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MISSIONE NUOVA VITA PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Fernando Patiņo   

(Prima parte)

Padre Fernando Patiño, dopo aver lavorato per vari anni nell’animazione missionaria in Spagna, da due anni svolge il suo apostolato in Congo a Isiro.

Come giudichi la tua esperienza di lavoro in Congo?
È stata una bella esperienza perché ho conosciuto una vera realtà di missione dove il nostro Istituto lavora con impegno costruendo il Regno di Dio. Arrivando in Congo, ho dovuto mettere da parte tutta la mia esperienza precedente e misurarmi con le mie difficoltà e i miei limiti personali specialmente per quanto riguarda la vita e la missione nella foresta. Io sono di Medellin, (Colombia), nato e vissuto in città, abituato ai mezzi e alle facilitazioni della città e impreparato alle difficoltà della vita nella foresta.

Nella missione, per esempio, ci si sposta in motocicletta e per me, che non so cavalcare nemmeno la bicicletta, è panico. Così, ho imparato a fare quello che posso andando a piedi. Poi c’è stato lo studio del kiswahili, una lingua piuttosto difficile, che mi ha richiesto molto impegno. Si arriva a leggere la messa, ma poi esprimersi è tutt’altra cosa. A Wamba, dove sono andato all’inizio, si parla il kiswahili, ma dopo un anno sono passato a Isiro dove si parla il lingala. Così ho dovuto cominciare a studiare quest’altra lingua.
Tuttavia, Isiro è una cittadina e qui mi sento maggiormente a mio agio perché è più facile spostarsi da un luogo all’altro e rendersi utili con tanti servizi.
Insomma, la missione, per me, è stata come un incominciare una nuova vita, una “rinascita”, aiutato in questo da una bellissima esperienza di comunità: ho avvertito un grande spirito di comunione, mi sono sentito molto appoggiato e aiutato da tutti i confratelli.

Le attività
Tra le altre cose, ultimamente mi sono molto appassionato alla gestione della “Casa Padre Oscar”: una iniziativa della nostra Regione a favore degli studenti universitari. In questi anni le diocesi del nord dove noi siamo presenti, hanno svolto un buon lavoro nel settore della scuola secondaria e i frutti cominciano a vedersi: ci sono un sacco di giovani col diploma di maturità, desiderosi di continuare gli studi, magari a Isiro dove, da tre anni, i Domenicani hanno aperto un’università.
Tuttavia le difficoltà economiche e la mancanza di un punto di appoggio in città impediscono loro la realizzazione di questo sogno costringendoli al lavoro dei campi come hanno sempre fatto tutti.
Oltre all’università, in città c’è anche il centro di pedagogia per i maestri e il centro di formazione per gli infermieri.

Si è dato il caso che un capo locale abbia donato alla nostra comunità una costruzione, ancora da terminare, allo scopo di farne un’opera sociale. La casa è situata a 500 m dalla nostra sede regionale di Isiro. In cambio la missione di Neisu, dove egli vive, gli ha costruito una casa più piccola. Così la nostra comunità ha deciso di farne un ostello per studenti, battezzandola col nome di “Casa Padre Oscar”.

Conclusi i lavori di costruzione, a dicembre sono entrati i primi 17 studenti. La casa ha la capacità di ospitarne 40 ma, per ora, abbiamo voluto accogliere solo coloro che vengono dalle nostre missioni. Sono inviati dai nostri missionari, che conoscono la loro situazione familiare; si privilegia, infatti, chi non ha i mezzi economici per studiare.

Per esempio c’è un ragazzo che abita lontano e che aveva trovato ospitalità presso una famiglia occupando il letto di uno della casa che era in viaggio. Al ritorno di quest’ultimo, lo studente si è messo a dormire per terra; inoltre, in quella casa non c’era la luce per poter studiare nella ore serali e l’ambiente in sé non era adatto allo studio.
Da noi invece questi giovani trovano l’alloggio: le camere sono di 2-3-4 o 5 posti, hanno i servizi igienici e questa è una comodità preziosa a Isiro, dato che non esistono in nessuna casa, e mangiano due volte al giorno: la colazione e la cena.
Le parrocchie che inviano questi studenti, offrono un contributo che copre parte delle loro spese mentre il resto viene messo dall’Istituto.

Nella casa c’è anche una biblioteca: grazie a p. Richard Larose, dal Canada ci è arrivato un container dove, assieme a medicine per l’ospedale, c’era anche qualcosa come 1200 libri per la nostra biblioteca: sono romanzi, ma anche testi di studio, manuali di medicina, di matematica, di chimica... e sono tutti in francese. Inoltre, avendo ricevuto un po’ di fondi da varie associazioni caritative italiane e trovandomi ora a Roma, ne ho approfittato per comprare altri libri utili.
Nella biblioteca abbiamo installato la luce elettrica, grazie a un piccolo generatore alimentato dai pannelli solari. Così essa funziona tutti i giorni dalle tre del pomeriggio alle nove della sera. La casa è custodita da una famiglia che si incarica dei vari servizi: preparare il cibo, fare le pulizie e mantenere ogni cosa in ordine.

Lavorare per questi studenti e aiutarli nei loro studi mi appassiona davvero. Abbiamo ricevuto in regalo alcuni computer e insegniamo loro a usarli soprattutto per i lavori o le tesine di fine corso. Queste, vengono a costare in media un dollaro al foglio; ciò significa che un lavoro di 50 pagine costa 50 dollari; se poi lo si fa correggere, costa il doppio. Così, spesso, queste tesine vengono presentate senza essere state corrette e ciò influisce sul punteggio finale. Grazie a questi computer i nostri ragazzi possono scrivere i loro lavori e correggerli.

Oltre a questo impegno, cerco di rendermi utile nella procura regionale: per esempio compro le derrate alimentari o altri materiali difficili da reperire e li spedisco alle missioni. In questo modo ho anche la possibilità di parlare e di relazionarmi con tutti i confratelli, mediante la radio, o direttamente quando vengono a Isiro.
Così sono sempre aggiornato su quello che avviene nelle missioni, godo di tutte le novità, le iniziative e i successi dei nostri missionari e vengo a conoscere le loro difficoltà... insomma è un modo molto bello per vivere tutto quello che succede nelle missioni.

P. Fernando Patiño

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