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Ritorno alla Casa del Padre Nel mese di aprile, dalla casa del “Padre Fondatore” ben quattro confratelli salgono alla Casa del Padre celeste. P. Domenico Feyles muore il 6 aprile e viene tumulato il giorno seguente; p. Ersilio d’Errico muore il 10 aprile e viene sepolto il 12; fr. Mario Chialvo muore il 12 aprile e viene tumulato il 14; p. Alberto Agostini ci lascia il 25 aprile e viene riposto il 28. Tutti e quattro i confratelli riposano nel cimitero di Alpignano. Formazione permanente Ritiri mensili – Si tengono il 4 marzo e il 3 aprile. Sono diretti da p. Giovanni Dutto e pongono al centro della riflessione il sacrificio eucaristico sia nella celebrazione del mattino, sia nella lectio divina del pomeriggio. Si concludono con l’adorazione eucaristica. Lettura spirituale – Ha come oggetto la lettera sulla povertà, presentata da p. Antonio Merigo, superiore della comunità. Il 22 aprile ascoltiamo un’irruente presentazione di p. Antonio Rovelli sull’animazione missionaria in Italia. Liturgia – S. Giuseppe assorbe tutta la nostra devozione ed è ben logico data l’origine di questa casa a lui inizialmente dedicata. Il 19 marzo, anche se feriale, ha per noi il tono di solennità: l’eucaristia è presieduta da p. Franco Gioda, superiore regionale, che ci rivolge una calorosa esortazione. P. Giuseppe Villa, dato il suo nome, celebra presso la comunità dei postulanti. Ed entrambe le comunità, riunite nella casa Beato G. Allamano, il primo maggio celebreranno S. Giuseppe artigiano e la festa dei fratelli. Preghiera - Abbiamo ricevuto con piacere l’invito del Centro Vocazionale del Kenya di pregare per le vocazioni di quella regione; una motivazione in più per valorizzare la nostra giornata vocazionale del giovedì. Con piacere abbiamo anche accolto l’invito dei Superiori di accompagnare con la nostra preghiera la visita canonica alla Regione Italia. Bollettino sanitario Ripetuti interventi agli occhi, tramite raggio laser, presso l’ospedale Koelliker, si ripromettono di ridare una vista perfetta, così preziosa nel suo servizio, a p. Antonio Merigo, che potrà dire: “nulla sfugge al mio obiettivo”. Anche p. Michele Merlone subisce un intervento oculistico per la cataratta. Vivo è il ringraziamento della comunità per il diuturno e premuroso servizio di assistenza di p. Genta, fr. Maurizio e sr. Tiburzia e vivo è anche il nostro ringraziamento per tutti i confratelli e tutte le consorelle che facilitano il nostro “bene essere” in questa beata casa. Lavori in corso P. Merigo partecipa ai lavori di progettazione della futura casa e ne dà relazione alla comunità. P. Giulio Cesare presta servizio all’Ufficio della Consolata, di cui cura la ristrutturazione, mentre continua il servizio di confessore presso il Santuario della Consolata e del Fondatore. P. Giuseppe Villa
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