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ALPIGNANO - CASA BEATO GIUSEPPE ALLAMANO PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Giuseppe Villa   


Cronaca - Natale: la novena è allietata dagli auguri con canti e regali dei postulanti di via Arnò e gli auguri delle suore di Caprie supportati da un’orchestrina del conservatorio di Milano. I presepi inondano la casa, da quello artistico di p. Giulio Cesare a quello tradizionale di p. Giovanni Morando e dalle numerose capanne sparse qua e là con pastori e pecorelle. Le feste si concludono con la tombolata della Befana per collaboratori, dame e amici.

Visite: P. Antonio Bellagamba, vice superiore generale è tra noi il 18 dicembre per tenere una conferenza natalizia alle collaboratrici domestiche. Ritornerà il 29 gennaio per presiedere la celebrazione nella ricorrenza della fondazione dell’Istituto.
Il 22 gennaio è tra noi p. Paolo Fedrigoni che introduce p. Carlo Bonelli nel suo incarico di responsabile della casa degli ospiti.
Il 14 febbraio ci visita il Padre Generale: celebra l’eucaristia con noi e ci parla della situazione delle missioni nel mondo invitandoci a seguirlo con la preghiera in Venezuela dove sta per iniziare la visita canonica.

Varie: Il 15 dicembre scorso la comunità ha gustato e commentato positivamente la visione del lungometraggio sul Padre Fondatore “La partenza”.
Nei mesi di gennaio e febbraio, il ritiro, di taglio eucaristico, è stato predicato da p. Giovanni Dutto.
Fratel Adriano Sabaini ha completato il restauro del carro agricolo della casa del Fondatore. Il lavoro, iniziato il 7 maggio 2002, è terminato il 13 gennaio.
Padre Giulio Cesare, dopo vari lavori in Casa Madre: cappella, libreria, sacrestia, ora ha presentato il progetto di ristrutturazione dell’ufficio presso il Santuario della Consolata. In occasione della visita canonica, con l’aiuto di fr. Giuseppe Cardinali, espone un grazioso trittico che comprende il vangelo, la Vita Spirituale con le costituzioni e il rosario.

Bollettino sanitario: La nostra comunità, chiamata “santuario della sofferenza”, è come un corpo mistico che può affermare – come dice il salmo – “tutte le mie ossa sono state contate”. Quasi tutti i confratelli portano delle stigmate, chi nell’occhio: cristallino, retina, cataratta; chi nelle strutture portanti: colonna vacillante, arti che cigolano; chi negli apparati digestivi: denti per macinare, stomaco per assimilare; chi nelle vie di entrata o di uscita; chi nei motori di circolazione e chi nel computer personale che tutto programma e dirige.
Un corpo mistico che tutto soffre, ma che tutto sa offrire per affiancare, come cingolati di trasporto, le truppe di assalto impegnate sul campo missionario. È il ministero dell’intercessione che la missione oggi ci sollecita.
P. Giuseppe Villa

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