Home Da Casa Madre arrow Dicembre 2006 arrow VI VOGLIO COSI’
VI VOGLIO COSI’ PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Francesco Pavese   

L’ALLAMANO DICEVA

I volumi delle conferenze e delle lettere costituiscono due fonti preziose per conoscere il pensiero e lo spirito dell’Allamano. Ne possediamo una terza, meno voluminosa, costituita dalle parole che i testimoni al processo informativo di Torino attribuiscono al Fondatore.
Risulta, però, che un buon numero di queste parole, specialmente quelle riferite dai Missionari e Missionarie della Consolata con la premessa «Il Servo di Dio ci diceva...», sono già contenute nei volumi delle conferenze, perché i testimoni le hanno attinte dalle loro note personali prese mentre l’Allamano parlava. Diverse altre frasi, tuttavia, specialmente quelle riportate dai testimoni che non appartengono all’Istituto, sono del tutto nuove, almeno per chi non conosce le deposizioni processuali. Con la speranza di fare cosa gradita e utile, la rubrica “Vi voglio così”, ogni mese, ne pubblicherà alcune, in ordine sparso, raccogliendole attorno ad un tema.
Si tenga presente, comunque, che i testimoni riportano certamente ciò che hanno udito, ma come lo ricordano e, oltre tutto, filtrato dalla loro sensibilità. Trattandosi di deposizioni giurate, si può presumere che essi riferiscano non solo con sincerità, ma anche con esattezza le parole del Fondatore. Come saggio introduttivo, ecco qualche espressione del Fondatore di carattere autobiografico.

Uomo del consiglio: «Ognuno deve far fruttificare i doni che ha ricevuto. Veda, io mi trovo qui da tanti anni; ho cercato di fare quanto ho potuto. Diamo gloria a Dio per quello che ha fatto per noi. Veda, il Signore mi ha dato, tra gli altri, anche il dono del Consiglio. Ho cercato sempre di non demeritarne».

Quando qualcuno suggerì che fosse insignito del titolo di “monsignore”: «Il mio più bel titolo è quello di Rettore della Consolata». «Quando recito nella Messa le parole del Salmo: “Domine, dilexi decorem domus tuae” (Signore, ho amato il decoro della tua casa), mi sento rallegrare perché il cuore mi dice che il decoro della sua casa l’ho sempre cercato e amato».

Predilezione per i coadiutori: «Che un Missionario mi scriva sono contento; che anche mi scriva una Suora ne godo; ma se mi scrive un coadiutore, mi reca ancora maggior piacere».
Commentando il “Miserere”: «Signore, mi hai amato di amore particolare. È vero che avrei dovuto corrispondere di più: ma Tu mi hai amato di più ancora. Cancella tutto, e voglimi di nuovo bene».

Nel giorno del suo compleanno: «Oggi compio settantadue anni, e non ho fatto niente; tu, non fare come ho fatto io che ho aspettato troppo: sei giovane, comincia subito a farti santa».

Ai missionari diede tutto: «La Provvidenza non è mai mancata. Vi fu un solo momento assai critico; allora incominciai a spogliarmi io e poi la Provvidenza venne, e continuò». «Ai missionari ho dato tutto: la salute, i miei averi, e la mia attività». E alle Suore che lo assistevano: «Vi ho dato tutto, e questo poco di vita che mi resta, è ancora per voi e per le anime».

Durante l’ultima malattia, avendogli il professore proibito il vino: «Lasciamo, Signor Dottore, che la scienza applichi i suoi trovati; noi avremo occasione di fare una piccola mortificazione, applicandoci alla sorella acqua, come la chiamava S. Francesco d’Assisi, e a un poco di latte annacquato, e così ne sarà glorificato il Signore che ce ne ripagherà largamente nell’ultima cena».

Alla suora che gli diceva di non fare come il Cafasso che per umiltà non faceva miracoli dal paradiso: «Va, va, ho timore che voialtri abbiate poi troppa buona opinione di me, e non preghiate poi, e mi lasciate poi stare in purgatorio fino chissà quando!».

P. Francesco Pavese
Postulatore Generale

Archivio
2006
2005
2004
2003
2002
Mambo è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.
Versione italiana localizzata da SupportoMambo basata sul progetto MamLang modificato da Giorgio Nordo per www.equal.it