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Il 24 aprile, alle otto del mattino, accogliamo con gioia p. Piero Trabucco, Padre Generale, accompagnato da p. Giano Benedetti, consigliere e da p. Franco Gioda, superiore regionale. È la visita canonica a Milaico e non manca un po’ di trepidazione. A stemperare la tensione ci pensa Red, il nostro cane, che si avvicina scodinzolando festoso accaparrandosi le carezze dei nuovi venuti. Per la par condicio, più tardi ce ne saranno anche per la gattina. Subito una breve visita alla cappellina, inaugurata lo scorso anno e decorata con gusto da p. Giulio Cesare: la semplicità dell’arredamento la rende ancor più “missionaria”. Mentre si attende un buon caffè del “commercio equo e solidale”, p. Angelo fa conoscere la casa agli ospiti. Quindi si entra nella sala raduni e, riscaldati dal fuoco del caminetto, inizia l’incontro “ufficiale”. Padre Gioda, inizia con una preghiera che ci fa sentire uniti ed in sintonia. Prosegue poi p. Trabucco con una breve riflessione di introduzione. Padre Angelo, quindi, presenta Milaico nella sua essenza: un po’ di storia, la vita comunitaria, la comunione di vita tra consacrati e laici, il consolidarsi della nostra presenza sul territorio con buone prospettive, ecc… Si tratta di un intervento molto sintetico in quanto già dal giorno prima (durante la visita canonica alla casa di Vittorio Veneto) era stato consegnato ai visitatori un “dossier” in cui ciascuno di noi presentava il proprio settore di AMV e le motivazioni del proprio impegno. Tocca, quindi, alla sottoscritta presentare l’animazione missionaria di Milaico. Devo ammettere che il cuore mi batteva forte, ma piano piano lo sguardo rassicurante di p. Trabucco, che sedeva davanti a me, mi ha infuso coraggio e tranquillità. Continua, poi, Paolo Deriu che racconta il perché, dopo tre anni di Mozambico, ha deciso di continuare ad impegnarsi nel campo dell’animazione, lavoro che da gennaio sta portando avanti nelle scuole; spiega poi il ponte di solidarietà stabilito tra Milaico e le missioni del Mozambico e del Brasile; e tocca ancora a lui parlare dell’economia della casa. Infine Giancarlo Pego-raro spiega, con semplicità e convinzione, le motivazioni per cui, a maggio, sarebbe ripartito per lavorare altri tre anni in Mozambico, ancora con i Missionari della Consolata. Terminate le relazioni, prendiamo una boccata d’aria nei prati attorno alla casa e quindi concludiamo l’incontro con l’eucaristia, dove p. Trabucco ci offre alcune riflessioni. Il pranzo è un momento conviviale molto bello e divertente: p. Gioda ricorda i tempi passati a Biadene, p. Giano fa battutine frizzanti su certe porzioni di lasagna e p. Trabucco ricorda certi aneddoti. Nel primo pomeriggio le foto ricordo e quindi baci ed abbracci e la partenza dei visitatori per Rovereto, eccetto p. Giano che il giorno seguente sarebbe partito per Torino assieme e p. Angelo e Paolo. Più tardi abbiamo avuto la visita di tre signore della zona, due delle quali hanno 87 e 93 anni. Padre Giano si è unito amichevolmente a noi e per me è stato un momento commovente perché abbiamo vissuto concretamente quello “spirito di famiglia” che ci caratterizza e che mi aveva colpito quando ho conosciuto per la prima volta i Missionari della Consolata. Concludendo, vorrei dire che è stata una bellissima giornata, passata in serenità e condivisione. In particolare voglio ringraziare di cuore i padri che ci hanno visitato per la loro semplicità e disponibilità nell’ascolto. Questo atteggiamento fraterno ci aiuta a lavorare ancor di più per la missione con quell’unità d’intenti che tanto il nostro Fondatore desiderava. Chiedo a tutti i missionari di pregare per Milaico, per quanti viviamo in questa comunità e soprattutto per coloro che stanno facendo un cammino di discernimento in vista di dare la propria vita per la missione con la famiglia della Consolata.
Lucia
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