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NOTE DI CRONACA PDF Stampa E-mail
Scritto da Da: Fraternitas, aprile 2003   

Festa del Padre Fondatore
Sabato, 22 febbraio, le comunità delle Suore e dei Missionari della Consolata che sono a Bogotá si sono riunite nel Collegio José Allamano per l’incontro festivo attorno al beato Fondatore, in occasione della sua festa liturgica.
Erano presenti amici, ex alunni, professori, rappresentanti degli studenti, famigliari dei missionari e missionarie, il seminario teologico, padri e suore per ringraziare Dio per il dono della vita e l’opera del beato Fondatore. Il luogo della celebrazione ci ha permesso di rivivere un aspetto del nostro carisma e di tornare ad impegnarci nell’opera educativa e formativa.
Dopo la solenne eucaristia, animata dal coro del collegio e presieduta da p. Sandro Carminati, superiore regionale, ci fu un atto commemorativo in cui p. Efrem Baldasso e sr. Guidantonia hanno presentato un excursus completo delle opere educative che i nostri istituti stanno portando avanti in Colombia e nel resto del mondo, molte di esse con il nome del beato Allamano.
Hanno caratterizzato l’incontro l’allegria e la festa, segni della presenza viva in mezzo a noi dello spirito del Padre Fondatore.

Las ES.PE.RE
Il 14 marzo Las ES.PE.RE. (Scuola di perdono e riconciliazione), si sono convertite in una “Fondazione per la riconciliazione”. Padre Leonel Narváez, durante una cerimonia solenne e simbolica, ha coinvolto un gruppo di personalità, a titolo di consulenti, come fondatori della nuova opera. Tutti siamo coscienti dell’importanza di questa scuola come di una proposta alternativa alla violenza e ai rancori che sono presenti nel nostro Paese. Facciamo i migliori auguri perché questa nuova fondazione che nasce nella nostra Regione, possa raggiungere pienamente i suoi obiettivi.

Nuovo vescovo di Florencia
Il 29 marzo, mons. Jorge Alberto Ossa Soto, nuovo vescovo di Florencia, ha preso possesso canonico della sua sede durante una solenne celebrazione nella cattedrale. I Missionari della Consolata hanno un legame speciale con questa Chiesa per cui ci siamo uniti a tutta la diocesi per dare un caloroso benvenuto al nuovo pastore e augurargli un lavoro apostolico ricco di frutti spirituali, a continuazione dell’opera dei fondatori di queste comunità cristiane.

Incontri di pastorale
Nel mese si febbraio si sono svolti gli incontri di pastorale urbana e pastorale delle etnie. Nel Vicariato di San Vicente-Puerto Leguízamo si è svolto quello di pastorale campesina. L’incontro ha riflettuto sugli obiettivi del processo di evangelizzazione che si porta avanti nel Vicariato.

C’è un orizzonte o un’utopia che nel nostro contesto obbliga, ricorda e stimola ad andare avanti: sono i processi che si stanno generando e consolidando nell’ambito della giustizia, della riconciliazione e della pace. Ma questo obiettivo dovrà essere attualizzato con elementi più concreti e viabili che permettano di monitorare l’effettivo sviluppo della giustizia, della riconciliazione e quindi della pace.
La riflessione viene stimolata da alcune domande:
- Come reagire di fronte alla paura che paralizza?
- Come gestisce il conflitto il missionario evangelizzatore, quando l’opzione per il povero e l’oppresso lo porta a prendere posizione, mettendo a rischio la sua vita?
- Come creare i modi per poter questionare il violento?
- Che cos’è negoziare? Che cos’è profetizzare in questo conflitto?
- Come seguire la situazione quando non si può rimanere neutrali?
- È proprio vero che non c’è la possibilità di fissare obiettivi a lunga scadenza?
- Come dire che non siamo del tutto d’accordo con la gerarchia ecclesiastica quando non prende posizione o non si dà da fare per favorire il dialogo e la concertazione?
- Come eliminare l’ambiguità di certi comportamenti e atteggiamenti di fronte all’ingiustizia, i maltrattamenti e la violenza?
- Come superare la nostra mentalità territoriale-parrocchiale?
- Come fare l’esperienza di Gesù immersi nel conflitto?

Ogni obiettivo viene definito a partire dall’opzione fondamentale che è sempre la difesa e la promozione della vita del povero e del profugo, senza distinzioni di credo religioso o politico.
A questo proposito è stata evidenziata la necessità di costituire con urgenza un comitato, a tempo pieno, che abbia lo scopo di difendere, promuovere e insegnare i valori della solidarietà, la giustizia, la riconciliazione, la pace, come un servizio della Chiesa locale e del nostro Istituto.

Ci siamo, poi, soffermati sugli strumenti di evangelizzazione che stiamo utilizzando, per dire che è necessario migliorare la gestione e l’uso dei mezzi di comunicazione sociale che già possediamo: radio, radiotelefono, telefono satellitare, internet… Bisogna approfondire e integrare, specialmente nei processi di evangelizzazione, l’esperienza e la consulenza di Cifisam. Approfondire e intensificare il lavoro in équipe, interdisciplinare, in rete: la programmazione, la verifica e l’accompagnamento dei processi che si portano avanti nella e con la comunità.

Infine abbiamo riflettuto sul nostro metodo missionario a partire da Murang’a. Dalla prospettiva del Vicariato si è rilevato che il nostro metodo di lavoro ne ricalca quattro aspetti:
- Le visite ai villaggi e alle famiglie: non c’è casa o famiglia in tutta l’estensione del Vicariato dove non sia arrivato il missionario.
- La promozione umana che ha accompagnato il processo di evangelizzazione: i confratelli testimoniano l’opera trasformatrice che i Missionari della Consolata hanno generato nei dipartimenti del Caquetá y del Putumayo.
- Circa la priorità chiamata “educazione, formazione e preparazione”: la nostra alternativa per la pace, che porta avanti la Chiesa locale, nasce dai Missionari della Consolata di cui porta lo stile e il metodo.
- Lo stesso dicasi per l’amore alla Madonna e il modo di celebrare i sacramenti, soprattutto l’eucaristia.

Da: Fraternitas, aprile 2003
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