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Scritto da P. Francesco Pavese
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CHI È GESÙ PER ME Chi sia veramente Madre Teresa lo si può conoscere dalle parole con le quali lei ha dichiarato la propria identità: «Sono albanese di sangue, indiana di cittadinanza. Per quel che attiene alla mia fede, sono una suora cattolica. Secondo la mia vocazione, appartengo al mondo. Ma per quanto riguarda il mio cuore, appartengo interamente al Cuore di Gesù». Con quali mezzi poi intenda realizzare i suoi ambiziosi progetti ce lo spiega ancora lei stessa con questa sua notissima e disarmante affermazione: «Io sono una piccola matita nelle Sue mani, nient’altro. È Lui che pensa. È Lui che scrive. La matita non ha nulla a che fare con tutto questo. La matita deve solo poter essere usata». Madre Teresa, però, invita ad andare più in profondità: «se volete conoscermi bene, prima dovete capire “chi è Gesù per me”». Ecco chi è Gesù per Madre Teresa.
Il Verbo fatto carne. Il pane di vita. Il pane di vita che dobbiamo mangiare. La vittima che si offre sulla croce per i nostri peccati. Il sacrificio che si offre nella santa messa per i peccati del mondo e miei personali. La parola che devo dire. Il cammino che devo seguire. La luce che devo accendere. La vita che devo vivere. L’amore che deve essere amato. La gioia che dobbiamo condividere. Il sacrificio che dobbiamo offrire. La pace che dobbiamo seminare.
L’affamato che dobbiamo sfamare. L’assetato che dobbiamo dissetare. Il nudo che dobbiamo vestire. Il senzatetto al quale dobbiamo offrire riparo. Il solitario al quale dobbiamo fare compagnia. L’inatteso che dobbiamo accogliere. Il lebbroso le cui ferite dobbiamo lavare. Il mendicante che dobbiamo soccorrere. L’alcolizzato che dobbiamo ascoltare. Il disabile che dobbiamo aiutare. Il neonato che dobbiamo accogliere. Il cieco che dobbiamo guidare. Il muto a cui dobbiamo prestare la nostra voce. Lo storpio che dobbiamo aiutare a camminare. La prostituta che dobbiamo allontanare dal pericolo e colmare della nostra amicizia. Il detenuto che dobbiamo visitare. L’anziano che dobbiamo servire.
Gesù è il mio Dio. / Gesù è il mio sposo. / Gesù è la mia vita. Gesù è il mio unico amore. / Gesù è tutto per me. / Gesù per me è l’unico.
Ti ho trovato in tanti posti, Signore. Ho sentito il battito del tuo cuore nella quiete perfetta dei campi, nel tabernacolo oscuro di una cattedrale vuota, nell’unità di cuore e di mente di un’assemblea di persone che ti amano. Ti ho trovato nella gioia, dove ti cerco e spesso ti trovo. Ma sempre ti trovo nella sofferenza. La sofferenza è come il rintocco di una campana che chiama la sposa di Dio alla preghiera. Signore, ti ho trovato nella terribile grandezza delle sofferenza degli altri. Ti ho visto nella sublime accettazione e nell’inspiegabile gioia di coloro la cui vita è tormentata dal dolore. Ma non sono riuscita a trovarti nei piccoli mali e nei miei banali dispiaceri. Nella mia fatica ho lasciato passare inutilmente il dramma della tua passione redentrice. E la vitalità gioiosa della tua Pasqua è soffocata dal grigiore della mia autocommiserazione. Signore, io credo. Ma tu aiuta la mia fede. Aiutami a diffondere dovunque il tuo profumo, o Gesù. Inonda la mia anima del Tuo Spirito e della Tua vita. Diventa padrone del mio essere in modo così completo che tutta la mia vita sia una irradiazione della Tua. Perché ogni anima che avvicino possa sentire la Tua presenza dentro di me. Perché guardandomi non veda me, ma Te in me. Resta in me. Così spenderò del Tuo stesso splendore e potrò essere luce agli altri.
P. Francesco Pavese Postulatore Generale
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