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DÉFIS À LA MISSION PDF Stampa E-mail
Scritto da Da Casa Madre   

JEAN PARE'
DÉFIS À LA MISSION
du troisième millénaire
Missionnaires de la Consolata

Abbiamo approfittato del-la presenza di p. Jean Paré, venuto a Roma per dettare il suo corso di Missiologia all’Università Urbaniana (Po-litica, economia, ecologia: forme di sviluppo e ruolo della Chiesa), per interrogarlo sul suo recente libro: Défis à la mission du troisième millénaire, pubblicato dalle nostre edizioni, in Canada, nel 2002.

Qual è il contenuto del libro?
Il libro si divide in tre parti: la prima traccia l’evoluzione della missione nel ventesimo secolo, la seconda esamina alcuni segni dei tempi, mentre la terza costituisce un essai sulla missione del futuro. Però il vero cuore del libro è costituito dalla seconda parte dove cerco di delineare come il ventesimo secolo sfidi parecchie dimensioni del nostro pensare e fare la missione: una riflessione che porto avanti da una decina d’anni.

Spesso tu parli di un cambiamento paradigmatico: cosa vuoi dire?
L’ipotesi di base che sostiene le mie analisi è che l’umanità attuale stia vivendo un cambiamento di paradigma paragonabile a quello avvenuto qualche secolo fa quando siamo passati dalla visione medievale del mondo basata sulla Bibbia, dove tutto era gerarchicamente ordinato, con la terra al centro, alla visione copernicana dell’universo basata su una scienza positiva. Secondo me, il paradigma attuale della missione è iniziato con l’esaltante periodo delle esplorazioni e delle scoperte e la creazione di Propaganda Fide. Ho l’impressione che questo paradigma stia scomparendo e, nel libro, cerco di delineare i principali caratteri del nuovo paradigma e della missione che ne risulterà.

E' possibile intravedere le caratteristiche della missione di domani?
Certo, non siamo profeti e non possiamo indovinare il futuro. La mia intuizione è che il ventesimo secolo ci dà dei segni, dei sintomi, delle anticipazioni del paradigma che sta nascendo.
Questo è anche il cuore delle lezioni che io do agli studenti di licenza e dottorato alla facoltà di missiologia dell’Urbaniana e che si ritrova, abbreviato, nella seconda parte del libro, che a mio modesto parere è la sezione più originale. Qui studio un insieme di una dozzina di fenomeni sociali, culturali, economici e politici, che si sono sviluppati in modo straordinario nel ventesimo secolo per discernere le prime linee del secolo che viene.

Vuoi darci un esempio o due?
Mi concentro specialmente su fenomeni che sfidano non solo la fede, ma le religioni in generale. Un buon esempio è dato dalla scienza: nel ventesimo secolo la scienza ha fatto passi in avanti significativi che non possiamo non riconoscere. Ma nello stesso tempo dobbiamo anche riconoscere umilmente che gli scienziati sono stati tra i più accaniti oppositori alla fede e alla religione. Secondo me, la missione del futuro non potrà non entrare in dialogo con la scienza che ora costituisce il cuore di tutto il sapere umano.
Un altro insieme di fenomeni concerne la sessualità, il matrimonio, il femminismo e la vita: mi sembra veramente inquietante il fatto che la maggioranza degli stessi cattolici non obbediscano più al magistero morale ufficiale della Chiesa. E' mia opinione che non possiamo fare a meno di pensare che qualcosa non funzioni nel nostro modo di fare missione!

Secondo te questi fenomeni sono errori, deviazioni o qualcosa d’altro?
Le mie analisi non cercano di valutare i fenomeni. Per me la missione non è costituita solamente dalla trasmissione dell’identità cristiana; ovviamente questo è un binario essenziale. Ma ce n’è un secondo sul quale non riflettiamo abbastanza, e sono i segni dei tempi. La missione viaggia su due binari: quello che noi portiamo, il nostro messaggio, la nostra testimonianza e che chiamiamo “evangelizzazione”, e il mondo al quale siamo mandati, con le sue caratteristiche positive o negative, con le sue speranze ed i suoi problemi, con le sue ansie e i suoi interrogativi. Non è possibile annunciare il vangelo senza conoscere i segni dei tempi; questo già il Concilio Vaticano II ce l’ha chiaramente insegnato.

Quali sono i segni dei tempi che tu studi nel libro?
Oltre alla scienza ed ai fenomeni legati alla sessualità e alla vita già menzionati, analizzo i nuovi fenomeni religiosi (le sètte ed il new age), l’emergere delle culture e della mondializzazione, le grandi città e le comunicazioni, la povertà e lo sviluppo, l’economia e il neo-liberalismo, l’ecologia e la democrazia. Certamente queste sfide interrogano il nostro modo di fare missione.

Qual è la parte più innovativa del libro?
E' la terza parte dove cerco di indicare come vedo la missione del futuro e che presento con molta prudenza. È facile fare la lista dei fenomeni nuovi e cominciare a descriverli e interpretarli; questo lo fa molto bene, per esempio, la lettera Novo Millennio Ineunte di Giovanni Paolo II. Però è molto più difficile articolare queste riflessioni in una nuova visione della missione. Umilmente presento dei suggerimenti suscettibili di commenti, critiche e integrazioni.

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