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La Prelazia di Itacoatiara fu eretta il 15 luglio 1963 dallo smembramento dell’archidiocesi di Manaus e consegnata alla responsabilità della Società Missionaria degli Scarbori (dal nome del fondatore “Scarboro”) del Canada. Il suo primo vescovo fu mons. Francesco Paolo (1967-1972). A lui successe mons. Jorge, prima come amministratore apostolico e poi come titolare, fino al 1988. Alla sua morte la Società degli Scarbori ha rinunciato alla responsabilità della Prelazia per mancanza di clero. Ad un certo punto, in essa rimasero appena tre sacerdoti per dare assistenza religiosa alle sue 245 comunità, delle quali 19 in città e le altre disperse nell’immensa estensione del suo territorio. Una regione di “terra e acqua” nel senso che nel periodo delle piene del fiume alcune isole vengono completamente sommerse dalle acque per cui si arriva alle palafitte solo con la barca, mentre durante la stagione secca, è necessario percorrere vari chilometri a piedi per raggiungere le stesse case. Nel periodo delle piene il Rio delle Amazzoni raggiunge una larghezza quasi uguale al canale di Otranto. La storia Le fonti storiche rivelano che queste terre furono abitate da diverse tribù indigene delle quali oggi rimane solo il popolo “Mura”, un gruppo che vive ai margini del fiume Urubù. I principali evangelizzatori della regione furono i Carmelitani che giunsero nel 1626; i Mercedari (1639-1640) e infine i Gesuiti (1653). Il 27 aprile 1892 fu creata la diocesi di Manaus, che comprendeva tutta l’Amaz-zonia Brasiliana. Con il passare degli anni questa vastissima diocesi fu smembrata in diverse prelazie tra le quali Rio Branco (Roraima) e Itacoatiara. Verso la fine del secolo scorso contribuirono all’evangelizzazione della regione anche due istituti religiosi latinoamericani: i Missionari di Guadalupe del Messico e i Missionari Xaveriani di Yarumal della Colombia. In seguito si aggiunsero anche alcuni sacerdoti diocesani spagnoli. Durante l’amministrazione degli Scabori (1973-1984) la Prelazia fece gemellaggio con l’archidiocesi di São Paulo che inviò alcuni sacerdoti, laici e religiose. Il 19 marzo del 2000 fu affidata alle cure di mons. Carillo Gritti, Missionario della Consolata. In questi tre anni mons. Carillo ha ordinato due sacerdoti locali e ha dato un grande impulso al seminario diocesano che ora conta 18 seminaristi: sette liceali, tre del propedeutico e otto in filosofia. Oggi la Prelazia può contare sulla presenza di 16 sacerdoti tra diocesani, fidei donum e religiosi, a cui si aggiunge la presenza di sei Istituti di religiose. Situazione geografica e demografica La Prelazia si estende su una superficie di 58.422 km2 e ha una popolazione di 155 mila abitanti (2,65 per km2), la maggioranza disseminati in primo luogo nelle isole e poi lungo le rive del Rio delle Amazzoni e dei suoi affluenti. Le difficoltà di accesso e le enormi distanze impediscono di dare loro una adeguata assistenza religiosa. Nella città di Itacoatiara (90 mila abitanti), sede della Prelazia, si nota una grande differenza di formazione religiosa tra gli abitanti del centro storico e quelli della periferia: i primi conservano una certa tradizione religiosa mentre i secondi, venuti dalla diaspora, non avendo mai usufruito della presenza del sacerdote, sono come una tabula rasa. Con l’arrivo del sottoscritto (17/1/2003) è stata creata l’Area Missionaria Nossa Senhora Aparecida di cui sono il responsabile. Nel celebrare le prime messe mi sarei scoraggiato se non avessi avuto 40 anni di vita missionaria sulle spalle che mi impermealizzano alle sorprese della missione: le vie dei quartieri pullulano di gente, soprattutto di bambini, eppure pochissima è la partecipazione alle celebrazioni liturgiche e al catechismo. Anche le strutture fisiche della chiesa sono ridotte al minimo: una cappella e una sala. È già in progetto un asilo infantile. La maggioranza delle famiglie sono mal strutturate. Vi domina la povertà. Le sétte, protestanti e non, che nascono come funghi e si moltiplicano come la gramigna, contribuiscono alla confusione e al disorientamento della gente. L’area pastorale Nossa Senhora Aparecida comprende quattro quartieri e poi si protende per una strada lunga nove km; è una zona in piena espansione, anche demografica dato che, dalla parte opposta, la città è chiusa dal fiume. In uno dei quattro quartieri vi è una cappella di legno capace di accogliere una sessantina di persone. Quando fa bello si celebra all’aperto e quando piove ci si raccoglie all’interno cercando di scansare i goccioloni che cadono dal tetto. Mi sento felice di collaborare con questa Chiesa in una missione pienamente ad gentes, secondo lo spirito del nostro Istituto P. Luigi Palumbo
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