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L'ANIMATORE MISSIONARIO Secondo P. Gheddo, nella sua opera di animazione missionaria «Padre Manna era mosso da un grande spirito di fede in Cristo salvatore di tutti»; la ‘propaganda missionaria’ per lui era “un atto di fede e di apostolato”. Manna scrive: «La nostra propaganda sia seria, santa, com’è serio e santo l’apostolato delle anime». La collaborazione missionaria che Padre Manna chiedeva era anzitutto spirituale. Scrive nel suo primo articolo come direttore di “Le Missioni Cattoliche”: «non tutti possono sempre mandare soccorsi di elemosine, tutti però possono pregare e tutti ne hanno il dovere». Si proponeva di indicare, mese per mese, intenzioni particolari di preghiera per le missioni. Gli aiuti finanziari sono utili, ma «non si deve dare troppo valore al denaro come mezzo di apostolato». Per tanti istituti e loro pubblicazioni, «parlare di missioni è quasi come parlare di denaro», ma ciò è sbagliato. Lo scopo di tutta l’animazione missionaria era: “tutti missionari”. Padre Manna intendeva promuovere la causa missionaria tra i sacerdoti (e fonda l’Unione Missionaria del Clero) e, tramite loro, tra tutti i battezzati, in modo che la Chiesa fosse in missione per tutto il mondo. Sovente diceva: «Oh! Se tutti i sacerdoti d’Italia e del mondo prendessero veramente a cuore la conversione degli infedeli e facessero di tutto per promuoverla, quanto più presto vedrebbe “omnis caro salutare Dei”!». Per promuovere la cooperazione missionaria dei battezzati, Padre Manna usa tutti i mezzi più moderni a sua disposizione, specie la stampa. Inizia “l’Editrice Missioni Estere”, la prima in Italia; scrive cinque libri, tutti profetici e di spirito moderno (Operarii Autem Pauci, Osservazioni sul metodo missionario di evangelizzazione, I fratelli separati e noi, Virtù apostoliche, Le nostre Chiese e la propagazione del vangelo); è direttore del settimanale “Le Missioni Cattoliche”; inizia la rivista “Propaganda Missionaria e Italia Missionaria”, fonda “l’Unione Missionaria del Clero” e la “Rivista di Studi Missionari”, pubblica opuscoli di grande successo popolare, invia lettere e circolari ai vescovi italiani, lancia numerose iniziative di cooperazione missionaria come salvadanai, adozioni, borse di studio, foglietti di preghiere, opuscoli, cartoline missionarie, ecc. Le lodi di Papi e di scrittori costituiscono il commento più bello alla straordinaria attività di animazione missionaria del Manna. Pio XII scrive: «perché… attraverso molteplici vie, con l’apostolato della parola e della penna, come autore di opuscoli che diffusero verso le missioni accesi entusiasmi sotto tutti i cieli, come fondatore e direttore d’indovinati periodici missionari… tu hai ben meritato [il plauso] della Chiesa contribuendo efficacemente a formare… una più illuminata coscienza missionaria». Paolo VI lo ha definito «uno dei più efficaci promotori dell’universalismo missionario del secolo XX». E Giovanni Paolo II lo ha chiamato «il Cristoforo Colombo della cooperazione missionaria».
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