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Cinquant’anni fa è iniziata la presenza dei Missionari della Consolata in Spagna. L’idea di visitare i luoghi dei nostri primi passi in questo Paese è stata di p. Vincenzo Pellegrino, che ha rivolto l’invito al p. Sergio Tesio e al sottoscritto. Così, di buon mattino, siamo partiti da Elche alla volta di Ribadeo: un lungo viaggio che ci ha portati ad una cittadina del nord della Galizia ai confini con le Asturie.
Qui abbiamo visitato la casa dove abitavano i nostri padri pionieri e la cappella dove celebravano la messa tutti i giorni. Ci siamo intrattenuti anche con una famiglia di vicini, anziani, custodi della chiesetta, che hanno conosciuto i primi quattro Missionari della Consolata che sono stati qui: p. Virginio Rossi, quasi sempre assente per i suoi continui viaggi, p. Angelo Maggioni, p. Domenico Feyles e il fratello, poi sacerdote, p. Virgilio Leone, famoso per la sua musica. La vecchia casa dei padri è chiusa e un po’ cadente ed è separata da quella dei vicini da una via dove allora passava la strada ferrata del treno che portava i minerali al porto d’imbarco. Circondata da un alto muro, si scorgono gli alberi del giardino interno dove essi vedevano spesso i padri passeggiare in meditazione.
Padre Angelo era anche il confessore del convento delle Clarisse e p. Domenico ne era il cappellano. Vi abbiamo celebrato la messa il mattino seguente e abbiamo potuto parlare con le suore. Le più anziane ricordavano il p. Angelo: “un ángel”, dicevano e il p. Domenico, sempre allegro. Di lui ricordano che quando le salutò prima di partire, pianse a dirotto e promise di scrivere sue notizie. Ma se ne dimenticò e non seppero più niente di lui.
Gli anziani vicini ci aprono la chiesetta, una delle più antiche del paese e adesso un po’ abbandonata. Il presbiterio è impreziosito da una bella tavola scultorea in legno dorato. Quello che più ci ha rallegrato è stato trovare un quadro della Consolata con una bella cornice e ben conservato. Così ne approfittiamo subito per fare una bella foto ricordo. In giornata ci rimettiamo in viaggio verso la seconda meta che ci siamo prefissati: il santuario de ”La vera Cruz” di Berriz. Situato in mezzo ai boschi, un po’ fuori dal paese, ci ricorda da vicino la Certosa di Pesio.
In tempi passati è stato un monastero di suore Mercedarie contemplative con un collegio per ragazze. Intorno al 1925, rispondendo all’esortazione del Papa e capitanata da una dinamica suor Margherita, la comunità si è trasformata in una congregazione missionaria: le “Mercedarie Missionarie di Berriz”, che 50 anni fa hanno ospitato p. Virginio Rossi giunto in Spagna per saggiare il terreno in vista di una possibile fondazione.
Il mattino dopo celebriamo con le suore. Oggi, questa è la casa delle anziane e ci fa piacere incontrare tre sorelle che hanno conosciuto p. Virginio. Non familiarizzava molto con loro perché viveva in un appartamento separato e poi era sempre in giro. Qualche volta andava al collegio delle ragazze per parlare delle missioni. Le suore ci fanno visitare la cappellina interna dove si trova la tomba di sr. Margherita e dove celebrava p. Rossi quando era in casa. Visitiamo anche il santuario e il bellissimo parco che circonda la casa.
Riscoprire le nostre origini è stato per noi un bagno rinfrescante e può servire a rinnovare il nostro spirito e le nostre attività di animazione missionaria e vocazionale in questo tempo in cui cerchiamo di capire sempre meglio il significato della nostra presenza in Spagna. P. Pietro Togni
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