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L'ESEMPIO DI OSCAR PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Antonello Rossi   

Agli amici dell’ospedale di Neisu:

Sabato, 26 aprile 2003, abbiamo accolto a Neisu il nostro nuovo vescovo, mons. Julien. Dopo la visita alle scuole e la celebrazione della Messa, si è recato all’ospedale. Preghiera sulla tomba di p. Oscar, visita agli ammalati, inaugurazione della nuova maternità e del centro nutrizionale, discorso ufficiale tenuto dal dottor Norbert, direttore dell’ospedale.

Vescovo, autorità, infermieri, ammalati, moltissima gente, tutti attenti a captare le parole del dottore, cosa non facile per molti, poiché il discorso era in francese. Seduto tra gli invitati d’onore ascoltavo la storia dell’ospedale e non potevo trattenere qualche lacrima di commozione.

La tomba di Oscar era davanti a me, subito dietro la cappellina. Riandavo col pensiero al primitivo dispensario in fango e paglia e alle prime operazioni chirurgiche eseguite nella vecchia chiesa.

Ora contemplavo un grande ospedale di 140 letti, 3 medici e più di 30 infermieri. Sovente l’oratore parla di benefattori e di organismi che hanno permesso la realizzazione di questa meraviglia nata in piena foresta, e allora ho pensato a voi, cari amici di p. Oscar e di Neisu.

Il vostro lavoro, il vostro sacrificio, la vostra generosità hanno portato in questa parte del mondo tanta felicità e vita. Sono passati quattro anni dalla morte di Oscar, allora ci interrogavamo se l’opera da lui iniziata sarebbe andata avanti oppure sarebbe stata inghiottita dalla foresta, come è stata la sorte di tante piantagioni di caffé e di altre strutture di epoca coloniale.

La vostra amicizia ha permesso che l’ideale evangelico di Oscar: “dare la vita” potesse continuare. Oscar è stato il seme che, “morto”, ha prodotto un grande frutto. Dobbiamo tutti riconoscere, a quattro anni di distanza, che quello che Oscar aveva iniziato era opera di Dio e obbedienza al vangelo che ordina: “curate gli ammalati”.

Le opere di Dio, le parole di Gesù sopravvivono al passare degli uomini. Sentite in questo giorno di ricordi, il “grazie” di tante persone che voi non conoscete, ma che io ho davanti agli occhi: sono papà, mamme, figli, giovani, anziani, bambini,... tutti vi dicono grazie.

L’esempio di Oscar aiuti tutti noi a vincere l’egoismo vivendo nell’amore fraterno.

P. Antonello Rossi

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