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CASA MADRE: VISITA CANONICA PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Antonio Giordano   

1 febbraio 2003
Nella cappella della comunità di Casa Madre, il Padre Generale dà inizio ufficialmente alla Visita Canonica alla Regione Italia. Lo accompagna p. Antonio Bellagamba, vice superiore generale, che poi, assieme a p. Giano Benedetti, realizzerà effettivamente la visita per tutto il mese di febbraio, estendendola alle altre comunità del Piemonte e della Liguria.
La visita è stata posta sotto il patrocinio della Madonna con la recita del rosario e la meditazione dei misteri della luce. Padre Franco Gioda, superiore regionale, ci ha esortati ad accogliere con animo aperto e disponibile questo tempo di grazia. Quale segno esterno che ricorda a tutti questo evento particolare, una lampada arde in continuazione davanti al quadro del beato Allamano nella cappella della comunità, con i libri che formano la trinità della nostra consacrazione: la Bibbia, le Costitu-zioni e la Vita Spirituale.
Segue il canto dei Primi Vespri della festa della Presentazione del Signore. Il Padre Generale commentando la lettura breve, presa dalla lettera agli Ebrei: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta… un corpo invece mi hai preparato… ecco io vengo, o Dio, per fare la tua volontà», ci esorta alla generosità nella nostra consacrazione a Dio come missionari ad gentes. «L’inizio della Visita Canonica capita proprio tra i due grandi avvenimenti - il centenario dell’Istituto e della missione - appena conclusi e la festa del beato Giuseppe Allamano che celebreremo il 16 di questo mese. Vorrei proporre alla vostra considerazione i tre valori fondamentali della nostra vita: 1° la santità vera che ci porta a vivere il vangelo che predichiamo; 2° l’ad gentes: missionari per portare Cristo alle genti; 3° la vita comune: ogni comunità è una famiglia e lo spirito di famiglia deve essere la nostra caratteristica».
La comunità di Casa Madre si era preparata alla Visita Canonica da tempo, radunandosi ogni martedì di gennaio per studiare e discutere i formulari appositamente inviati dalla Direzione Generale. Dopo il primo incontro di carattere generale ed informativo, vi furono due incontri per gruppi di lavoro ed infine l’assemblea generale per condividere quanto emerso nei gruppi.
Si sa già che in simili casi ciò che risalta di più è sempre l’aspetto negativo, i nèi che fanno zoppicare il cammino comunitario…, ma il superiore della Casa Madre, p. Francesco Cialini, enumerando gli elementi negativi che erano emersi dal lavoro dei gruppi, ha saputo cogliere quella nota positiva di aiuto vicendevole e di desiderio di cooperazione che ha fatto da base al lavoro stesso svolto dai gruppi.
Così, in senso positivo, è emerso un grande desiderio di lavorare, di darsi da fare, di organizzare le mille e una attività che si svolgono in Casa Madre e che coinvolgono, spesso oberandoli di una grande mole di lavoro, tanti missionari. È questo sfondo positivo e sereno che dovrebbe emergere come frutto della Visita Canonica. Il beato Allamano assista visitatori e visitati nel conseguire quei risultati, in ordine alla santità di vita e alla missione, che egli inculcava ai suoi figli, quando li visitava in questa casa, per offrire loro le sue conferenze spirituali.

11-13 febbraio: la visita continua con una tre giorni di formazione permanente a cui partecipa la maggioranza dei confratelli della Regione Italia. Con due relazioni mattutine, p. Antonio Bellagamba presenta la lettera-documento “Povertà, economia e missione”, mentre al pomeriggio si svolgono i lavori di gruppo e l’assemblea generale. Il relatore sviscera lentamente, ma dettagliatamente, tutti i punti fondamentali del documento enfatizzando che si tratta di uno strumento che vuole aiutare i missionari ad aggiornarsi nell’osservanza del voto e virtù della povertà in questa società moderna che cambia rapidamente e che richiede continua inventiva di metodi e mezzi nel campo sociale e umanitario. L’importante è aver chiaro che i poveri sono i veri protagonisti della missione; questa non si attua più importando mezzi e modi di vivere dei paesi ricchi o sviluppati, ma deve scaturire dalla stessa esperienza di vita tra quanti non hanno né ricchezza né sviluppo.
Appare chiaro che l’applicazione pratica dei principi che stanno alla base del voto di povertà richiede molta malleabilità a seconda dei casi. Per esempio, la richiesta autosufficienza economica delle comunità non deve mai impedire a un superiore locale di poter stendere la mano al Superiore Regionale, così come l’abbondanza di certe comunità locali non deve mai tendere a capitalizzare, ma a donare alla Regione. In questo settore il compito del superiore di comunità e dell’amministratore richiede somma saggezza, apertura di vedute e armonia di rapporti.
L’attività dei tre gruppi è intensa e vivace come si evince dalle relazioni presentate in assemblea; ciò significa che il tema interessa i confratelli.
Alla conclusione della tre giorni, il superiore regionale, p. Franco Gioda, ringrazia i presenti, esorta a rendere partecipi le loro comunità di quanto si è trattato durante l’incontro e sonda l’opinione della base su questi tre punti:
1. Posta elettronica: tutti cerchino di aggiornarsi in questo campo che diventa il mezzo comune di comunicazione tra il centro e le comunità. Chi ha difficoltà trovi qualche amico in loco che lo possa aiutare.
2. Bielorussia: l’apertura europea (cioè delle tre Regioni: Italia, Portogallo e Spagna) alla missione in Bielorussia richiederà sacrifici, ma è anche un’occasione che la Provvidenza offre alle “vecchie” Regioni per rinnovarsi e crescere.
3. Il seminario teologico di Bravetta, che attualmente è sotto la giurisdizione della Direzione Generale, potrebbe passare alla Regione Italia: questo favorirebbe l’inserimento dei teologi nei programmi di animazione della Regione con reciproco vantaggio per il seminario e la Regione.
Venerdì, 14 febbraio, durante l’Ora Media, p. Bellagamba conclude ufficialmente la Visita Canonica alla Casa Madre. Si dice soddisfatto di come ha trovato la comunità e di aver avuto la possibilità di un dialogo personale con tutti. Ringrazia i confratelli per l’accoglienza che gli hanno riservato e il beato Fondatore per il buon spirito che ha trovato. Assicura che p. Giano Benedetti, che lo ha accompagnato negli ultimi giorni, rimarrà ancora in Casa Madre e sarà disponibile per altri incontri personali. Ora la Visita continuerà alle altre case del Piemonte. La comunità ringrazia il vice superiore generale per la sua apertura e comprensione, familiarità e imperturbabile serenità.

FESTA DEL BEATO ALLAMANO
La novena predicata da diversi missionari prepara l’ambiente e l’animo per la festa. Inizia mons. Aldo Mongiano che ci esorta a lavorare perché la festa sia sempre più significativa. Nel secondo giorno la riflessione viene offerta da p. Franco Gioda. Pure alcuni missionari, presenti per il raduno, ci regalano la loro calda esortazione. La vigilia ci vede tutti uniti per il canto dei Primi Vespri e p. Francesco Cialini, superiore di Casa Madre, enfatizza la relazione del Fondatore con altri santi e beati del tempo.
La festa ha il suo punto culminante nella solenne concelebrazione delle ore 10.30, presieduta da p. Giano Benedetti, consigliere generale e concelebrata da un numero considerevole di missionari e alcuni sacerdoti della diocesi. Numerosa è la partecipazione delle Missionarie della Consolata e dei fedeli.
Il Presidente esorta tutti a gioire nella festa del beato Allamano: egli ha iniziato la missione fondando il nostro Istituto, con fede e pazienza l’ha portata avanti e ora la consegna a noi perché la sviluppiamo guidati dal suo carisma. Certo, è sempre significativo e commovente celebrare la festa di un santo nel luogo dove sono raccolti i suoi resti mortali: lo si sente più vicino e più forte si avverte la tensione ad imitarlo. E, in effetti, in questo giorno, avvicinandosi con fede e amore al suo sarcofago pare di udire ancora la sua voce, accompagnata dal suo sorriso paterno, mentre ripete quelle parole tutte sue: “Coraggio, avanti in Do-mino”.
La festa continua con l’agape fraterna dove si unisce a noi, assieme ad altri ospiti amici, mons. Guido Fiandrino, vescovo ausiliare di Torino.
P. Antonio Giordano

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