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16 FEBBRAIO 2003 (VI domenica del tempo ordinario) “Il giorno 16 di ogni mese. Valorizziamo questo giorno, coinvolgendo anche gli amici e le comunità cristiane a noi affidate. La celebrazione di questa giornata […] diventi un momento fisso di incontro spirituale di tutti: dei figli e delle figlie dell’Allamano, e del popolo cristiano”. (Lettera Circolare del Superiore e della Superiora Generale, 01.12.2002). Da questo mese, durante il quale ricorre la festa liturgica del beato Giuseppe Allamano, l’ufficio generale della Postulazione offre una scheda-sussidio per celebrare quello che viene giustamente considerato il “giorno del Fondatore”, cioè il 16 di ogni mese. Le schede si propongono di offrire semplici suggerimenti e, volta per volta, presentano o uno schema per la preghiera universale delle Lodi o dei Vespri, oppure delle indicazioni per la celebrazione della Messa, per la meditazione individuale o comunitaria, la recita del S. Rosario, l’adorazione eucaristica, la Lectio divina, il ritiro spirituale, l’omelia, ecc. Tutto ciò alla luce della spiritualità del beato Allamano. Le schede, oltre che pubblicate mese per mese sul Da Casa Madre, vengono inviate in antecedenza ai Superiori delle circoscrizioni, di modo che possano essere tradotte e distribuite per tempo. Per questo mese, i sussidi per la preghiera sono già abbondanti nel libretto intitolato “Celebriamo il Signore per il beato Giuseppe Allamano”, o nel Direttorio della Preghiera, che contengono i testi per la Messa, la Liturgia delle Ore e per altre celebrazioni particolari. Per dare il via a questa iniziativa, ecco una breve scheda con spunti di riflessione, che possano servire a noi come pure ai fedeli affidati alle nostre cure, per il 16 febbraio 2003. L’Allamano vivo e presente Oggi, 16 febbraio 2003, possiamo percepire la presenza viva dell’Allamano, che dal cielo accompagna ognuno di noi, le nostre comunità e quanti lo invocano. Se siamo attenti, sperimentiamo che l’Allamano ci è vicino e ci accompagna in modo vivo, amoroso ed efficace. Ecco tre spunti di meditazione e proposta: 1. L’Allamano era interiormente convinto che sarebbe stato vicino ai suoi, anche dopo la morte. Lo ha manifestato più volte, instillando fiducia per il futuro della missione. I Missionari e le Missionarie della Consolata, come pure quanti sono loro vicini, hanno così la garanzia di possedere una guida illuminata per la vita e l’apostolato, e un protettore potente presso Dio e la SS. Consolata. Ecco alcune espressioni che manifestano questa coscienza dell’Allamano: “Quando sarò poi lassù, vi benedirò ancora di più; sarò poi sempre al balcone [per guardarvi, benedirvi e seguirvi]” (Conf. MC, II, 482); “Quando sarò in Paradiso, pregherò per te […], perché te lo prepari pieno di meriti” (Lettere, IX/2, 136); “[per voi] farò più di là che non di qua” (testimonianza di Sr. Giuseppina Tempo). “[Il mio spirito non è di far rumore], ma farò, farò” (testimonianza di Sr. Paola Rossi); “Dal Paradiso mi farò sentire” (testimonianza di P. L. Sales); “Spero morendo di divenire vostro protettore in cielo” (testamento).
2. Noi, se siamo attenti, possiamo percepire e valorizzare, nella nostra vita quotidiana, questa presenza attiva dell’Alla-mano. Si tratta solo di essere raccolti, sapere ripensare al suo insegnamento, confrontarci con lui, proporlo come modello alla gente, pregarlo. La coscienza che lui aveva di questa sua presenza dal Cielo, noi possiamo farla nostra e comunicarla a quanti ci avvicinano. In particolare, non temiamo di confrontarci con il suo insegnamento. L’attualità delle sue proposte è indubitabile. Siamo convinti che l’essenziale della sua pedagogia rimane essenziale ancora oggi. Non è fuori posto immaginare di conversare con lui, esponendogli i nostri problemi e ascoltare i suoi suggerimenti. Più lo conosciamo e gli vogliamo bene, e più siamo in grado di percepire la sua voce. Inoltre, crediamo alla sua intercessione presso Dio e la SS. Consolata. Quando abbiamo qualche necessità, non temiamo di invocarlo. Lo schema di novena, preparata recentemente partendo dalla sua spiritualità, potrà guidare noi e la gente a pregare il Padre celeste con fiducia per intercessione dell’Allamano. 3. Siccome, quest’anno, il 16 febbraio ricorre di domenica, se celebriamo l’Eucarestia con i testi propri della VI domenica del tempo ordinario, possiamo collegarci con la Parola di Dio in questo modo: - I Lettura (Lv 13,1-2.45-46): da interpretare come premessa al Vangelo, per far notare che, con l’intervento di Gesù, il lebbroso è passato da una situazione di emarginazione ad una di totale integrazione. - II Lettura (1Cor 10,31-11,1): S. Paolo si propone ai cristiani come modello: “Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo” (v.1). Analogamente a Paolo, anche l’Allamano può proporsi come modello di vita, proprio perché lui ha saputo imitare da vicino Cristo. Non c’è dubbio che Gesù sia stato il modello preferito dall’Allamano. Basta vedere quante volte e con quale convinzione si riferiva a Gesù nelle sue conferenze e lettere. Non per nulla ci invitava a rassomigliare a Gesù in tutto: “Voi dovete avere i pensieri, lo parole, le azioni di Nostro Signore” (Conf. IMC, III, 16). - Vangelo (Mc 1,40-45): il lebbroso, spinto dall’entusiasmo per la guarigione, non rispettò il segreto messianico impostogli da Gesù e “cominciò a proclamare e divulgare il fatto” (v. 45). È questa la nostra vocazione di missionari: annunciare con entusiasmo la salvezza rivelata e realizzata da Gesù. L’Allamano spiegava che la vocazione missionaria è subblime proprio “perché è la continuazione della stessa missione di Gesù” (Lettere, V, 408). Perciò il nostro zelo “non deve avere limiti” (Conf. IMC, III, 469), al punto da essere missionari “nella testa, nella bocca e nel cuore” (Conf. IMC, III, 16). A cura di P. Francesco Pavese Postulatore Generale
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