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Il 6 aprile 2004 mons. Aldo Mongiano, vescovo emerito di Roraima (Brasile), fu premiato dal governo brasiliano con la medaglia al “merito indigenista”. Il premio fu ritirato a Brasilia da mons. Franco Masserdotti, presidente del Consiglio Indigenista Missionario (organo della Conferenza Episcopale), che lo consegnò all’interessato, a Torino, l’8 maggio scorso. Oltre a vari Missionari e Missionarie della Consolata, erano presenti pure alcuni esponenti della campagna internazionale “Nós existimos”, in favore degli indios, dei contadini poveri e degli emarginati urbani di Roraima. Mons. Mongiano, dopo aver ringraziato mons. Masserdotti, ha dichiarato: «Questa onorificenza viene consegnata a chi fu vescovo di Roriama, ma in realtà riguarda non tanto una persona, quanto tutti gli indios e i missionari di Roraima. I missionari non si aspettano onorificenze dai popoli che servono, essi lavorano mossi solo da carità evangelica. Tuttavia questa medaglia ci rallegra per due motivi: - L’onorificenza è concessa dalla Funai (Fondazione nazionale dell’indio), che per lunghi anni ha avversato la Chiesa di Roraima. Però, grazie a Dio, da qualche tempo ne riconosce il valore, fino a premiare quelli che prima aveva osteggiato. - Il secondo motivo di gioia è legato ai popoli indigeni. Essi stanno vincendo la battaglia per la difesa dei loro diritti sulla terra dove sono nati. Ma, la vera vittoria, la più bella che si potesse sperare, è il fatto che hanno acquisito una coscienza di se stessi e una forza morale, ispirate dalla fede cristiana. I missionari sapevano quanto, nella storia del Brasile, si diceva degli indios: questi, di fronte alle invasioni dei dominatori venuti da lontano, si sarebbero piegati, sopraffatti dalla forza o allettati (questo è umiliante) da futili regali materiali. Invece gli indios, a partire dagli anni ’70, hanno capito il messaggio evangelico, la grandezza della loro vocazione umana e cristiana, il significato della libertà e della dignità, nonché l’importanza di vivere i valori della loro cultura. Così hanno deciso di impegnarsi, con sforzo, sacrificio e rischio, per cambiare la loro situazione. L’hanno fatto senza violenza, offrendo a tutto il Brasile un esempio di coraggio e fermezza cristiana. Hanno saputo organizzarsi e mobilitarsi per difendere, pacificamente, i loro diritti sanciti dalla Costituzione brasiliana, ma mai rispettati. Gli indios, soprattutto, meritano questa medaglia. Una sola cosa mi rammarica: se i popoli indigeni sono cambiati positivamente, non sono cambiati, invece, alcuni settori ostinati della società di Roraima...”.
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