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Scritto da Giovanni Tebaldi
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Nella lettera sull’obbedienza scritta per i missionari del Kenya nel dicembre 1906, egli (l’Allamano) non fa mistero del disagio che prova l’individuo che si offre in olocausto a Dio e a chi lo rappresenta. Le motivazioni che giustificano e avvalorano questa spogliazione possono derivare dalla consapevolezza che nella vita vale soltanto ciò che porta il marchio di Dio, e l’uomo non è che la sua immagine riflessa. Non si può tuttavia dimenticare che questa somiglianza scaturisce da una condizione di libera volontà e libera intelligenza, e che il loro sacrificio varca i confini della persona. Questa è la ragione per cui, nell’insegnamento dell’Allamano, l’obbedienza non è un esercizio imposto, ma una libera disposizione dello spirito. Giovanni Tebaldi La mia vita per la missione, pagg. 238-239.
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