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PARROCCHIA DI PLATÌ PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Enrico Redaelli   

I Missionari della Consolata sono arrivati a Platì nell’ottobre del 2001, dopo la decisione della Conferenza Regionale di aprire una casa nel sud Italia, in una diocesi in cui mancasse la presenza di istituti missionari e in situazioni disagiate.

Subito si è pensato alla Calabria e, dopo aver visitato due diocesi, la scelta è caduta su Locri-Gerace in provincia di Reggio Calabria. Conosciuto il nostro progetto, il vescovo, mons. Giancarlo Bregantini - un trentino con lunga esperienza del sud -, ci fece delle proposte e la scelta cadde sulla parrocchia di Platì.

Il paese si trova nella zona interna della Locride, sull’Aspromonte, a 15 km dal mare. Si estende sui pendii che portano all’altipiano dello Zomaro. Vi abitano circa 4.500 persone. Le sue caratteristiche sono quelle tipiche di questa zona: paese povero, non c’è lavoro, i giovani emigrano al nord, c’è una mentalità malavitosa diffusa, poco senso civico e un rapporto conflittuale con lo Stato, il quale in passato ha brillato per la sua assenza.

Padre Emanuele Maggioni (che, da pocotempo, ha sostituito p. Luigi Manco) e il sottoscritto, tutti e due con una lunga esperienza missionaria alle spalle, ci siamo inseriti in questo contesto, vivendo in un appartamento preso in affitto. Abbiamo trovato diverse situazioni precarie: la chiesa parrocchiale in forte degrado, i lavori di restauro della casa canonica fermi, la chiesetta della Madonna del S. Rosario, al centro del paese, in stato pericolante, l’asilo parrocchiale con il tetto da rifare e soprattutto la mancanza di spazi per fare un oratorio.

Al nostro arrivo il vescovo ci ha pregato di interessarci di altri due paesetti: Natile Vecchio e Natile Nuovo. Il primo è quanto rimane del paese distrutto dall’alluvione del 1951. Le sue case sono arroccate su un pendio molto scosceso ed è abitato da circa 500 persone. Natile Nuovo, conta circa 1200 abitanti, è sorto dopo l’alluvione. In ambedue i paesi manca quasi completamente la presenza del sacerdote, dato che il parroco ottantenne, è infermo da diversi anni. Così, fin dall’inizio abbiamo espletato il nostro ministero in tre parrocchie. Qui la scarsità del clero è endemica.

In questa situazione abbiamo fatto la scelta pastorale dei giovani, degli ammalati, della formazione dei catechisti e del coro. Hanno risposto bene gli adolescenti e le giovani; la presenza femminile è marcata, quella maschile molto scarsa; qui, per tradizione, gli uomini frequentano poco la chiesa, eccetto che nei funerali, trigesime e anniversari.

L’estate-ragazzi, organizzata da p. Luigi Manco, ha avuto una buona partecipazione ed è stata vissuta con entusiasmo sia dai ragazzi che dagli animatori. Questi ultimi hanno fatto un buon lavoro e si sono impegnati a continuare nell’animazione dei più piccoli. È stato prezioso l’aiuto avuto da due nostri seminaristi, Valerio e Denis, che ci hanno facilitato l’incontro con i ragazzi.

Subito dopo l’estate-ragazzi, abbiamo avuto un gruppo di scout di Martina Franca, che ha dato vita a delle serate ricreative per adolescenti e giovani nelle piazzette del paese e ha tinteggiato le porte della chiesa matrice. In futuro, speriamo di poter ospitare altri gruppi: dalla loro collaborazione non possono che venire buoni frutti per la nostra chiesa.

P. Enrico Redaelli

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