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PROTETTRICE ANNUALE PDF Stampa E-mail
Scritto da p. Francesco Pavese   

BEATA MADRE TERESA DI CALCUTTA

Madre Teresa di Calcutta, nostra protettrice annuale, è già stata ampiamente presentata dal Superiore Generale nella lettera circolare del 23 ottobre 2005, di cui è stata pubblicata una sintesi nel numero di dicembre scorso del “Da Casa Madre”, assieme al poster che la ritrae nella sua caratteristica espressione di donna forte e volitiva.
In questa rubrica, ogni mese, verranno presentate parole dirette di Madre Teresa, senza diluirle con troppi commenti. La difficoltà sta soltanto nella scelta, perché i libri che parlano di lei e riportano le sue espressioni sono numerosissimi e il sito internet a lei intitolato è interminabile. Tutti sanno chi è Madre Teresa. Molti di noi hanno addirittura avuto la fortuna di incontrarla o di ascoltarne i messaggi dalla viva voce. Ci farà piacere, quindi, essere accompagnati ogni mese dai suoi pensieri e incoraggiamenti.
Come introduzione e per inquadrare quanto sarà riportato in seguito, pare utile pubblicare quattro domande rivolte al p. Brian Kolodiejchuk, postulatore della causa, prima della beatificazione, con le relative sue risposte.

1. Qual è l’essenza del carisma di Madre Teresa? Lo domandiamo a lei che appartiene al ramo maschile della sua Congregazione.
Tutta l’esperienza della Madre si può riassumere nel suo amore intenso e appassionato per Gesù. La sua era una risposta all’Amore: già dai primi anni della sua vita, quando viveva a Skopje, diceva che Gesù era il suo primo amore. La fedeltà a questo amore è cresciuta sempre più negli anni, sino alla fine della vita. La chiave per comprendere Madre Teresa è vederla come una donna innamorata di Gesù.

2. Madre Teresa pregava moltissimo, ma alcuni mettono in luce solo il suo servizio sociale, il volontariato verso i poveri: questa visione non rischia di tralasciare l’aspetto spirituale e di laicizzare l’opera della Madre?
Una volta alcuni funzionari civili indiani andarono a trovare Madre Teresa per vedere da vicino il lavoro delle suore. Alle loro domande la Madre rispose: «Non curiamo i poveri e gli ammalati per ottenere qualcosa: lo facciamo per qualcuno, Gesù che si incarna nella persona». Il servizio della Madre era l’espressione dell’amore a Gesù, che si fa presente in ogni persona, specialmente nei poveri e negli emarginati. La Madre parlava sempre del passo di Mt 25: «Quello che farete a uno di questi piccoli lo avrete fatto a me».

3. Madre Teresa ci ha lasciato in eredità la grandezza anche dei piccoli gesti di carità.
Sì, una qualità caratteristica che ci ha lasciato è un forte messaggio di carità verso i poveri, ma anche in questo diceva: «Non dovete andare a Calcutta per trovare i poveri! Li avete nelle vostre famiglie, alla porta accanto…». Diceva che i piccoli gesti di carità sono importanti: amava dire che non era importante fare grandi opere, ma cose ordinarie con amore straordinario, che è quello che dà valore alle azioni.

4. Madre Teresa era ed è una calamita per i giovani, che cercano grandi ideali e restano ammirati dall’esperienza così radicale e da quanto è riuscita a realizzare una piccola religiosa albanese.
Qualche mese fa un sondaggio, che sorprese molti, affermò che la persona più ammirata e amata dai giovani italiani è Madre Teresa. Ma non accade solo in Italia: i giovani sono attratti dalla vita della Madre perché vivono di grandi ideali, hanno bisogno di pensare a “cose grandi” e trovano nella Madre una personalità che ha messo in pratica i grandi valori del Vangelo, specialmente nell’aspetto del servizio ai bisognosi. Quando la Madre parlava ai giovani, non aveva paura di dire le verità più grandi, invitandoli a seguire Gesù, ad essere casti e puri, a dedicarsi al servizio del prossimo e dei poveri.

A cura di p. Francesco Pavese

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