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La parrocchia di St. Hilaire è stata smembrata dalle parrocchie circostanti di St. Marc e Ste Croix, nel distretto di Kigansani, per venire incontro agli abitanti che dovevano percorrere delle lunghe distanze per andare in chiesa e partecipare alle attività parrocchiali. Il visitatore che con coraggio si addentra nelle strade sabbiose del quartiere fino alla parrocchia, può assaporare la gioia spirituale di constatare che il fiore piantato un anno fa è cresciuto. La chiesa si profila al sole nascente con tutta la sua dolcezza, semplice, grande, accogliente. Non ha ancora il suo “vestito della festa”: i lavori sono lontani dall’essere finiti, ma cresce e ogni giorno la contempliamo contenti e ansiosi che diventi velocemente il nostro luogo di preghiera comunitaria. La sua facciata, come un viso sorridente ci invita, la fuga d’archi a tutto sesto ci accompagna verso l’altare, che emerge al centro del vasto presbiterio, dove le liturgie troveranno tutta la loro solennità. La comunità cristiana ha offerto molte ore di lavoro e il suo contributo incoraggia. La casa parrocchiale celebra il suo primo anno da quando ci ha accolti. Con il suo colore vistoso sta in mezzo al quartiere come una ragazza in abiti di festa, adorna di luce e di spazi che permettono lo svolgersi del-la vita comunitaria. Per lunghi mesi ha visto la presenza dell’unico pa-dre responsabile, il sottoscritto. Ma, da dicembre, si rallegra per la voce e le ricchezze spirituali di p. Afonso Osorio, nuovo vicario parrocchiale. La comunità cristiana dà vita, gioia e senso alle strutture. Essa si sta ancora formando, ma guarda lontano: comunità vivente, trascinata dalla novità della parrocchia, desiderata da tanto tempo. Nella programmazione, nelle attività e nella preghiera essa vive il suo momento di grazia con l’entusiasmo di un bambino, trasformando le vecchie abitudini in mentalità nuova. I giovani costituiscono la realtà più evidente della comunità: sono numerosi, vanno alla ricerca di messaggi e guardano alla parrocchia come àncora di salvezza in un mare agitato di chiese, di violenza, di povertà spirituale. I gruppi tradizionali (K.A., B.Y.M., A.P.A., Légion Junior) vogliono dare una risposta alle loro attese. La comunità cristiana si è organizzata con alcune commissioni ritenute importanti in questo momento storico della sua esistenza: co-munità di ba-se, famiglia, catechesi, li-turgia, giovani e finanze. C’è anche una scuola, vetusta e scrostata che attende una mano pietosa che la faccia sognare, rendendole la bellezza di un tempo, ma l’impresa è estremamente complicata sia per le sue dimensioni sia per il suo stato. Solo la fiducia nella Provvidenza ci fa sperare. E' l’inizio di un cammino pastorale che vogliamo gioioso, fruttuoso e impegnato. Con difficoltà possiamo contenere le spinte del cuore e dello spirito. Tuttavia soffriamo delle debolezze dell’infanzia (mancanza d’esperienza, mancanza di coesione e unità, mancanza di strutture dove esprimere le nostre attività…), e a volte soffriamo i capricci della gioventù (attaccamento al passato, reticenza alla novità, mancanza di coraggio nell’impegno, tentazione di bruciare le tappe…). Ma le leggi della vita ci guidano. Ci accettiamo, oggi, per quello che siamo e guardiamo avanti sognando il giorno in cui la parrocchia ci accoglierà nella chiesa per la preghiera, nei saloni per la formazione, sul campo di basket per le attività ricreative, nel foyer per formare le ragazze, nelle aule per l’alfabetizzazione… Lasciateci sognare. P. Santino Zanchetta
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