. La parrocchia è dedicata a S. Giovanni Battista. Qui lavoriamo in tre confratelli: p. Moisés Facchini, p. Vidal Moratelli e il sottoscritto. Padre Moisés si dedica soprattutto all’evangelizzazione diretta nella savana, dove segue oltre cento comunità in un raggio di 80 km. Egli va costruendo comunità e cappelle per la preghiera. Padre Vidal si occupa soprattutto di promozione umana e segue i progetti per dare acqua potabile alla gente e al bestiame, dato che qui non piove quasi mai e la siccità è endemica. Il sottoscritto si dedica soprattutto alla chiesa parrocchiale e alle quattro comunità centrali, assicurando un servizio religioso regolare. La parrocchia decide le proprie priorità pastorali mediante l’assemblea parrocchiale annuale. Nel 2002 esse sono state: catechesi, formazione e associazioni. A novembre abbiamo fatto la verifica del lavoro svolto. A febbraio faremo la programmazione per il prossimo anno. La nostra giornata, dovuto al clima caldo, comincia presto: alle 6 del mattino ci troviamo per la preghiera comune; alle 7 siamo impegnati in un programma religioso nella radio locale e alle 8 facciamo colazione. Dopo, ognuno parte per dedicarsi alla propria attività. Spesso ci ritroviamo solo alle nove e mezzo di sera o nella preghiera del mattino successivo. Nel fine settimana il lavoro pastorale è più intenso e la domenica sera la stanchezza si fa davvero sentire. Fra attività e clima caldo non rimane molto tempo o voglia per fare altre cose come, per esempio, scrivere a qualcuno. Le grandi sfide di questa realtà sono la fame, la mancanza di lavoro, la mancanza di acqua e la disorganizzazione di ogni struttura e istituzione. L’elezione di Lula, come nuovo presidente, ci permette di coltivare qualche speranza in un futuro diverso. Questa è una terra dove potrebbe scorrere “latte e miele”. Un abbraccio amico e un buon Natale. P. João Monteiro da Felicia
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