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“Noi Missionari e Missionarie della Consolata, alla stregua del nostro fondatore, il Beato Giuseppe Allamano, siamo chiamati a guardare il mondo con l’occhio consolatore e compassionevole di Dio. Questo risveglia in noi il sogno dell’Allamano: essere disposti a lasciare tutto, sull’esempio del Figlio di Dio, per incarnarci fra gli uomini e le donne del mondo, avere a cuore tutti, farsi prossimo dei poveri e degli impoveriti, per essere tra loro presenza di consolazione.
Vi chiediamo di entrare in campo accanto a noi per farci carico tutti assieme di una giustizia globale che dia risposte concrete a questa immane tragedia. In particolare l’Europa Occidentale deve guardare all’Africa sub-Sahariana se vuole raggiungere la pace tra i suoi confini e cercare il bene comune per il prossimo futuro”.
È questo l’appello che i Missionari e le Missionarie della Consolata lanciano a tutte le persone di buona volontà nel momento di dare inizio al “Progetto SALUTE AFRICA”.
“Salute Africa” è un comitato costituito da Missionari e Missionarie della Consolata, Ospedale Koelliker, Associazione Impegnarsi Serve ONLUS e Associazione Amici Missioni Consolata con lo scopo di perseguire programmi finalizzati alla lotta contro l’AIDS.
In particolare si propone di:
- sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma dell’AIDS nell’Africa sub-Sahariana
- portare un seme di speranza alle popolazioni afflitte dal flagello AIDS nelle nazioni africane dove operano i Missionari e le Missionarie della Consolata.
La campagna, lanciata da p. Giordano Rigamonti in tre città italiane: Torino, Milano e Roma, durerà fino al 31 dicembre 2006 e prevede numerose iniziative come incontri di sensibilizzazione, dibattiti, convegni medici ecc. in cui si cercherà di coinvolgere la gente comune, le amministrazioni locali, enti pubblici e privati in un vasto movimento di solidarietà in favore alla lotta contro l’AIDS in Africa.
A Torino, il 25 novembre, intorno al tavolo della Sala delle Congregazioni presso il Palazzo Civico sedevano diverse autorità amministrative della Città, della Provincia e della Regione che, insieme a noti rappresentanti dell’evento olimpico e parolimpico di Torino 2006, hanno evidenziato l’importanza di un’azione congiunta nella lotta all’AIDS, attraverso il sostegno a interventi mirati che possano essere recepiti e condivisi dalla popolazione locale. Una prerogativa che, secondo tutti i convenuti, è assicurata dalla lunga esperienza e dalla profonda conoscenza delle realtà locali che solo i Missionari e le Missionarie della Consolata possono vantare.
L’incontro è proseguito con la condivisione delle motivazioni e degli obiettivi che hanno spinto il Comitato a dedicare i prossimi anni alla promozione di SALUTE AFRICA, attraverso l’organizzazione di incontri, dibattiti, convegni medici, presenze agli appuntamenti ufficiali e raccolta fondi.
Grazie al contributo della Dott.ssa Maria Luisa Soranzo, direttore dell’Unità operativa malattie infettive dell’Ospedale Amedeo di Savoia, l’iniziativa si è arricchita di “spessore” da un punto di vista tecnico e scientifico, dovuto alla sua vasta esperienza di ricerca e di lotta all’AIDS sia in Italia, sia in Africa.
Infine, a chiusura della mattinata, l’intervento di p. Giovanni Giorda, un anziano missionario con la barba lunga e bianca, che dal lontano 1952 si prende cura della missione di Tosamaganga e dei suoi orfani, ha risvegliato le autorità ed il pubblico da un punto di vista emotivo, conducendoli in Tanzania a “sentire” il dramma dell’AIDS e a “com-patire” le sue vittime.
A Milano, il 26 novembre, la conferenza stampa organizzata per SALUTE AFRICA dalla Provincia di Milano ha creato una rara opportunità di incontro fra medici, da anni impegnati nella lotta all’AIDS e amministratori locali che, in un coro di voci unanime, hanno affermato la necessità di una maggiore e più diffusa consapevolezza riguardo alle sofferenze e alle assenze registrate nei Paesi colpiti dal flagello dell’Aids.
A cogliere immediatamente l’urgenza di lavorare insieme per il raggiungimento di fini e obiettivi comuni è stata la Senatrice Emanuela Baio, promotrice dell’iniziativa “Un ponte tra le donne”. Si tratta di un gruppo di donne della politica pronte a “fare rete” fra di loro affinché, attraverso il ruolo istituzionale che rivestono, possano rispondere in modo più efficace ai bisogni delle donne africane che “urlano in silenzio” il loro dramma di bambine orfane, di madri violate e di anziane lasciate sole ad affrontare il peso della povertà e della malattia che colpisce l’intera comunità.
A conclusione il Dott. Alberto Mattioli, Vicepresidente della Provincia di Milano, ha confermato il suo desiderio di impegnarsi in modo concreto, annunciando di volersi fare portavoce delle azioni di SALUTE AFRICA su tutto il territorio di sua competenza e assumendosi il compito di sostenere direttamente uno dei numerosi progetti presentati.
A Roma, il 1º dicembre, SALUTE AFRICA celebra la giornata mondiale della lotta contro l’AIDS, organizzando un Convegno dal titolo: “SALUTE AFRICA: nella giustizia la lotta all’AIDS”. Dalle 9 alle 13 del mattino, per una singolare combinazione, proprio nella sala “Carlo Urbani” (già presidente di Médecins sans frontières Italia) medici e professori universitari vengono interpellati sul dramma dell’AIDS non solo da un punto di vista sanitario, bensì nella sua complessità sociale, considerando cioè l’interazione fra la malattia e il contesto ambientale e culturale della sua manifestazione in paesi come l’Uganda, il Kenya, il Tanzania e l’Etiopia.
Ad arricchire la discussione con un intervento profondamente “vissuto”, sr. Simona Brambilla, Missionaria della Consolata che, con alle spalle un’esperienza di missione nel Niassa (Mozambico), fra il popolo “macua-xirima”, ha mostrato ai presenti come lo stesso concetto di malattia e quindi di salute non sia univoco, bensì si inserisca nella mentalità, nel pensiero e nella cultura di un popolo. «Da qui la necessità di aprirsi alla conoscenza del pensare africano per poter entrare in dialogo con le persone con cui si collaborerà e cercare di intenderne non solo la lingua, ma anche il linguaggio. Altrimenti, il dialogo, anche il dialogo “sanitario”, anche il discorso e la prassi della salute, risulta impedito da troppi equivoci da ambo le parti. Altrimenti si rischia di usare gli stessi termini intendendo realtà molto diverse».
E per concludere, una significativa provocazione lanciata da p. Antonio Bellagamba agli studenti e ai professori: «Credete nel futuro, lanciatevi con coraggio in questa sfida che l’Africa pone in modo particolare all’Europa e al Mondo medico e scientifico!». Gli applausi al suo accorato appello hanno dimostrato che la risposta positiva alla sfida c’è ed è di grande spessore.
Elisa Franzò
SALUTE AFRICA
Segreteria Nazionale, Torino
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