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Da diversi anni si sente parlare, con tono preoccupato, di calo delle vocazioni nella Chiesa. Ma è proprio così? Forse no! È vero che le vocazioni “religiose” stanno calando ma, in compenso, crescono le vocazioni “laicali”. Giovani e adulti, persone con una famiglia e un lavoro, che si sentono chiamati dal Signore a servire la Chiesa con un impegno speciale. Tra gli ambiti nei quali i laici sono chiamati a dare il loro contributo, la missione occupa un posto particolare: in tutti i principali istituti missionari italiani esistono gruppi di laici missionari. Negli ultimi anni, anche nell’Istituto Missioni Consolata sono nate esperienze di laicato missionario. Ci sono gruppi in Italia, Spagna e Portogallo. In Italia le due comunità principali sono a Bevera, in Brianza e a Nervesa, in Veneto. Ma si stanno formando nuovi gruppi in altre case del Nord (Torino e Vittorio Veneto) e del Sud (Martina Franca). Dal 25 al 27 aprile scorso i rappresentanti di tutti i gruppi italiani si sono incontrati e confrontati fra loro in un convegno tenutosi in Casa Madre a Torino. Il primo giorno è stato dedicato alla conoscenza reciproca, allo scambio di esperienze e al racconto di come i vari gruppi sono nati e si sono organizzati. Nella mattinata del secondo giorno abbiamo ascoltato la testimonianza di chi ha già lavorato in missione come laico; in tutto sette persone, fra le quali anche una coppia, che hanno lavorato in Ecuador, Mozambico, Giappone e Brasile. Nel pomeriggio dello stesso giorno c’è poi stata la presentazione ufficiale, da parte di p. Francisco Lerma, dello Statuto del Laico Missionario della Consolata. Si tratta di un documento, redatto congiuntamente dai laici e dall’Istituto per dare una identità chiara al movimento laicale e per stabilire quali debbano essere i rapporti tra religiosi e laici. Da questo documento emerge che il movimento dei Laici Missionari della Consolata si fonda su due pilastri fondamentali: la “partenza”, per annunciare il vangelo ai non-cristiani e consolare chi soffre e il “progetto comunitario di vita”, ovvero una serie di scelte: impegno spirituale, formazione, aiuto fraterno, sobrietà di vita…, che i laici si impegnano a vivere all’interno dei propri gruppi. Il terzo ed ultimo giorno ha portato ad una sintesi delle giornate precedenti: si è deciso di formare un Coordinamento Nazionale nel quale si incontrino regolarmente i rappresentanti di tutti i gruppi. Il Coordinamento sarà uno spazio per comunicare gli uni agli altri iniziative, proposte, difficoltà e per organizzare, in collaborazione con i Missionari della Consolata, il Convegno Europeo che si terrà a Torino nell’estate del 2004. Il Gruppo Laici di Bevera è formato da una ventina di persone, in gran parte giovani famiglie con bimbi piccoli. Abbiamo iniziato ad incontrarci nel 1998. Quattro di noi hanno lavorato nelle missioni per periodi che vanno da un anno e mezzo a tre anni. Seguiamo in modo particolare una missione che sorge nella favela di Guayaquil, in Ecuador, nella quale hanno operato tre delle quattro persone partite. Sosteniamo, attraverso un programma di adozioni a distanza, una scuola elementare costruita dai pp. Felice Prinelli e Tiziano Viscardi che operano nella baraccopoli. Abbiamo fondato un’associazione Onlus per la raccolta di fondi con cui finanziare progetti in missione e coprire le spese dei laici che partono. Ci incontriamo regolarmente per momenti di preghiera e di formazione, per riunioni organizzative e per varie attività, ma soprattutto perché ci sentiamo comunità cristiana e vogliamo condividere con gli altri l’interesse e l’amore per la missione.
Fabio Limonta
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