Home Da Casa Madre arrow 2003 arrow Giugno 2003 arrow 16 GIUGNO 2003 - SACRAMENTINI E CONSOLATINI
16 GIUGNO 2003 - SACRAMENTINI E CONSOLATINI PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Francesco Pavese   

Ai primi membri della Consolatina, il 28 luglio 1901, l’Allamano scriveva: «Il S. Tabernacolo è il centro della casa, ed ogni punto deve tendere come raggio colà. Quante grazie deriveranno su di voi e sui venturi missionari! Egli stesso, Gesù nostro padrone, si formerà i suoi apostoli» (Lett., III, 105). Nel nostro Istituto, come si vede, l’Eucaristia, è stata proposta dal Fondatore fin dal primo anno, sia come sorgente di formazione, che come caratteristica della nostra identità.

 

Suggerisco l’Eucaristia quale tema per il lunedì 16 giugno, giorno del Fondatore. In questi giorni, le nostre comunità celebrano la novena in preparazione alla festa della Consolata, che occorrerà durante la settimana, venerdì 20 giugno. Sotto l’ispirazione di Maria, sarà l’Allamano ad accompagnarci in questi giorni, verso la prossima domenica, solennità del Corpus Domini.

 

Valorizzando soprattutto espressioni del Fondatore, propongo uno schema di meditazione per oggi. Volendo, può essere suddiviso e offrire spunti di riflessione, per ogni giorno della settimana, fino a sabato, di modo che sia una settimana eucaristica e mariana.

 

1. Partire dalla S. Messa. La pietà eucaristica, che l’Allamano propone, ha come punto di partenza la Messa celebrata e partecipata con viva fede. Secondo lui, la Messa è «la prima delle devozioni […], la più eccellente e potente orazione» (Conf. IMC, II, 413-414). La Messa, «è lo stesso sacrificio della Croce, (perché è Gesù) che si offre, che domanda perdono, che ringrazia, che impetra grazie» (Conf. MC, I, 220). Alla Messa si deve partecipare «con fede viva, carità ardente, proprio come se si fosse là sul Calvario […], poiché non è la rappresentazione, ma la rinnovazione reale» (Conf. MC, I, 224).

L’Allamano insegna ad offrire se stessi al Padre, assieme alla Vittima divina: «Tante volte vi dico di essere olocausti perché vi diate (totalmente) al Signore… Siate olocausti (con forza)!» (Conf. MC, I, 220). Richiamandosi alla profezia di Malachia 1,11, il Fondatore suggerisce pure di aprire il cuore agli spazi dell’universalità, partecipando a tutte le Messe: «Certo che […] abbiamo tante cose da fare, ma possiamo sentire tutte le Messe spiritualmente poiché ad ogni istante se ne celebrano» (Conf. MC, I, 221).

 

2. La s. comunione: cibo e forza dello spirito. Seguendo la mentalità corrente, l’Allamano insiste sulla libertà nell’accostarsi alla comunione sacramentale durante la Messa. Per questo si trovano in lui moltissime esortazioni a supplire con le “comunioni spirituali”. Mi piace, tuttavia, riportare una frase, di per sé molto semplice, ma che esprime bene il suo spirito: «Giunti alla comunione si fa reale o spirituale. Messe se ne possono dire tante, ma comunioni sacramentali se ne può fare una sola, eppure si mangia mica una volta sola! …Pazienza» (Conf. MC, I, 224).

Dopo aver ricordato che S. Luigi faceva la comunione una volta la settimana, aggiunge: «Per me vorrei che la faceste anche di più: se il Papa mi mandasse una facoltà speciale di lasciarvi fare la comunione due volte al giorno!» (Conf. IMC, II, 608). Non dimentichiamo la celebre espressione del 13 giugno 1909: «Se ci svegliamo di notte, ed al mattino appena alzati, immaginarci che il Signore ci dica, come già a Zaccheo: ‘Festinans descende, quia hodie in domo tua oportet me manere’ (discendi presto, perché oggi devo rimanere a casa tua)» (Conf. IMC, I, 297).

 

3. Presenza reale, visite, amicizia. Sappiamo quanto la presenza reale nel tabernacolo fosse per l’Allamano una realtà di capitale importanza. Chi non ricorda la sua gioia nel vedere moltiplicarsi i tabernacoli? (cf. Conf. IMC, I, 129, 284; Conf. MC, III, 418; ecc). In missione, i tabernacoli sono «focolari di amore per noi e di misericordia per gli infedeli» (Conf. IMC, I, 293). Desidera che, di fronte al tabernacolo, la nostra fede sia viva: «Vorrei che i vostri occhi fossero così fissi, così penetranti, che vedessero Gesù là dentro…» (Conf. IMC, I, 191). E cerca di trasmetterci la propria sensibilità: «Uno sguardo al tabernacolo, far bene la genuflessione […], coll’occhio verso il tabernacolo…vi dico quello che sento…» (Conf. IMC, III, 595). «La visita (al SS. Sacramento) deve essere un piacere… dovreste stare come con un amico, poi stare bene con fede, con amore» (Conf. IMC, II, 34). «Partendo dalla chiesa, riterrete qui il vostro pensiero per cui stando in qualsiasi angolo della casa, ed in ogni occupazione, penserete a Gesù che abita tra voi e solo per voi» (Conf. IMC, I, 472).

 

4. I tre amori del missionario. «La S. Messa, la comunione e la visita […] devono essere i nostri tre amori» (Conf. IMC, II, 609). Quale semplicità e quanta profondità in questa sintesi! Questo è l’ideale del Fondatore per i suoi figli e figlie sempre, ma specialmente in missione: «Siate dunque tanto divoti di Gesù Sacramentato… che avuto questo avete tutto… lo vedrete poi in Africa» (Conf. IMC, I, 284). «In Africa specialmente voglio che Gesù Sacramentato sia il vostro consigliere, quel che vi dà conforto ed aiuto… quando ci fosse qualche miseria… anche qualche peccato […] ricorrete al SS. Sacramento» (Conf. IMC, I, 284). «In Africa dovrete avere questa devozione proprio incarnata» (Conf. IMC, III, 595).

 

5. Sul Calvario con Maria. Prima di consolarci e di essere consolata, la Madonna ci insegna come offrire noi stessi al Padre, assieme alla Vittima divina. Abbiamo già visto come il Fondatore, volendo insegnare a partecipare alla Messa, suggerisce di immaginare di essere sul Calvario. Talvolta arricchisce questo suggerimento, facendo notare che sul Calvario, ai piedi della croce, c’era anche Maria: «Dobbiamo figurarci di assistere al Calvario con la Madonna e S. Giovanni» (Conf. MC, I, 220). Con il Fondatore, quest’anno possiamo vivere la festa della Consolata, in clima eucaristico. Il nostro pensiero va spontaneamente a quel coretto del Santuario, dove lui sostava a lungo e con un solo sguardo contemplava il tabernacolo e il quadro della Consolata! Gli è stato spontaneo desiderare anche per noi la stessa esperienza: «Voi dovete essere sacramentini, non solo consolatini» (Conf. IMC, II, 606).

 

6. Sacramentini al cento per cento. Ecco la sintesi del pensiero dell’Allamano in due testimonianze, quasi identiche, del p. Lorenzo Sales: «Quanto egli abbia detto e fatto per trasfondere in noi questa ‘passione eucaristica’, come ci volesse ‘sacramentini al cento per cento’ tutto questo l’ho detto nella vita». «Con quale frequenza e con quale ardore egli abbia cercato di trasfondere in noi la sua passione eucaristica, e che Gesù in Sacramento fosse il sole radioso, il centro della nostra casa […], l’ho dichiarato e documentato nella biografia. Diceva e ridiceva che ci voleva ‘Sacramentini’ al cento per cento. Ed egli ce ne diede un mirabile esempio» (cf. Documentazione IMC, N. 2, 1980, p. 44).

 

La conclusione di tutto lasciamo che ce la ripeta il Fondatore stesso, con parole che conosciamo a memoria: «Voglio che questa sia la divozione dell’Istituto… dev’essere di tutti… dei sacerdoti… ma voglio che sia nostra in modo speciale… voglio che siate tanti sacramentini» (Conf. IMC, I, 284).

P. Francesco Pavese

Postulatore Generale

Archivio
2006
2005
2004
2003
2002
Mambo è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.
Versione italiana localizzata da SupportoMambo basata sul progetto MamLang modificato da Giorgio Nordo per www.equal.it