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Dal 4 al 9 gennaio si è svolta a Sagana (Kenya) l’assemblea continentale dell’Africa. Prevista dall’XI Capitolo Generale, era la seconda ad essere realizzata dopo quella europea e si prefiggeva “una programmazione comune, in base alle conclusioni del Capitolo e le necessità del continente” (XICG).
Vi hanno partecipato il Superiore Generale, il Vice Superiore Generale, il Consigliere Continentale e quattro membri di ogni Regione e Delegazione dell’Africa; tra questi, il Superiore e Vice di ogni circoscrizione e due tra i responsabili dei settori (AMV, GPIC, formazione, pastorale).
La Direzione Generale ha ritenuto opportuno invitare anche p. Marco Marini, amministratore generale e p. José Luis Ponce de León, del Segretariato Generale per la Missione.
5 gennaio - i lavori sono stati aperti da p. Aquiléo Fiorentini, Padre Generale, il quale ha spiegato che la finalità dell’incontro era di incarnare le direttive del Capitolo nel continente africano. Ha quindi invitato i partecipanti a studiare gli aspetti concreti del continente affinché la programmazione che uscirà da questa assemblea possa aiutare l’Istituto a camminare meglio, a pensare e programmare “come Istituto”.
Dopo una breve presentazione delle varie Regioni e Delegazioni, i moderatori, p. Dietrich Pendawazima e p. Alonso Alvarez hanno spiegato il programma dei lavori. Questi sono proseguiti con una riflessione a gruppi su due domande:
1. Quali sono i segni di un cammino continentale già fatto?
2. Quali altri passi si possono fare a livello continentale?
Si è poi passati ai lavori per gruppi di interesse: formazione, animazione missionaria e vocazionale, GPIC e finanze. L’assemblea che ne è seguita ha visto un ampio dibattito sul tema dei Laici Missionari della Consolata in Africa.
La giornata si è conclusa con l’eucarestia, presieduta da p. Stefano Camerlengo, vice superiore generale, seguita da una grande cena negli ambienti dell’attiguo noviziato.
Venerdì 6 - il secondo giorno di lavori è stato caratterizzato dalla presentazione in assemblea delle riflessioni dei quattro gruppi riunitisi ieri.
1. La formazione in Africa: è stato affrontato il tema dei due noviziati africani (Kenya e Mozambico) che devono diventare continentali con équipes internazionali di formatori. Si è parlato della preparazione dei formatori nel continente africano. Infine si è toccato il problema dell’apprendimento delle lingue: sarebbe bene iniziare già dal propedeutico.
2. Animazione missionaria e vocazionale: nelle varie Regioni del continente ci sia una persona incaricata, a tempo pieno, di questo settore. Nella programmazione degli incontri continentali di AMV (ogni due anni) si preveda un incontro di lunga durata dedicato alla formazione ed eventuale programmazione dell’AMV nel continente Africa. Ogni Regione abbia un centro di animazione missionaria (CAM).
3. GPIC: c’è stato un lungo scambio di opinioni e chiarimenti su questo tema per trovare agganci concreti alla realtà e coinvolgere tutti i missionari. Intanto si è suggerito di associarsi alle strutture diocesane già esistenti.
4. Finanze e amministrazione: è stata affrontata la problematica dei molti aiuti finanziari provenienti dall’estero per i progetti in Africa. Viene ribadita l’importanza di coinvolgere la popolazione locale e la Regione nella definizione di tali progetti, senza dimenticare che il loro obiettivo finale è quello di raggiungere l’autosufficienza. Per la formulazione di questi progetti sarebbe bene rivolgersi ad esperti. Il tema dell’amministrazione faccia parte del programma di formazione di base.
Sabato 7 - la terza giornata di lavori si è aperta con l’eucarestia presieduta dal vescovo di Murang’a, mons. Peter Kihara che, nell’omelia, richiamandosi alle conferenze di Murang’a, ci ha esortato a continuare l’assemblea continentale con lo stesso spirito che animava i nostri predecessori.
L’ordine del giorno prevedeva una riflessione sul vasto campo dell’evangelizzazione in Africa con la formulazione di proposte concrete per tradurre in pratica l’XI Capitolo. Innanzitutto è stato identificato lo stile IMC di fare pastorale nelle varie Regioni dell’Africa. Quindi, dopo una condivisione sull’impatto che il Sinodo Africano ha avuto nelle varie Regioni, si è passati all’esame delle priorità pastorali peculiari di ogni Regione, prima in gruppo e poi in assemblea. Lo scopo era di individuare cammini comuni nel continente. La griglia di questa condivisione prevedeva: metodologia, priorità, riqualificazione e ridimensionamento. La discussione, a volte accesa, ha fatto capire che non tutto è possibile programmare a livello continentale.
Il pomeriggio ci siamo concentrati sul dialogo interreligioso. Molto tempo è stato speso a chiarire il progetto continentale di Gibuti, dove i nostri tre confratelli stanno cercando di rendere operativo il dialogo con i musulmani. Siccome il progetto è stato concepito per tutta l’Africa, si è suggerito che ogni Regione si tenga in contatto con la comunità di Gibuti. Nel dialogo interreligioso non abbiamo escluso le religioni tradizionali.
Infine abbiamo concluso con una sessione dedicata alla formazione permanente, precisando la sua necessità nelle varie tappe della vita di ciascun missionario. Abbiamo inoltre individuato alcuni campi in cui c’è bisogno di missionari specializzati.
Domenica 8 - il giorno dell’Epifania, in mattinata, siamo andati a Nyeri, luogo dove è iniziata la nostra presenza missionaria in Kenya (vedi cronaca a parte).
Al pomeriggio, i lavori sono ripresi con la presentazione della programmazione della Direzione Generale, fatta da p. Stefano Camerlengo, e seguita da uno scambio di opinioni. Il Padre Generale ha poi presentato alcuni punti particolari che interessano tutto l’Istituto: viaggi, pubblicazioni della Direzione Generale, proposte sul “Da Casa Madre” e “Documentazione”, sito web, nuove aperture, collaborazione con le Suore MC.
Lunedì 9 - al mattino si discute di “continentalità”. Al pomeriggio, dopo la lettura e l’esame personale sulla sintesi generale dei lavori, si passa alla votazione di ogni singolo punto. Questa sintesi ha un valore solo consultivo per la Direzione Generale.
Martedì 10 - completata l’approvazione delle conclusioni emerse nell’incontro, i lavori si concludono con la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal Padre Generale e l’agape fraterna.
L’impressione generale su questo primo incontro continentale africano è positiva. Si tratta solo dell’inizio di un cammino continentale che si perfezionerà strada facendo. Ci siamo “mentalizzati” a pensare come continente pur non isolandoci dal contesto generale dell’Istituto.
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