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MADADENI PREGHIERA ECUMENICA PDF Stampa E-mail
Scritto da P. José Luis Ponce de León   

Arrivato a Madadeni nel 1991, ho conosciuto un gruppo di pastori (preti) di varie denominazioni cristiane che si incontravano di tanto in tanto nella chiesa delle “Assemblee di Dio” e mi sono unito a loro. Naturalmente ero l’unico “bianco” del gruppo e tale sono rimasto fino ad oggi, eccetto nelle occasioni in cui partecipava anche p. Carlos Domingos.
Il luogo era brutto e sovente non c’era nessuno ad aprirci le porte e a darci il benvenuto, così ho offerto loro la possibilità di incontrarci nella nostra sala parrocchiale presso la chiesa di Cristo Re, appena costruita.
Il primo incontro a casa nostra avvenne domenica 14 giugno 1992, alle 3 del pomeriggio, e da allora non ci siamo più mossi. Come padrone di casa, per otto anni ho preparato la sala, ho accolto questi fratelli in Cristo e ho offerto loro anche il tè, il caffè, i biscotti, i panini e via dicendo.
La comunità cattolica di Cristo Re ha visto con favore questi raduni e ha offerto l’uso della chiesa per i nostri incontri di preghiera. Ben presto questi pastori protestanti si sentirono a casa loro e lo dissero apertamente.
Su invito del sindaco, il 16 dicembre 1992 si organizzò un grande incontro di preghiera per la pace, per le vittime degli incidenti stradali e per chiedere l’incolumità della gente che avrebbe viaggiato in moto o a piedi nelle prossime vacanze natalizie. L’iniziativa ebbe successo, infatti vi presero parte circa 200 persone compreso il sindaco e i consiglieri.
Da cosa nasce cosa, così, il 1° gennaio 1993 si tenne il primo incontro di preghiera ecumenica. Era domenica, per cui iniziai la messa e poi dalle 9 alle 11 ci furono canti, testimonianze e riflessioni, quindi ripresi la messa a partire dall’offertorio. Come d’accordo, nessuno dei ministri protestanti avrebbe fatto la comunione, tuttavia finii col darla a tutti coloro che si presentarono in fila con i cattolici.
P. Giorgio Massa

1° gennaio 2003
Nel succedere a p. Giorgio Massa, a Madadeni, nel gennaio del 2000, l’ho sostituito anche come tesoriere del gruppo di pastori (e, ancor oggi, come l’unico bianco del gruppo). Nel mese di maggio dell’anno scorso, sapendo di dover andare in vacanza in Argentina e poi di dover venire a Roma per la Consulta, ho chiesto di rinunciare a questo servizio. Sono tornato a Madadeni solo alla fine di novembre ed era già tempo di preparare l’incontro del primo dell’anno. Sono già 10 anni che ci riuniamo nella chiesa di Cristo Re per ringraziare Dio per il dono di un nuovo anno.
La gente comincia a giungere verso le nove del mattino. I pastori si sistemano nel presbiterio. Io rimango presso la porta per dare il benvenuto alle persone delle diverse denominazioni cristiane. Durante la prima ora la gente si avvicina liberamente al microfono per rendere grazie, porgere una riflessione e animare i fedeli nella vita cristiana…
Verso le 10 la chiesa è strapiena (circa 700 persone) e inizia il programma ufficiale. Tocca al sacerdote della Chiesa Cattolica dare il benvenuto ai presenti con una breve riflessione. Si tratta di pochi minuti, ma importanti, dato che al di là di alcuni funerali, questo, forse, è l’unico momento in cui ascoltano l’umlungu (bianco) della Chiesa Cattolica.
L’arcivescovo della chiesa etiopica africana, rev. J. A. Jele, presidente del gruppo dei pastori, presenta una riflessione per ricordare a tutti il senso della giornata. Quindi viene il turno dell’invitato speciale. Quest’anno abbiamo invitato p. Martin Khambule, sacerdote cattolico zulu, molto conosciuto, che scrive ogni settimana su un giornale zulu e spesso parla alla radio. Nella sua conferenza, durata un’ora, è passato da un testo all’altro della Bibbia. Quelli che l’avevano con sé lo seguivano cercando i testi nel Libro Sacro e gli altri annotavano le citazioni bibliche dove potevano. Tutti seguivano con attenzione e accompagnavano con ovazioni ogni affermazione biblica.
Per un equivoco sorto tra noi pastori, era stata invitata anche una predicatrice metodista, la sr. Memela. Naturalmente siamo riusciti a far posto anche a lei nel nutrito programma del giorno.
La celebrazione si conclude con due momenti importanti. Il primo è la colletta per pagare le spese del giorno (programmi, pranzo per i pastori, viaggio per il predicatore, offerta alla chiesa cattolica per l’uso del luogo). Normalmente la gente è generosa, ma quest’anno è stato battuto ogni record. Conclusa la colletta moltissimi si avvicinano all’altare e i pastori si alzano e stendono le mani su tutti i presenti.
Il secondo momento fa riferimento alla scuola di bibbia che funziona da due anni. Si tratta di un frutto importante nato dagli incontri dei pastori. Ci siamo affiliati all’UBI (Union Bible Institute) e a tutt’oggi costituiamo l’unica filiale fuori dalla sede centrale. I corsi vengono celebrati nella chiesa Regina Coeli, un’altra delle nostre parrocchie a Madadeni. Un professore di sacra scrittura svolge la sua lezione due volte la settimana, un turno al mattino e uno alla sera per coloro che lavorano.
L’anno scorso fu affiancato da un corso di informatica che abbiamo svolto noi. Ora ci viene chiesto anche un corso di greco, ma su questa materia sembra che nessuno di noi osi cimentarsi… Il direttore dell’Istituto ha sottolineato con gioia che tra gli studenti ci sono anche vari cattolici: «Non è la prima volta nella storia dell’Istituto - ha detto -, ne abbiamo avuti altri anni addietro, ma furono scomunicati proprio per questo... I tempi cambiano!».
Non mancano i canti. Vari cori si incaricano di animare la giornata. Ha voluto partecipare anche la banda della chiesa di San Giovanni che con le sue trombe ha inondato di musica tutta la chiesa.
Dobbiamo percorrere ancora molta strada per fare più comunione tra di noi e imparare a lavorare insieme ma, senza dubbio, quelle cinque ore di preghiera che condividiamo ogni primo dell’anno, sono un segno di quello che ci unisce: la fede in Gesù Cristo, Signore e Salvatore nostro (iNkosi noMsindisi wethu).
P. José Luis Ponce de León

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