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FRATERNITA’ PER LA MISSIONE PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniel Mkado   

Dal tre al sette settembre, nel Collegio della Consolata di São Paulo, si è svolto l’incontro detto “interformandos” a cui hanno partecipato i giovani e le giovani in formazione della Consolata.
Lo slogan, sintesi dell’incontro, recitava: “Fraternità per la missione” e aveva come obiettivo la conoscenza e l’integrazione delle comunità formative MC-IMC del Brasile, per un arricchimento culturale, religioso e formativo reciproco, in un contesto di riflessione e di preghiera. Vi hanno partecipato i seminari propedeutico, filosofico e teologico da parte IMC; l’aspirantato, lo juniorato e il noviziato da parte MC. Con noi c’erano anche i nostri rispettivi formatori e formatrici.

Sono stati quattro giorni di dialogo, di allegria e di integrazione. All’inizio della giornata si pregava assieme e poi, seguiva una conferenza su temi diversi. Il primo giorno il laico Eduardo ha svolto il tema “Affettività e corporeità”. Ad esso sono seguite alcune dinamiche del corpo e al pomeriggio un dialogo sulla natura della sessualità, argomento poco trattato nella vita religiosa.

Il secondo giorno si è parlato di “Collaborazione fra gli istituti MC e IMC”. Il tema è stato presentato da sr. Irene Kotchelevick Gubert MC, p. Jordão Maria Pessatti e p. Michelangelo Piovano, superiore regionale. Suor Irene, edotta dalla sua lunga esperienza di missionaria, si è soffermata soprattutto sull’intenzione del Padre Fondatore di dare vita a due istituti che fossero, in un certo modo, complementari. La sorella ha raccontato la bella collaborazione fra suore e padri all’inizio della missione in Brasile (i padri arrivarono nel 1937 e le sorelle nel 1946). Essa, pur con le sue manchevolezze e incomprensioni, ha prodotto buoni frutti in campo vocazionale. Concludendo, ci ha lasciato questo messaggio: «Tocca a voi, giovani, portare avanti questa bella eredità di unione, fraternità e collaborazione di famiglia che il Fondatore ci ha lasciato».

Padre Jordão, uno tra i più anziani missionari brasiliani, conobbe tutte le prime missionarie ed è vissuto con loro, confermando totalmente le parole della sorella. Padre Michelangelo raccontò la sua esperienza di lavoro in comune con le suore della Consolata dal tempo della sua formazione, sottolineando che: «per lavorare assieme dobbiamo apprezzarci reciprocamente e saper valorizzare i doni di ciascuno».

Il pomeriggio abbiamo lavorato in gruppo su due domande:
1. Partendo dalla nostra storia, cosa vogliamo fare per il futuro?
2. Quali proposte concrete possiamo presentare al Capitolo Generale?
Fra le altre, è stato detto che per il futuro sarebbe positivo lavorare insieme, iniziando dalle esperienze pastorali durante le vacanze, programmare insieme, fare ritiri assieme e visitarsi reciprocamente. Rendere stabile l’incontro dei formatori e delle formatrici. Realizzare incontri di interformandos in tutte le nostre regioni.

Il terzo giorno si è parlato di “Giustizia e pace”. Il nostro interlocutore è stato p. Lírio Girardi che ci ha parlato della sua esperienza missionaria a Roraima, durata 27 anni.
Il pomeriggio abbiamo dialogato con sr. Maria del Carmen MC e sr. Maria Alberta Girardi, orionista, che lavora col MST, il “Movimento dei Senza Terra”, che lotta per la riforma agraria, l’uguaglianza e la dignità dei lavoratori. Suor Alberta, italiana di 82 anni, ha sottolineato che «non esiste pace senza giustizia e non si lotta per la pace solo pregando… ci vuole qualcos’altro». Il suo messaggio per noi è stato: «Gesù vi attende in Galilea».

Durante l’incontro ci siamo sentiti accompagnati dai missionari e dalle missionarie di altre regioni. Questo grazie ai messaggi E-mails e fax arrivati da Colombia, Argentina, Venezuela e dalle sorelle della regione Europa. Padre Piero Trabucco e sr. Gabriella Bono ci hanno inviato saluti e auguri a nome dei due istituti.

L’incontro ha avuto anche momenti di svago: abbiamo giocato assieme e le nostre serate sono state animate da presentazioni, danze e giochi per crescere nell’amicizia. L’incontro si è concluso con un pellegrinaggio al santuario nazionale dell’Aparecida, patrona del Brasile, allo scopo di partecipare al “Grido degli esclusi”, un evento promosso dall’Ufficio di Pastorale sociale della Chiesa, che raccoglie il grido di protesta contro l’ingiustizia sociale che si eleva dalle strade, piazze e campagne.

Il 7 è anche il giorno dell’indipendenza del Brasile e ed è stata scelta proprio questa data della patria per dire che non basta un’indipendenza politica formale, la vera indipendenza passa attraverso la liberazione delle persone. È stata un’esperienza che ci ha segnato. Ci auguriamo che il seme piantato in questo incontro possa nascere e portare molto frutto.

Daniel Mkado

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