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SEMINARIO TEOLOGICO JOSEPH ALLAMANO |
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Scritto da Daniel Kibuw’a
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L’anno accademico 2004/2005 iniziò ufficialmente il 21 settembre quando, al termine delle vacanze, ci riunimmo per la programmazione della nostra vita e delle nostre attività. Il tema che ci dovrà ispirare nelle scelte comunitarie e personali ci impegna a “vivere come apostoli della consolazione, incarnando nella vita quotidiana l’interiorità, la solidarietà, la fraternità e imitando la Madonna Consolata”.
Abbiamo quindi cercato degli obiettivi specifici nelle dimensioni principali della nostra vita: umana e comunitaria, spirituale e religiosa, pastorale e intellettuale. Per programmare e verificare le varie attività abbiamo creato delle commissioni composte da tre-quattro membri ciascuna: commissione liturgica; della formazione e della pastorale; delle attività culturali e ricreative; del lavoro; dell’animazione missionaria e vocazionale. In questo modo ciascuno di noi è coinvolto nella gestione della vita comunitaria.
La programmazione fu seguita da cinque giorni di esercizi spirituali, guidati da un sacerdote diocesano di Kinshasa, che ha trattato il tema del Padre nostro. L’anno accademico all’Istituto St. Eugene de Mazenod si aprì sabato 4 ottobre con la messa dello Spirito Santo e un’interessante lezione magistrale su “Hegel e l’Africa”.
La comunità del teologico quest’anno è composta da 19 membri: tre studiano la lingua francese; tre del primo anno di teologia; quattro del secondo; uno del terzo; quattro del quarto anno, un Fratello studente e tre formatori. L’équipe formativa si è infatti arricchita di un nuovo formatore nella persona di p. Symphorien Fumwasenji reduce da cinque anni di lavoro missionario in Tanzania.
Domenica 31 ottobre, nella parrocchia di St. Gyavira, ove da anni alcuni di noi prestano servizio pastorale durante il weekend, avvenne l’ordinazione diaconale, per le mani del nunzio apostolico, mons. Giovanni d’Aniello, dei nostri confratelli Albert, Arley, Samuel, Mauricio e Felix. Una grande folla, proveniente anche dalle parrocchie vicine, riempì la chiesa e lo spazio circostante per partecipare alla gioia dei neo diaconi e sostenerli con la preghiera e l’amicizia. Daniel Kibuw’a
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