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Il 26 maggio si conclude, con un’assemblea generale, la Visita Canonica alla Regione Italia, per quanto concerne le comunità di Casa Madre, Alpignano, Fossano, Certosa, Olbia e Cavi di Lavagna. Altre due assemblee generali, il 27 e il 28 maggio, concluderanno la Visita a Bedizzole per le comunità della Lombardia e Veneto, e a Roma per quelli del centro e sud Italia. In Casa Madre sono giunti i rappresentanti di tutte le Comunità. Padre Francesco Peyron guida l’assemblea ad un breve momento di preghiera. Padre Franco Gioda, superiore regionale, ringrazia i visitatori, il Padre Generale, p. Antonio Bellagamba, vice superiore generale e p. Giano Benedetti, consigliere, auspicando che la loro relazione sia di stimolo alla Regione per crescere nella giusta direzione. «Ho l’impressione - dice p. Gioda - che i molti problemi della Regione, incontrati visitando le comunità, non siano superiori alla buona volontà che abbiamo trovato nei singoli missionari; possa questa buona volontà amalgamare in un solo sforzo le comunità della Regione e farci superare le difficoltà presenti». Il Padre Generale, dopo un breve saluto, dà inizio alla lettura della relazione, che si compone di 13 cartelle ed è suddivisa in quattro parti. Padre Giano ne ha preparato un sunto in due cartelle che viene distribuito a tutti i partecipanti. La relazione tocca tutte le “sindromi” della Regione, senza soffermarsi sui problemi propri delle singole comunità, affrontati nella relazione debitamente rilasciata a ciascuna di esse. A prima vista appare evidente che il personale nella Regione è diminuito in numero ed è invecchiato negli anni, mentre le attività sono addirittura aumentate. Questo comporta il coraggio di guardare in faccia la realtà e passare ad un ridimensionamento (potatura) delle comunità e delle attività. Al termine della lettura delle singole parti è concesso un tempo per domande, chiarificazioni, proposte… I presenti sono chiamati ad esprimere il loro parere sulla proposta di passare il seminario internazionale di Bravetta sotto la responsabilità della Regione. In linea di massima il parere è favorevole. L’assemblea è molto incerta sulla questione delle parrocchie che, ultimamente, sono passate da due a cinque. Ed è incerta anche su un metodo di AMV valido per tutte le diverse comunità della Regione. Il Padre Generale, basandosi sulla sua lunga esperienza, invita tutti ad aver fiducia, pur ammettendo che sussistono problemi di non facile e pronta soluzione. Vede bene il progresso compiuto dai Laici Missionari della consolata che, assumendo come loro regola lo Statuto preparato in collaborazione con la Direzione Generale, si sono incamminati su una strada di unità regionale che in futuro porterà ad un’unità europea. Metodi nuovi di AMV vanno tentati. Tuttavia viene evidenziata l’urgenza di animare proponendo direttamente la vocazione missionaria. La Regione ha proposto questo cammino insistendo sui tre momenti chiamati “punto luce”, che si dovrebbero concludere con la proposta chiara, fatta al giovane, della vocazione ad vitam, ad gentes e come Missionari della Consolata. L’incontro si conclude alle 17, con la concelebrazione eucaristica. «Siamo nella chiesa dedicata al beato Fondatore, la cui presenza si sente viva e toccante - introduce p. Gioda -, il suo carisma deve guidarci nell’attuare le direttive che la Visita Canonica traccia per noi». Il Padre Generale, nella sua toccante omelia, ci invita a prendere coscienza che la potatura, pur dolorosa, ha lo scopo di far produrre più frutti. San Filippo Neri, di cui celebriamo la memoria, ci guidi con il suo entusiasmo, la sua carità rispettosa e il suo umorismo confidente.
P. Antonio Giordano
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