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TORINO - CASA MADRE PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Antonio Giordano   
NOTE DI CRONACA

Natale
Ci ha pensato fr. Fortunato Rosin a creare l’ambiente natalizio in Casa Madre con i vari presepi che ha allestito nelle cappelle e in tutti i luoghi comunitari. Ed è piacevole per i confratelli, che ritornano infreddoliti dalle varie cappellanie, dove svolgono ministero al mattino di buon’ora, scendere in refettorio per la colazione e trovare quel bel clima natalizio creato dal presepio, reso vivo dalle sue luci intermittenti e dagli addobbi natalizi auguranti “buone feste”.

La notte di Natale alcuni confratelli hanno celebrato la nascita del Figlio di Dio alle 10 della sera, altri alla mezzanotte. Diversi hanno binato e addirittura trinato per venire incontro alle esigenze del popolo di Dio. Alcuni hanno celebrato il Natale nella propria comunità di origine accanto a parenti e amici. Come è risaputo, la maggioranza dei confratelli di Casa Madre vanta un’età di tutto rispetto; ciononostante continuano ad occuparsi del proprio ufficio a tempo pieno e, in occasioni come queste, offrono generosamente i loro servizi alla Chiesa locale.

Quanti sono rimasti in casa hanno goduto di un buon pranzo natalizio, in un refettorio abbellito da fr. Angelo Bruno, economo della casa e rallegrato dalla presenza dei confratelli degenti in infermeria che si sono uniti a noi: tra questi ricordiamo p. Witold Malej, arrivato qualche settimana fa dalla Bielorussia, dove ha lavorato per una quindicina d’anni, p. Angelo Billio, che appariva in ottima forma e con una speranza sempre più accesa di ritornare in Kenya e p. Luciano Stefanini, giunto due settimane fa da Roraima per sottomettersi a un urgente interveto chirurgico. Fratel Aldo Allemandi, da parte sua, ha acceso la gioia nel cuore di tutti con le sue bottiglie di Dolcetto d’Alba, riservate per l’occasione.

Due giorni dopo, una solenne tombolata ci ha visti riuniti di nuovo nella fraternità. Padre Francesco Cialini, superiore della casa, dirigeva le operazioni augurando a tutti successo e distribuendo i premi ai fortunati vincitori. Per l’occasione si sono uniti a noi anche sr. Rosella Casiraghi, che lavora a tempo pieno nella parrocchia Maria Regina delle Missioni e p. Francesco Cravero che, da anni lavora, ormai in silenzio, negli uffici della Consolata o della chiesa Beato Allamano.

L’incontro, alquanto rumoroso, è stato un’ottima occasione per scambiarci gli auguri di buona fine e miglior principio d’anno. La routine in Casa Madre è sempre la stessa, a parte le ripetute visite dei ladri, tuttavia ci apriamo con speranza all’anno nuovo chiedendo al Signore: «fa’ che non perdiamo le opportunità che continuamente la tua paterna mano ci concede proprio qui in Casa Madre».

Abbiamo concluso l’anno vecchio con il nostro ritiro mensile. Ci ha guidati nella riflessione fra Riccardo, OFM, del convento di S. Bernardino che, con parole semplici e chiare, ci ha resi partecipi del carisma francescano fatto di semplicità, serietà e gioia. Ha sviluppato il tema della preghiera riferendosi a “nostro Padre Francesco” che, ogni anno passava sei mesi nell’eremo de La Verna a ricaricarsi spiritualmente l’anima con la Parola di Dio. È seguito un periodo di riflessione personale che si è concluso con l’adorazione “coram Sanctissimo” durante la quale abbiamo ringraziato il Signore per tutti i doni elargiti sulla Casa Madre e la sua comunità durante l’anno ormai concluso.

Visita pastorale
Sabato, 14 gennaio, il card. Severino Poletto, nostro arcivescovo, ha realizzato la visita pastorale alla parrocchia Maria Regina delle Missioni. La visita ha avuto i seguenti momenti: ore 15.30 incontro con i Missionari/e della Consolata e gli altri religiosi della parrocchia; ore 17.00 incontro con i Consigli Pastorali Parrocchiali e gli operatori pastorali; ore 18.30 celebrazione eucaristica nella parrocchia Maria Regina delle Missioni.

Incontro del Cardinale con i Missionari/e della Consolata
Il Salone dei Popoli, in Via Cialdini 4, si riempie in fretta: sono presenti anche gli altri religiosi/e residenti nel territorio della parrocchia. Al suo ingresso, il Cardinale è accolto da un caloroso applauso. Dopo il benvenuto di p. Francesco Cialini, don Paolo Ripa di Meana, vicario episcopale per la vita consacrata, presenta i religiosi/e presenti in parrocchia, quindi, p. Francesco Bernardi, parroco di Maria Regina delle Missioni, propone come lettura biblica “Cristo Re” che giudica tutti gli uomini (Mt 25).

L’Arcivescovo, nel prendere la parola, ringrazia i religiosi/e presenti per la loro vita di consacrazione al Signore. «La consacrazione è uno stato di vita non molto considerato dalla nostra società moderna, ma pur sempre risposta generosa alla chiamata di Gesù attraverso i secoli. I consacrati devono testimoniare con la loro vita il Vangelo per così attirare tutti a Cristo. I religiosi quindi devono guardarsi dal lasciarsi “impolverare” dal laicismo della società in cui operano. I laici diventano sempre più importanti nella Chiesa, ma vanno formati alla sequela di Cristo. Le statistiche ci dicono che l’arcidiocesi di Torino in venti anni diminuirà di un terzo il suo clero; di qui la necessità di unire le parrocchie e di avere i laici a supplire la mancanza di sacerdoti».

Rivolgendosi poi direttamente ai Missionari/e della Consolata, l’Arcivescovo consiglia prudenza per non scandalizzare i semplici fedeli, a quanti, abituati a lavorare in varie parti del mondo, si fermano a svolgere lavoro pastorale in diocesi. Esorta ad avere fiducia nelle possibilità di cambiamento della gente, grazie anche alla nostra azione, al buon esempio e alla nostra preghiera. E conclude con una calda esortazione: «Coraggio, lavoriamo con entusiasmo in questa grande famiglia della diocesi, in un dialogo fraterno e costruttivo».

C’è poi tempo per fare alcune domande. Di fronte all’assenza di vocazioni, l’arcivescovo invita ad essere realisti, a vivere bene il proprio tempo e ad avere fiducia: «se Dio chiude un’opera, ne farà fiorire un’altra».
Quanto alla nostra collaborazione con i movimenti ecclesiali, si deve distinguere tra movimenti ecclesiali ufficialmente riconosciuti dalla diocesi e movimenti spontanei, che ruotano attorno a un “carismatico” o a un gruppo di “leaders”. Mentre ai primi va tutta la nostra collaborazione, con i secondi bisogna essere prudenti.
Corale è il grazie che rivolgiamo al nostro Cardinale, il quale ci benedice nel nome della Consolata.
P. Antonio Giordano
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