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BEDIZZOLE - NOVIZIATO PDF Stampa E-mail
Scritto da Ermanno e gli altri novizi   

Aria di casa
Il viaggio in Piemonte a partire dal 12 novembre, per i nostri primi esercizi spirituali, ci ha fatto respirare un’aria di casa: non solo perché due di noi sono piemontesi, per la presenza dei luoghi delle origini dell’Istituto e del seminario filosofico di Alpignano, ma anche perché i nostri esercizi sono iniziati nella Certosa di Pesio. Questo luogo, dove le pietre sussurrano la preghiera dei certosini, continua a vivere e a offrire silenzio e incontro con Dio grazie alla presenza, da alcuni anni, della casa di spiritualità missionaria e delle sue proposte.

Prima di iniziare gli esercizi, abbiamo partecipato alla Scuola di preghiera per i giovani che si svolge mensilmente e che riunisce ogni volta più di un centinaio di giovani dalla provincia e oltre: insieme al nostro maestro, p. Luigi Manco, che ha predicato una delle due catechesi, abbiamo condiviso due giorni intensi con questi giovani che cercano il Signore incontrandosi con la sua Parola, nel silenzio e nella condivisione. Per alcuni di noi, partecipare a questo incontro è stato come tornare alle origini, poiché proprio frequentando la Scuola di preghiera abbiamo incontrato i Missionari e abbiamo iniziato il cammino di discernimento che ci ha portati fin qui.

Le Costituzioni: il cammino per essere Missionari della Consolata
Nel pomeriggio del 13 è iniziata la prima parte dei nostri esercizi, predicata da p. Francesco Pavese. Il tema di questi primi tre giorni riguardava le Costituzioni, che p. Pavese ci ha presentato nella loro forma e nella loro ispirazione, portando la propria testimonianza di Missionario della Consolata e attingendo alla sua esperienza di rinnovatore del testo e di profondo conoscitore del Fondatore. «Le Costituzioni – ci ha detto – non sono una serie di norme giuridiche, ma l’indicazione, che si fonda sull’amore di Dio, del cammino che siamo chiamati a fare per essere Missionari della Consolata»: questa indicazione ha chiarito lo spirito con cui avvicinarci al testo e ha illuminato la lettura e le meditazioni che ci sono state proposte.

Con due riflessioni al giorno, p. Pavese ci ha parlato della saggezza di Giuseppe Allamano nella composizione delle Costituzioni, delineando la pedagogia specifica per accompagnare alla santità missionaria, che il Beato Fondatore ha trasfuso nel testo; ci ha introdotto a una lettura che coglie tra le parole la presenza della Parola, come fonte e origine delle Costituzioni; ha sottolineato la coerenza delle nostre Costituzioni con il pensiero e l’azione della Chiesa e con il rinnovamento del Concilio. Con il suo fare cordiale e familiare e con una semplicità che è frutto evidente di esperienza personale e di uno studio serio e appassionato, p. Pavese ci ha condotti dentro le Costituzioni, al cuore della famiglia dei Missionari della Consolata; un cuore che fin dall’inizio batte all’unisono con quello del Padre Fondatore.

15 novembre, commemorazione dei Confratelli defunti
La mattinata del 15 novembre ha visto l’arrivo in Certosa dei padri della comunità di Fossano per celebrare con i confratelli della Certosa e noi novizi la memoria dei defunti dell’Istituto. L’incontro è stato animato sempre dal predicatore dei nostri esercizi, p. Pavese, che ha tratteggiato per noi la personalità del Padre Fondatore come uomo di Dio.
Il Postulatore Generale dell’Istituto, con spirito di condivisione fraterna, ci ha ancora una volta parlato del Padre Fondatore come chi lo conosce bene e gli vuole bene. Alcune precisazioni, che dovremmo sempre tenere presente quando ci avviciniamo alla Vita Spirituale e alle fonti, ci hanno introdotti in un breve, ma significativo viaggio al tempo dell’Allamano, per scoprire che le parole che il Fondatore rivolgeva con paterna comprensione, spontanea apertura e delicatezza ai suoi primi figli, sono attuali e possono dire ancora molto a noi.

Tre giorni di deserto a Cuneo
La sera del 16 ci siamo spostati per continuare i nostri esercizi a Cuneo, nel centro di spiritualità missionaria del Movimento Contemplativo Missionario “Charles de Foucauld”, fondato cinquanta e più anni fa da don Andrea Gasparino. Il “Piccolo Fratello del deserto”, a cui si ispira il centro, era stato beatificato da pochi giorni. L’accoglienza, semplice e frugale, ci ha introdotti da subito all’essenziale della vita secondo lo stile di questi contemplativi missionari: silenzio, preghiera con la comunità, lavoro manuale, condivisione.

Una spiritualità, la loro, che mette al centro l’adorazione eucaristica; una centralità che, considerate le normali differenze, ricorda uno dei pilastri della spiritualità che il Beato Allamano ha messo a fondamento del nostro Istituto, nato dal suo sguardo contemplativo e orante davanti al tabernacolo e all’immagine della Consolata.
Silenzio come profondità e comunione, per arrivare nella profondità della persona, dove si trova il meglio e il vero di noi stessi e dove ci si scopre abitati da Dio: questa la proposta dei tre giorni. Vivere il silenzio come clima della preghiera autentica, che è esperienza di amore e di incontro che apre alla missione.

A Savigliano, nello spirito di famiglia che voleva il Fondatore
Domenica 20, finita la nostra permanenza nel deserto di De Foucauld, a Cuneo, prima di riprendere la strada per Bedizzole, abbiamo fatto sosta nella vicina Savigliano, città del nostro Gian Luca, per partecipare alla messa nella sua parrocchia, dove si celebrava anche la festa patronale di S. Andrea.
È stata l’occasione per conoscere un poco le origini di uno di noi e per far conoscere alla comunità parrocchiale la famiglia nella quale Gian Luca è entrato. Nella calorosa semplicità dei saluti e degli abbracci della gente e del parroco abbiamo rivisto ognuno le nostre parrocchie e le nostre radici: missionari del vangelo per il mondo, nati e cresciuti nella Chiesa locale.

Naturalmente, dopo la messa, eravamo attesi a casa di Gian Luca, dove i suoi genitori, alcuni parenti, un sacerdote amico di famiglia, qualche amico e i genitori di Ermanno (l’altro novizio piemontese di Chieri, Torino) ci aspettavano per pranzare insieme. Anche questo è stato un incontro semplice e caloroso, dal sapore della genuinità e non solo quella dei salami e dei buoni vini piemontesi: tre famiglie – la famiglia Pinta di Savigliano, la famiglia Savarino di Chieri e la famiglia della Consolata – intorno a una buona tavola e in buona compagnia, hanno vissuto spontaneamente quello spirito che tanto stava a cuore al Fondatore; egli, infatti voleva che l’Istituto fosse una famiglia, dove i genitori sono i primi e più grandi benefattori.

Il presepio dei popoli
Tornati a Bedizzole, rigenerati dalla intensa settimana di esercizi spirituali, ci siamo buttati nel presepio. Padre Vincenzo Mura, con noi nella comunità di Bedizzole da ottobre di quest’anno, sta costruendo il presepio e tutti noi, ognuno secondo le proprie capacità, siamo stati coinvolti nella preparazione. Sarà un presepio di tutti i popoli: la natività è collocata all’interno di una grande paillotte di stile africano ed è visibile da cinque diverse prospettive, ognuna delle quali rappresenta lo sguardo da uno dei continenti. Il presepio universale, come potremmo definirlo, esprime anche l’internazionalità della comunità del noviziato, che è composta da quattro italiani, due coreani, un venezuelano e uno spagnolo.

Ermanno e gli altri novizi

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