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L’11 dicembre p. Diego Cazzolato è ritornato in Corea per lavorare nel campo del dialogo interreligioso. Ho trascorso in Casa Generalizia tre anni, nel Segretariato per la Missione, il nuovo Ufficio voluto dall’ultimo Capitolo Generale. Arrivato a Roma nell’ottobre del ’99, ho impiegato alcuni mesi per rendermi ben conto di dove fossi capitato e di quale fosse il lavoro a me affidato. Poi, poco a poco, le cose hanno cominciato a funzionare con normalità, e mi sono calato sempre di più nel mio nuovo incarico. A me era stato affidato il coordinamento di tre settori del Segretariato: il campo della formazione permanente dei missionari; quello dell’animazione missionaria, e il settore dei laici missionari. Lavoro da fare ce n’è stato molto e posso dire di non essermi annoiato, anzi! Nel settore della formazione permanente, abbiamo mantenuto, finché è stato possibile, il corso di 4 mesi pensato ed organizzato per i missionari intorno al 25° anniversario di ordinazione o professione perpetua. A questo si è aggiunto un corso speciale di rinnovamento per missionari giovani, fatto in collaborazione con le Missionarie della Consolata; ed infine un primo esperimento di incontro prolungato, per i nostri “missionari senior” (oltre i 70 anni di età). Non vantavo particolari capacità e titoli per organizzare corsi… e posso dire che mi sono basato molto sull’esperienza di chi aveva fatto questo lavoro prima di me e sull’aiuto degli esperti che andavo conoscendo poco a poco. Riconosco che il primo a beneficiare della ricchezza di contenuti di tutti questi corsi sono stato proprio io… oltre ad aver avuto la possibilità di conoscere personalmente molti missionari, ciascuno con la sua storia e la sua esperienza di vita. Anche questo è stato per me un dono grande. Nel settore dell’animazione missionaria, ho potuto accompagnare vari incontri di responsabili e animatori d’Europa, e un paio di incontri degli animatori (e animatrici) d’Africa. Almeno in questo settore ho potuto contare con una certa esperienza personale, perché anch’io sono stato animatore per otto anni… Circa il settore dei laici, il Capitolo aveva espresso la richiesta che si elaborasse con loro uno statuto, e così abbiamo cercato di fare. Il processo è stato laborioso, con molti incontri, corrispondenza, contatti e scambi, anche accalorati, di idee e riflessioni. Ci sono stati anche momenti di difficile intesa e di coinvolgimento di quella parte dell’Istituto più sensibile al tema. Il tutto è confluito in una proposta di statuto che l’ultima Consulta ha proposto di adottare, ad experimentum, fino al prossimo Capitolo. Devo dire che i laici mi sembrano molto impegnati, vivaci e decisi ad andare avanti sulla strada della loro vocazione, e che l’Istituto si stia aprendo, poco a poco, alla comunione e alla collaborazione con questa nuova forza per la missione ad gentes. Oltre a tutto ciò, non è mancato l’impegno per far uscire con una certa regolarità la nostra rivista Documen-tazione IMC, e tante altre cosette che sorgevano giorno dopo giorno e richiedevano la loro parte di attenzione. Tut-to sommato, sono soddisfatto del lavoro svolto, e credo che davvero il Segretariato per la Missione può essere un buon strumento nelle mani della Direzione Generale, per l’animazione dell’Istituto. Ringrazio la Direzio-ne Generale per la fiducia riposta su di me e il Signore che mi ha concesso di vivere per tre anni in un luogo privilegiato per conoscere meglio l’Istituto, i missionari e tante cose… Ora è arrivato il momento della ri-partenza per la mia amata Corea. Un giorno, a Nepi, il p. Lazzaro Tranquillo, dall’alto della sua lunga esperienza di vita e della sua saggezza, mi faceva notare che la seconda partenza non è mai come la “prima volta”. Uno infatti sa già cosa l’aspetta e conosce bene la realtà nella quale si ritroverà. Eppure devo dire che ciò che mi aspetta in Corea, cioè l’impegno per il dialogo interreligioso – un’esperienza che avevo appena cominciato ad assaporare quando sono stato chiamato a Roma – è una cosa che mi attira molto, e pregusto già la gioia di re-incontrare i miei amici buddisti, protestanti, e membri di altre religioni autoctone. Sarà interessante vedere dove ci porterà questa nuova avventura missionaria. Prometto di mantenervi informati. P. Diego Cazzolato
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