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P. Giuseppe Inverardi scrive le sue osservazioni/reazioni all’ultima fatica letteraria di p. Giovanni Tebaldi.
Caro p. Tebaldi: Anzitutto ho letto il libro con grande interesse e vera gioia, riservandomi un tempo dopo cena per alcuni giorni. Lo stile è veramente accattivante. Alla narrativa poi si aggiungono commenti e intuizioni di valore. Sei riuscito a fare di Barlassina l’uomo grande quale egli è. Una persona ricca di tutto: di spirito, missionarietà e umanità. Anche il tocco riguardo alla dimensione femminile delle suore è molto bello e interessante. Da quanto ho sentito a suo riguardo dal 1952, dal leggere le sue lettere circolari e dal poco che fu scritto su di lui io mi ero fatta questa immagine del suo volto umano: uomo concreto, volitivo, intuitivo, prudente, sapiente, furbo, diplomatico. Detto in più modi, è un ritornello anche nel libro. Sono caratteristiche che hanno come sorgente un’intelligenza non comune. Dimensioni che p. Barlassina pose al servizio della missione. Nello stabilire la sua grandezza è facile rimanere all’Etiopia e alla sua epopea. La sua attività spirituale e organizzativa nei confronti dell’Istituto è ben messa a fuoco. L’apertura, che diventa poi internazionalità, era novità assoluta. Non è cosa da poco accoglierla cordialmente, anche se sospinti dalla storia e dalla necessità, e guidarla sapientemente. Tale apertura ha fatto l’Istituto che conosciamo e che vive oggi. Creare il futuro è cosa meravigliosa e di pochi. Un commento extra: sarebbe interessante conoscere la sua vera reazione alla proposta di inviare in Etiopia cappellani militari al seguito dell’esercito italiano. Un conto è ubbidire, e un conto è condividere, concordare e cooperare. Forse molto fu lasciato alle conversazioni, per cui gli archivi ci possono rivelare poco al riguardo. Dico questo per le conseguenze che ne derivarono e per la sofferenza che deve aver vissuto in relazione all’imperatore e alla vicenda stessa. Lo sappiamo: nulla è più doloroso di una amicizia e fiducia tradita. E questo deve essere quanto l’imperatore pensò e sentì. Queste, in breve, le reazioni/impressioni a caldo. Non ci può essere che riconoscenza per il dono del tuo libro a noi e a tanti altri. È il dono della personalità e attività di p. Barlassina stesso. L’uomo della storia diventa faro per la vita e la missione di oggi. Che fosse il Kenya, l’Etiopia o la sua attività come superiore generale, un pensiero e un sentimento mi accompagnava durante la lettura: pur in circostanze diverse, quanto io ne sono lontano! Il libro mi ha fatto pensare e gioire ed è fonte di nuova energia nell’affrontare la quotidianità delle sfide e dei problemi, delle necessità e delle risposte. Grazie di cuore. P. Giuseppe Inverardi
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