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LOTTA A FAVORE DEI BARACCATI PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Franco Cellana   

NAIROBI 

Il 28.02.2004 l’agenzia MISNA denunciava il pericolo per migliaia di persone che ‘sopravvivono’ nelle baraccopoli di Nairobi di finire in mezzo a una strada perché il governo «ha deciso di sgomberare alcuni slums della capitale del Kenya per fare spazio a una nuova tangenziale che decongestioni il caotico traffico cittadino e rinnovare la linea ferroviaria».
La scorsa settimana settemila persone sono state sfrattate da Kibera, la seconda baraccopoli dell’Africa per dimensioni dopo la sudafricana Soweto, alle porte di Johannesburg; altre 50 mila potrebbero subire lo stesso trattamento entro pochi giorni e altrettanti sono a rischio a Korogocho, altra mega-bidonville dove vive in condizioni di assoluta precarietà un numero imprecisato, ma elevatissimo di persone. La MISNA ha raccolto la denuncia di alcuni missionari italiani impegnati da anni nelle immense baraccopoli di Nairobi e che nei giorni scorsi hanno scritto al sindaco della città.

«Le autorità non hanno fornito alcuna alternativa alle migliaia di famiglie che verranno allontanate con la forza» spiega al telefono alla MISNA p. Franco Cellana, dei Missionari della Consolata. «Non solo, ma il governo ha preso questa decisione senza neppure consultare il sindaco della città». I responsabili di quindici parrocchie della rete urbana cittadina hanno immediatamente sottoscritto la lettera preparata da p. Cellana e p. Daniele Moschetti, comboniano, attivo nello slum di Korogocho. «Siamo molto preoccupati che il governo abbia deciso questi sgomberi forzati senza rispettare la legge e le norme di diritti umani garantiti», si legge nella missiva.

Interpellato dal “Da Casa Madre”, p. Franco Cellana così ha risposto:
Ecco qualche notizia del famoso sfratto “demolitions and forced evictions” previsto in diversi slums di Nairobi. A Nairobi gli abitanti degli slums or informal settlements costituiscono il 55% della popolazione della città e vivono in un’area pari al 5% dell’area totale. È stato deciso improvvisamente da diversi ministeri (Trasporti, Energia elettrica, ecc.) di passare ad attuare un piano di sistemazione della città: togliere strutture e case esistenti sotto le linee elettriche (Kenya power and Lighting), vicino ai binari del treno che percorre la città (Railways Corporation), e dove passerà la nuova tangenziale (By pass).

Gli slums più interessati sono: Kibera, Korogocho, Agare, Lunga Lunga, Sinai, Soweto e altri. Questa azione è stata avviata senza la minima considerazione dei disastrosi effetti che ne sarebbero succeduti. Potrebbero essere demolite in poco tempo circa 16.800 strutture comprese case, scuole, dispensari, chiese ecc. per un totale di 170 mila persone che potrebbero rimanere senza casa. Una cosa senza precedenti in Kenya.

Recentemente anche il card. Renato Martino, in visita al Kenya, ha chiesto al Presidente il massimo rispetto dei diritti umani e di provvedere un tetto e soluzioni alternative prima di procedere con altri sfratti. Ecco perché 14 parrocchie cattoliche di Nairobi, riunite in un gruppo chiamato Kutoka/Exodus (inclusa la nostra della Consolata) con nove ONG che lavorano in questo campo, abbiamo preparato una campagna contro questi sfratti violenti e forzati.

Un dossier è stato preparato per il Nunzio e per l’Arcivescovo e sarà mandato ai diversi ministri e al Presidente. Non si esclude il programma del governo per migliorare le condizioni di vita della città di Nairobi, ma si chiede:
1. adeguata e opportuna informazione,
2. consultazioni chiare e genuine nelle diverse comunità degli slums,
3. alternative opportune per la risistemazione della gente e delle opere pubbliche,
4. sviluppo di una politica globale ed esauriente nel rispetto della legge dei diritti umani.

Dovuto a questa campagna e alle pressioni esercitate, il governo ha bloccato gli sfratti, ma ha dato un mese di tempo alla gente interessata per muoversi altrove. Dove, non lo sappiamo! In questi giorni siamo in azione per questa campagna di informazione e protesta-proposta per evitare il peggio. Speriamo nella saggezza del Presidente e dei suoi ministri prima di procedere ad altre operazioni disastrose.
Questa campagna sarà lunga e dura.

P. Franco Cellana

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