Home Da Casa Madre arrow 2003 arrow Settembre 2003 arrow Lettera del Superiore Regionale
Lettera del Superiore Regionale PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Franco Gioda   

Torino 26-7-2003
Carissimi confratelli,
Il tempo dell’estate ci offre l’opportunità di una serena riflessione su quanto avviene in noi e nella vita in cui siamo immersi. È anche un modo di accogliere l’invito del Signore che prende gli Apostoli “da parte”, “in casa”, “lontano dalla folla” e “in privato” spiega tutto a loro (Mc. 6,31;7,17; 9,33 ecc.).
Mi metto in questa prospettiva per sottolineare alcune idee:

Nel “segno” della speranza
- Novizi: quest’anno, e precisamente sabato 6 settembre, faranno il loro ingresso ufficiale in noviziato a Rivoli 7 novizi. È una grande grazia di Dio. Non bisogna fare il paragone con il passato remoto perché il cambiamento della società, anche da un punto di vista religioso, è sotto gli occhi di tutti. Vediamo ed accogliamo questi giovani come un segno della benedizione di Dio, un grazie quindi a Lui ed un grazie a chi negli anni passati, ha lavorato, a volte nel silenzio e nell’incomprensione, per offrire a piene mani proposte vocazionali. Sarà nostro dovere accompagnare questi giovani nel loro cammino di noviziato fatto di Dio, di Istituto e di incarnazione nella storia di oggi.
- L’entrata di 3 giovani: dovrebbero essere tre giovani da poco laureati ad entrare nel nostro seminario di Alpignano. Nella lettera a conclusione della visita canonica il Superiore Generale in un paragrafo particolarmente significativo circa l’animazione e proposta vocazionale ci parla di “iniziative che fanno scuola” e ci indica tre linee operative “che saranno feconde nella misura in cui si integrano vicendevolmente”.
Queste sottolineature sono:
1. le scuole di preghiera e la direzione spirituale,
2. l’impegno nel campo della giustizia, della pace e dell’integrità del creato,
3. il contatto diretto con la missione. I giovani che stanno arrivando si collocano in queste linee operative. È un’indicazione di cammino che il Signore ci dà, dobbiamo tenerne conto.
- Il mondo dei laici: dopo il Concilio è diventata un’esigenza imprescindibile di tutta la nostra realtà missionaria. Con certezza, se il Padre Fondatore fosse ancora tra di noi, darebbe un’attenzione particolare a questo settore dell’animazione missionaria. Non dimentichiamo che come Istituto missionario siamo nati in un contesto di sensibilità e di “movimento” spirituale, di partecipazione di laici in un progetto che via via ha preso forma dall’ispirazione carismatica dell’Allamano.
Lo “statuto” circa i Laici Missionari della Consolata (L.M.C.) che la Direzione Generale ci ha dato, ci deve aiutare a moltiplicare gli sforzi su questo punto ed a coordinare alcune realtà che in questi anni sono cresciute attorno alle nostre comunità missionarie. Per diversi motivi quest’anno dovrebbe essere un anno particolarmente importante al riguardo. È un momento di grazia che non deve vederci né passivi né ipercritici, ma attivi per un progetto importante che sta prendendo forma e che ci deve vedere tutti attenti e propositivi.
- Il desiderio di comunità: è un desiderio che ho colto visitando i missionari nelle nostre diverse case. È vero che ci sono delle eccezioni, ma è particolarmente diffuso il desiderio e la richiesta di aiuto per vivere meglio la realtà sacramentale della comunità. Per età, formazione, salute e debolezze varie a volte possiamo essere comunità fragili, ma con più fede, più comunione e più coscienza del nostro carisma missionario potremmo essere quello che si continua a ripetere “comunità credibili e visibili”. Il sottolineare solo certe difficoltà e povertà non giova a nessuno ed è segno che dovremmo credere di più all’azione misteriosa e gratuita di Dio in ognuno di noi e nella nostra famiglia missionaria. Vogliamo credere di più al valore della comunità. Un chiaro Progetto Comunitario di Vita (P.C.V.) aiuterà a vivere questa dimensione essenziale per la missione.

La potatura
- Con il termine “potatura” il Superiore Generale definisce quanto si dovrà fare per il ridimensionamento. Da quanto si è detto negli anni passati, nel Capitolo Generale, nell’ultima Conferenza Regionale, nella Visita Canonica e nei diversi interventi della Direzione Generale non si può più attendere oltre il ridimensionamento (la potatura) delle nostre comunità in Italia. Credo che ormai l’ambiente sia maturo per fare questa ”potatura” che indubbiamente ci farà tutti soffrire.
Prossimamente sarà inviato ai Superiori delle comunità uno studio di riflessione su alcune case che il Consiglio Regionale ha pensato di offrire all’osservazione e all’attenzione di tutti per un’eventuale chiusura. Dopo averne discusso in comunità, i Superiori nel loro raduno del giorno 15 settembre riferiranno in assemblea. Il Consiglio, ricco di quanto si sarà detto, deciderà le case, il tempo e le modalità delle chiusure nei prossimi anni. Un procedimento simile sarà anche per le parrocchie, cosa questa che richiederà più tempo anche per le implicazioni delle convenzioni stipulate con i Vescovi.

Le destinazioni
- Un distacco ci viene chiesto ogni anno con la partenza di tanti amici per le missioni. Come già si sa partiranno p. Ernesto Viscardi, p. Kanake Ruben Kajogo, p. Giuseppe Svanera, fr. Maurizio Emanueli. A loro il nostro grazie più sentito e vivo. Hanno lavorato in posti di responsabilità, in servizi a volte delicati e particolarmente impegnativi.
Con la comune passione per la missione che ci portiamo nel cuore diciamo a loro grazie e li accompagniamo nel nuovo lavoro con la preghiera e l’aiuto di cui potranno avere bisogno. La Consolata li accompagni ed indichi ad ognuno di loro le vere strade della consolazione che dovranno offrire ai diversi popoli.
- Accoglieremo una decina di missionari, in arrivo da diverse parti del mondo, alcuni in piena attività, altri già avanti negli anni, altri ancora in difficoltà di salute. Sono i benvenuti, non solo, ma si sentano attesi e desiderati. La consapevolezza di essere della stessa famiglia missionaria ci aiuterà a camminare assieme, ad aiutarci a vicenda, perché la nostra presenza in Italia possa essere il più possibile “visibile e significativa”. L’importante è credere senza calcoli alla nostra vocazione ed alla comunione che ci unisce nel nome della missione.

Auguro a tutti un periodo di serenità e possibilmente di riposo. Sentiamoci uniti sempre più dalla fede e dalla missione.
La Consolata ci sia accanto e l’Allamano ci dia il suo spirito.

P. Franco Gioda

Archivio
2006
2005
2004
2003
2002
Mambo è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.
Versione italiana localizzata da SupportoMambo basata sul progetto MamLang modificato da Giorgio Nordo per www.equal.it